Tendenze Uomo autunno-inverno 2023
I colori effetto dopamina di Lardini
I colori effetto dopamina di Lardini 
Tendenze Uomo autunno-inverno 2023

Pitti scommette sul futuro

Malgrado le difficoltà e le defezioni dovute alla nuova ondata pandemica, Firenze apre la stagione della moda con 553 espositori: “Un segnale di fiducia e di sostegno all’economia”, spiega Raffaello Napoleone, ad del salone che dedica un’intera area al progetto Sustainable Style con dieci giovani brand internazionali e green

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L'edizione 101 di Pitti Uomo, in mostra da oggi a giovedì 13 gennaio in Fortezza da Basso a Firenze, apre la stagione della moda nel mondo e resiste nonostante l’imperversare della variante Omicron che ha portato al ritiro di un espositore storico come Brunello Cucinelli e al rinvio a giugno dell’evento clou per i 40 anni del brand Ann Demeulemeester.

Una volta contate le defezioni, il bilancio resta positivo: il salone accoglie 553 marchi dei 610 previsti, la metà di prima della pandemia, ma si tratta di un numero comunque importante.

«È un segnale di fiducia e di speranza per sostenere, in sintonia con il governo, l’economia italiana rispettando tutte le regole di sicurezza», spiega Raffaello Napoleone, ad di Pitti Immagine che organizza l’evento. In un settore come il fashion che, dopo la ripresa del 2021 (il fatturato dell’uomo era aumentato dell’11,9 per cento pari a 9,1 miliardi), ora teme la nuova ondata pandemica.

Ma parlando di moda: cosa cambia nel modo di vestire degli uomini? Il ritratto che emerge visionando le collezioni di abbigliamento maschile dell’inverno 2022-2023 è quello di uno stile elegante senza sforzo, ovviamente attento all’ambiente (chi oggi, oserebbe dire il contrario?), libero di incrociare formale e informale, sartoriale, sportswear e street style. Ma non solo: l’invito che i brand fanno agli uomini è quello di sovrapporre stili diversi, in un mix&match da tempo consueto alle donne con le quali oggi potranno condividere capi di abbigliamento agender.

Dopo tanto stare a casa, l’uomo vuole uscire, stringere mani, socializzare, tornare finalmente a vestirsi elegante senza rinunciare a sentirsi a proprio agio, essendosi ormai assuefatto alle comodità del divano. E da quello che si vede negli stand ne esce una diversa silhouette: più morbida, più leggera, più facile, più colorata in funzione antidepressiva, che scivola addosso pur conservando i capisaldi dell’eleganza.

«Mai più capi striminziti», sentenzia Luigi Lardini che, da intramontabile dandy, amava la giacchina sciancrata che ora rinnega a vantaggio di una con i rever allungati e più scostata dal corpo fino anche a diventare una giacca-camicia, appoggiata su pantaloni più morbidi e larghi al fondo e sotto al cappotto che, comunque, resiste ma in versione, se non oversize, comoda e generosa. I colori? Giallo, ocra, verde, rosso «per dare l’idea della rinascita», dice Lardini che presenta anche alcuni capi maschili indossati da donne, chiarendo però che «non si tratta di collezione unisex» ma solo che «le donne stanno bene anche in abiti maschili».

C’è chi invece propone direttamente capi o accessori interscambiabili tra lui e lei. Esempio lampante, lo storico brand delle borse di lusso amate dalle star, Rodo, che lancia il secchiello a tracolla unisex accanto alla slipper foderata e rifinita in pelliccia eco.
Nel gioco di eleganza e praticità, protagonista diventa il parka. Spesso si può pure sdoppiare in virtù del clima impazzito. Vedi l’americanissimo marchio Filson di cui il gruppo Wp di Cristina Calori festeggia a Pitti il 125° anniversario con la rivisitazione in chiave contemporanea dei capi storici di qualità nati nel nord ovest del Pacifico, primo tra tutti lo storico giaccone Mackinaw Cruiser rinverdito da nuovi motivi plaid per lui e, questa volta, anche per lei.

Ha comunque un tocco elegante e rilassato anche il vestire street e sportivo. Quasi oversize il primo bomber imbottito in piume d’oca di Herno dalle tasche con inedita impuntura ovale da street sofisticato, mentre il brand ripesca dall’archivio anni Sessanta il tessuto Monogram dalle grandi H lavorate jacquard che si inseguono.

Herno presenta il suo primo bomber imbottito con piuma d'oca. Via libera alla logomania
Herno presenta il suo primo bomber imbottito con piuma d'oca. Via libera alla logomania 

E siccome, sottolinea Napoleone, «niente come la moda riesce a interpretare così rapidamente l’evolversi del costume, tanto che non si sa chi influenzi l’altro», ecco un uomo che, in un gioco di specchi e rimandi, suggerito dal titolo del salone Reflections, riflette su sé stesso e sul mondo di nuovo in difficoltà. Aprendosi al dubbio, ma anche alle possibilità. Di mischiare, per esempio, tradizione e ritmo contemporaneo.

 

Come nella capsule di calzature per cui Baldinini attinge al proprio heritage tramite il modernissimo tocco del giovane e talentuoso designer austriaco Arthur Arbesser. Oppure di cogliere l’occasione-dovere di vestirsi senza danneggiare la natura perché la pausa riflessiva imposta dalla pandemia ha suggerito che o si cambia o si finisce.

Così, non solo quasi tutti i brand di Pitti considerano la sostenibilità, ma il salone dedica un’intera area al progetto Sustainable Style che riunisce dieci giovani brand internazionali green, inclusivi e spesso genderless. «In un processo creativo responsabile», dice Giorgia Cantarini che li ha selezionati, «che si riassume nelle famose tre R: riciclare, riutilizzare, reinventare».
 

 

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