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Daniele: "Ero un traditore seriale. E l'unica donna a cui sono stato fedele mi ha tradito"

Per anni ha tradito tutte le sue compagne. Fino a quando, con Claudia, i ruoli si sono invertiti e lui ha scoperto un dolore mai provato prima. E se in principio ha provato a "curarlo" inutilmente seducendo altre donne, oggi ha deciso di iniziare un percorso di terapia: "Conoscersi nel profondo e uscire dalle gabbie mentali ed emotive", spiega la psicologa Veronica Landeschi, "è la via migliore per scegliere quello che ci fa vivere bene"

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“Sono un traditore seriale. O almeno di questo mi accusano le mie ex. E sinceramente non posso dar loro torto. Provarci con un'altra donna è nella mia natura. Non riesco a rinunciare alla mia voglia di sedurre, perché conquistare mi fa sentire vivo, adrenalinico, importante. E la mia autostima, quando una donna accetta le mie lusinghe e sta al gioco, fa la ola e le capriole.

Ho 50 anni, un matrimonio finito alle spalle e una convivenza. Le compagne importanti della mia vita si contano a malapena sulle dita di una mano: con nessuna di loro sono stato capace di rispettare il patto di fedeltà e di fiducia. Tranne una. Claudia, l’unica che paradossalmente mi ha riservato lo stesso trattamento che io di solito riservo alle mie ex.

È stata lei a tradirmi e a lasciarmi per un altro uomo. Il mio amico Marco, per sdrammatizzare, una volta mi ha detto ironico: 'Questa volta hai trovato una che ti ha battuto sul tempo!'. Magari è così o forse con lei stavo provando a cambiare questo aspetto di me che in passato ha boicottato ogni tentativo di avere una relazione sana e felice.

Non me lo sarei mai aspettato da lei, ma quando me l’ha raccontato non l’ho giudicata. Un minimo di coerenza ce l’ho anche io. 'So che tu puoi capirmi, in fondo ci sei passato tante volte. Forse io e te siamo più simili di quanto potevamo immaginare', mi ha detto Claudia quando è venuto fuori che tra di noi c’era un altro e che per questo non ci saremmo più visti.

Lo ammetto senza vergogna: per me è stata una mazzata, un dolore che non avevo mai provato. Ma davanti a lei ho continuato a tenere la maschera del distaccato e di chi non si fa smuovere da niente e da nessuno. L’ho lasciata andare via così, senza dirle quello che realmente sentivo, senza farle capire che se ci fosse stata anche una sola possibilità di ritornare assieme io l’avrei colta.

Dopo questa ennesima chiusura, per 'curarmi' ho usato la solita medicina: ripartire all’attacco e ritornare a sedurre. Sono abbonato a diverse app di dating e ormai so cosa scrivere, quando farlo e come agganciare una donna che mi piace. La prima settimana dopo la fine della relazione ero diventato compulsivo: passavo l’intera giornata a chattare con sconosciute. Ho perso il conto di quante ne ho contattate. La maggior parte si sono rivelate simpatiche, alcune interessanti, ma nessuna riusciva a togliermi dalla testa Claudia.

Che la mia ex fosse diversa da tutte quelle con cui ero stato l’avevo capito fin da subito. Perché invece di sentire il bisogno di uscire con le altre, di testare il Don Giovanni che è in me, io avevo solo voglia di conquistare lei sempre di più. Siamo stati assieme quasi un anno e per me era miracoloso non sentire questa pulsione di cercare sempre nuove attenzioni da altre e nuovi “trofei” da conquistare. Non ho mai voluto evadere dalla routine e quotidianità di coppia, che spesso con le mie ex mi andava a noia e che mal sopportavo normalmente. Anzi sapere che Claudia c’era, che c’eravamo entrambi l’uno per l’altra, mi rassicurava e mi dava felicità.

Inoltre da lei mi sentivo accettato veramente. Era rimasta con me, dandomi fiducia, anche se le avevo confessato fin da subito tutto del mio passato, di questo vizio che aveva fatto saltare anche relazioni importanti. Come con la mia ex moglie, che dopo anni di tradimenti, santa donna, non ha retto più alle mie promesse bugiarde di non rifarlo e mi ha lasciato.

Poi c’è stata Giulia, due anni di convivenza buttati via, perché un giorno ha scoperto che flirtavo senza sosta online. E io l’ho anche accusata che fosse colpa sua, accampando scuse che non mi dava abbastanza, che mi soffocava… Né con lei né con la mia ex moglie sono stato capace di assumermi le mie responsabilità, di ammettere la mia incapacità di stare in una relazione. Anzi ho sempre trovato scuse per giustificare le mie infedeltà, trasformandola anche in un j’accuse verso chi mi stava accanto a fatica.

Solo oggi sto prendendo atto del male che ho fatto loro con la mia superficialità e mancanza di empatia. Claudia mi smosso qualcosa di profondo dentro. Essere ripagato con la stessa moneta, trovarmi per la prima volta dall’altra parte mi ha fatto capire tante cose, mettendomi profondamente in discussione.

Dopo aver constatato che il solito meccanismo di seduzione non funzionava più, sono caduto in depressione. Ho buttato tutte le app di incontri e mi sono chiuso nella mia sofferenza. Avrei voluto avere accanto l’unica donna che ho desiderato veramente, ma non ho avuto la forza di richiamarla. Non mi sentivo più un seduttore, ma un fallito. Sono stati mesi difficili, forse i più duri della mia vita, ma è proprio vero che quando tocchi il fondo poi la terra diventa la leva per rialzarti.

Se non potevo riavere lei, almeno dovevo fare di tutto per avere un buon rapporto con me stesso, capendo veramente perché mi comportavo così nelle storie d’amore. Ho iniziato una terapia, che mi sta aiutando a vedermi meglio, a comprendere cosa c’è dietro questa sbornia di euforia e di eccitazione che mi ha portato fino ad ora a tradire in continuazione. Il percorso è lungo, ma ho deciso che questa volta non scappo e vado fino in fondo”.

Daniele, 50 anni di Roma

 

Il commento dell’esperta

Veronica Landeschi, psicologa e consulente sessuale

Per anni Daniele ha sempre avuto un ruolo “fisso” nelle sue relazioni sentimentali: quella del traditore seriale, impenitente e incapace di uscire da questo personaggio. E avere questa parte nelle sue storie gli dava sicurezza, lo faceva restare nella sua comfort zone. Ma con Claudia, l’unica donna alla quale è stato fedele, incredibilmente si ritrova dalla parte opposta, quella del tradito, e questo rimescola le carte. La sua reazione di fronte all’infedeltà è quella di mascherare le sue vere emozioni e poi di riprovare a curare il suo disagio con la sua vecchia medicina: cercare donne da sedurre e provare così a ripristinare il suo “vecchio ruolo”, per ritrovare la sicurezza di sé. Ma sente che qualcosa è cambiato, non trova più quello che riusciva ad attrarlo prima.

Trovarsi nei panni del tradito è una sensazione mai provata prima, disarmante, che rompe il solito schema e che porta Daniele a una crisi salvifica. Un momento difficile, faticoso da affrontare, come racconta, forse il più duro della sua vita, ma che è la strada di una profonda rinascita, che lo aiuta a vedersi con occhi nuovi. Daniele accetta questa grande sfida, per capirsi meglio e per avere un rapporto di qualità in primis con sé stesso. Una scelta ardua, ma sana. Quando sentiamo che qualcosa cambia all’interno, occorre prima prendere consapevolezza di noi stessi, elaborare al meglio la situazione, osservarci, analizzarci. Anche con l’aiuto di un esperto. Conoscersi nel profondo e uscire dalle solite gabbie mentali ed emotive, soprattutto se disfunzionali, è la via migliore per scegliere quello che ci fa vivere bene. E questo aiuta ad avere poi dei rapporti d’amore sani ed equilibrati, volti alla felicità di coppia.