D(i)ritto al cuore
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D(i)ritto al cuore

Andrea: "Posso impedire alla mia ex moglie di portare nostra figlia in vacanza con il nuovo compagno?"

Anche dopo la separazione la legge garantisce ai minori il diritto alla bigenitorialità, ovvero la piena partecipazione alla vita di entrambi i genitori. Quindi la risposta al nostro lettore è: no, sarebbe illegittimo impedire loro di avere contatti con i nuovi partner o amici. E vietare loro di andare in vacanza potrebbe anche violare gli accordi separativi

Di questo parliamo nella nuova puntata del nostro appuntamento 'D(i)ritto al cuore', ovvero come farsi aiutare dalla giurisprudenza quando di mezzo ci sono i sentimenti. Per rivolgere le vostre domande all'avvocato Orsini, potete scrivere una mail a modaebeauty@gedi.it

3 minuti di lettura

Gentile Avvocato,

sono un uomo di 45 anni e da circa un anno sono separato dalla madre di mia figlia. La separazione è stata molto burrascosa e finalmente dopo una stancante battaglia legale finita l’estate scorsa abbiamo trovato un nuovo equilibrio, ma vedo nuove nubi all’orizzonte. La settimana scorsa mia figlia mi ha comunicato che ad agosto la madre la porterà due settimane al mare in Romagna, nel paese dove vanno in vacanza anche i cugini. La bimba sembra molto contenta della prospettiva ma mi ha detto che con loro ci sarà anche il nuovo fidanzato della mamma… Sono rimasto sorpreso e confesso che la cosa mi ha dato molto fastidio. La mia ex moglie non mi ha informato di nulla, né tanto meno ha chiesto il mio parere.

Dopo qualche giorno l’ho chiamata e ho chiarito che non sono d’accordo che nostra figlia sia costretta a trascorrere le vacanze con il suo compagno, che può fare le ferie da fidanzata in un altro momento e fare la mamma quando sta con la bambina. Lei ha gridato che non ha altri giorni di ferie, che sa bene come fare la madre e che io non devo insegnarle nulla. Ne è nata una discussione molto accesa, poi ne abbiamo riparlato il giorno successivo ma lei è irremovibile, è diventata aggressiva, sostiene di poterlo fare senza dovermi chiedere alcun permesso.

Passano i giorni, la data si avvicina e io sono sempre meno dell’idea di passarci sopra. Possibile che le sia consentita una simile libertà di coinvolgere la bambina nella sua storia sentimentale invece di lasciarla in pace e passare delle vacanze tranquille? La bambina sembra imperturbabile, non prende posizione, ma io sto valutando di chiamare l’avvocato per far valere le mie ragioni. Mi aiuti a capire come stanno le cose e se posso almeno pretendere di far passare un altro po’ di tempo prima di arrivare a un tale coinvolgimento.

La ringrazio, Andrea*

La risposta dell'avvocato Sabrina Orsini, esperta in diritto di famiglia

Cara Andrea, la sua non è l’unica lettera su questo tema che, evidentemente, accende gli animi e tocca sfere emotive profonde suscitando timori per il benessere dei figli e, a volte, comprensibili gelosie per una nuova situazione non ancora del tutto metabolizzata.

Sarò diretta e le dico subito che la legge non le viene in soccorso in mancanza di una prova concreta di un pregiudizio significativo del benessere psicofisico della bambina. Talora nelle separazioni consensuali i genitori concordano clausole volte a limitare per un certo periodo di tempo la frequentazione dei nuovi partner, ma in assenza di accordo sul punto, la legge non tutela quelle che spesso sono solamente mere gelosie.

Si tratta di mettere sul piatto della bilancia due interessi dei minori, entrambi meritevoli di tutela: da una parte quello di evitare turbative del loro benessere psicofisico, dall’altro il loro diritto alla bigenitorialità. Infatti i figli, anche dopo la separazione, hanno diritto di partecipare pienamente alla vita di entrambi i loro genitori e quindi sarebbe illegittimo impedire loro di avere contatti con i nuovi partner perché questo significherebbe obbligarli a frequentare il padre o la madre in una situazione di artificiosa solitudine.

 

IL PRECEDENTE. Il Tribunale di Milano in una chiara ordinanza del 2013 ha espressamente riconosciuto il diritto del genitore separato a coinvolgere il figlio nella nuova relazione sentimentale “trattandosi di formazione sociale a rilevanza costituzionale”. Il giudici milanesi hanno anche chiarito che un ingiustificato rifiuto dell’altro genitore “troverebbe giustificazione solo se il preminente interesse della prole fosse esposto a rischio”, facendo anche riferimento alla migliore letteratura psicologica secondo la quale “un graduale inserimento dei nuovi compagni corrisponderebbe addirittura al benessere dei figli se i genitori hanno cura di far comprendere che le nuove figure non si sostituiscono a quelle genitoriali”.

Inoltre consideriamo che da qualche anno le coppie di fatto, quale quella della sua ex moglie e l’attuale compagno, si sono guadagnate anche in Italia tutele importanti con la legge Cirinnà del 2016 e vi sono provvedimenti dei giudici che riconoscono esplicitamente tutela legale al nuovo nucleo che si è creato dopo la fine del matrimonio.

In mancanza di seri e comprovati pregiudizi del benessere della bambina sarebbe addirittura lei, Andrea, a mettersi in una posizione contraria alla legge ponendo un ingiustificato veto alla vacanza. Infatti, partendo dal presupposto che i vostri accordi di separazione contengano, come di norma accade, i tempi relativi alle vacanze estive, impedire ai figli di andare in vacanza con uno dei genitori rappresenterebbe una violazione degli accordi separativi che darebbe diritto alla madre di rivolgersi al giudice tutelare del luogo ove risiede il minore per chiedere l’emissione di un provvedimento che sostituisca la volontà dell’altro genitore.

Naturalmente tale provvedimento verrà preso in contraddittorio tra le parti e cioè dopo aver informato l’altro genitore che potrà quindi esporre al giudice le proprie ragioni che saranno attentamente valutate nel primario interesse dei figli.

COME COMPORTARSI. Dal suo racconto non emergono dati relativi a una concreta sofferenza di sua figlia relativamente alla prospettiva di passare le vacanze con la mamma e il suo nuovo compagno e non c’è una norma che vieti alla sua ex moglie di procedere come da programma.

Certamente sono passaggi delicati e sarebbe bene che trovaste un punto di dialogo per poter parlare insieme con la bambina e rassicurarla che voi per primi siete d’accordo sulle modalità di svolgimento delle vacanze in modo da sollevarla da sensi di colpa connessi al prendere le parti di uno o dell’altro dei suoi genitori.

 

* Andrea è un nome di fantasia. Potete mandare le vostre lettere all'indirizzo modaebeauty@gedi.it per avere una risposta gratuita dall'avvocato Orsini. Le storie saranno selezionate e poi pubblicate in anonimato.