Un reggiseno per tornare a splendere dopo il tumore al seno

Wabi Sabi è la linea di lingerie funzionale che supporta esteticamente e aiuta psicologicamente. Reggiseni pensati per le donne che hanno subìto un intervento di mastectomia, perché “le cose più belle non sono perfette, sono speciali”
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Quello del wabi-sabi è un concetto giapponese che si riferisce all’accettazione della transitorietà delle cose e della loro imperfezione. Dal punto di vista estetico, incoraggia a cogliere e ad abbracciare la bellezza di ciò che non è canonicamente "perfetto" e, in un certo senso, a rivedere la definizione stessa di "bello". È proprio riprendendo questa filosofia che nasce un progetto di moda inclusiva e innovativa di lingerie, pensata per le donne che sono state operate di cancro alla mammella. “Le cose più belle non sono perfette, sono speciali”, recita il claim di Wabi Sabi, nome che Chiara Pasini ha scelto per la sua collezione di lingerie intelligente, creata per aiutare le donne che hanno affrontato un percorso oncologico in seguito al quale hanno subìto un intervento di asportazione parziale o totale del seno.

Grazie a una raccolta fondi lanciata su Indiegogo, Wabi Sabi inizierà a produrre questi reggiseni innovativi, che a breve potranno essere ordinati e acquistati. Si tratta di capi creati da un team di designer e specialiste del tessile, realizzati in materiali che supportano il processo di guarigione, grazie a fibre con capacità antibatteriche, lenitive e con proprietà benefiche per la pelle. Naturalmente il design punta a valorizzare e supportare la femminilità, senza dimenticare l’importanza della sostenibilità: parte delle fibre nascono da processi a basso impatto, mentre il packaging è esclusivamente ecologico.

 

Il progetto, nato dall'esperienza della madre di Chiara

La collezione prevede un trattamento “bifasico”, composto da due step fondati rispettivamente sul concetto di protezione e di stimolo: la prima fase si riferisce al post-operatorio (Post Surgery: Re-Start) e la seconda alla rinascita (Lingerie: Re-Birth). “Tornare a guardarsi allo specchio dopo un intervento di asportazione parziale o totale della mammella a volte può essere doloroso; bisogna educare la mente a una nuova consapevolezza di sé” si legge nella presentazione di Wabi Sabi. “L'obiettivo è sostenere le donne che hanno subìto un intervento chirurgico di asportazione del tumore al seno attraverso un reggiseno che possa farle sentire bene, non solo dal punto di vista del comfort ma anche psicologico”.

Un intervento al seno può essere devastante dal punto di vista psicologico: le donne a cui viene diagnosticata la malattia devono fare i conti con interventi e con una lunga serie di terapie, e in questo periodo così stressante spesso perdono l’autostima, la fiducia nel proprio corpo. Wabi Sabi nasce da una storia personale: il percorso oncologico che la madre di Chiara Pasini ha dovuto affrontare nel 2015. La designer ha scelto di portare il tema della rinascita dopo la diagnosi e le cure alla discussione di tesi di laurea nel 2017 alla NABA di Milano, dando vita ad una versione embrionale di quello che oggi è un progetto concreto.

Mentre era impegnata nella ricerca di materiali adatti al suo progetto, ha incontrato Eleonora, proprietaria dell’azienda tessile specializzata in tessuti innovativi Textilross, con la quale ha sviluppato reggiseni post-operatori il cui design tiene in conto dei consigli forniti dai medici da loro interpellati, e i suggerimenti delle pazienti ed ex pazienti oncologiche. Capi di lingerie con caratteristiche a sostegno dell’estetica, della bellezza e delle differenti shapes di ogni donna, che permettono di tornare a piacersi guardandosi allo specchio.

La collezione Wabi Sabi si compone di capi dalle forme semplici e strutturate, che sostengono senza stringere. Hanno l’apertura frontale per agevolare i movimenti, mentre nelle coppe, grazie a specifiche taschine interne, c’è la possibilità di inserire una protesi esterna. La vestibilità è studiata analizzando le possibili operazioni effettuate, mentre i tessuti impiegati hanno la particolarità di essere naturalmente antibatterici e sono adatti alle pelli più sensibili e delicate. Includono, per esempio, Crabyon, contenente chitina, che ha una funzione lenitiva e rigenerante, che favorisce la cicatrizzazione. Il design è pulito ma impreziosito da dettagli e stampe, colori, pizzi e trasparenze.

 

La community dedicata alla rinascita dopo il tumore al seno

Chiara e Eleonora hanno anche dato vita a una community di donne a supporto delle donne che si trovano ad affrontare il difficile percorso oncologico: Feeling Nova. Si tratta di un portale dedicato al tema della rinascita a 360 gradi: la moda, il make-up, lo sport, i viaggi, la cucina, l’arte esplorati nel contesto di un nuovo inizio.

Be Strong. Be Woman. Be You! è il loro motto: “Il progetto è nato da donne per le donne; incoraggia l’amore per il proprio corpo e per la vita. Feeling Nova parla alle donne operate di tumore al seno. Coinvolge donne che scoprono questa malattia; donne che iniziano le cure, donne che finalmente vedono la luce in fondo al tunnel e donne che vogliono tendere una mano ad altre donne e sostenerle” spiegano. “Questo è un progetto innovativo nato da un’esperienza personale, dalla voglia di reagire e dalla voglia di rinascere”.

L’obbiettivo è anche quello di creare una collezione di abbigliamento più ampia, focalizzandosi soprattutto sullo sportswear e il beachwear. Capi che non siano solo belli ma aiutino a prendersi cura del benessere psicologico di chi li indossa. La prima produzione della collezione sarà distribuita il prossimo autunno attraverso i canali di Feeling Nova.