La storia di Francesca: "Lui mi ha tradita e truffata, con la complicità di sua moglie"

"Aveva una doppia vita, che io ignoravo totalmente". È lungo e pieno di dettagli, nonché di dolore, il racconto di questa nostra lettrice che ha "mandato al diavolo resistenze e pregiudizi" per innamorarsi di un uomo dieci anni più giovane di lei con evidenti difficoltà economiche. Come è possibile essere vittima per tanti anni di una truffa sentimentale? Lo abbiamo chiesto al dottor Michele Spaccarotella, psicologo e psicoterapeuta, che ha commentato la testimonianza per noi
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“Ho passato gli ultimi due anni a costruire qualcosa che non è mai esistito. Se non nel mio desiderio, nelle mie illusioni. Perché Fabio, quello che credevo fosse il mio uomo, ha una doppia vita, un’altra donna. E io non me ne sono mai accorta, fino a ora. Lei, Paola (si chiama così), è sua moglie. La sua vera complice, visto che ha sempre saputo tutto e accettato con connivenza. Pensavo che cose così accadessero solo nei film o nei romanzi rosa con trame intricate e tanti colpi di scena. Invece, mi sono ritrovata a vivere una situazione paradossale per scoprire che la realtà, a volte, è anche più drammaticamente sorprendente della fantasia e dell’immaginazione. Perché ci sono dei tradimenti così crudeli, così totali, da diventare inconcepibili e inammissibili. E soprattutto non perdonabili, perché davanti a tanto male non ci sono parole né azioni che possano riscattare il danno che ho subìto.

 

Ho conosciuto Fabio in vacanza, in un villaggio turistico. Lavorava lì come animatore e io avevo solo voglia di passare un’estate spensierata e leggera. E lui era il compagno di giochi perfetto: mi ha fatto ridere, divertire e vivere un’avventura appassionata. Il giorno della partenza ho fatto fatica a salutarlo, non volevo andar via da lui. Ma ho fatto appello alla mia razionalità che mi diceva di lasciare tutto lì, compreso lui, in quel villaggio in Sardegna.

Passano due mesi, l’autunno è alle porte e Fabio mi chiama: 'Sai che sono sotto il tuo stesso cielo, Francesca? Ce lo prendiamo un caffè assieme, ti va?'. Questa volta vince il cuore, metto a tacere la testa e lo incontro. Davanti a un cappuccino in un bar all’aperto, Fabio mi racconta che ha deciso di trasferirsi qui. Ha bisogno di un cambio di vita e ha pensato che Milano fosse la città giusta. 'E poi ci sei tu!', afferma sorridendo e guardandomi intensamente negli occhi. Ha trent’anni e la sua vita è tutta da inventare.

Lo ascolto e mi ricorda me alla sua età, con quell’ottimismo e quella voglia di trasformare ogni sogno in realtà. Io di anni ne ho 40 e tanti obiettivi che mi ero prefissata li ho realizzati. Altri ancora no. Ed è per questo che quel suo entusiasmo di credere nell’impossibile me lo porto ancora dentro. Mi fa sentire affine a lui. Nei giorni seguenti mi manda messaggi, mi invita a uscire e mi corteggia spudoratamente. Io ho ancora addosso quella voglia di leggerezza dai tempi del nostro flirt e decido di stare al gioco. 'Che avrò mai da perdere?', mi dico staccando la spina alla prudenza e alla razionalità.

 

 

A distanza di tempo ho la risposta: tutto. Man mano che ci frequentiamo mi lascio coinvolgere sempre di più. Mando al diavolo le mie resistenze e i miei pregiudizi e mi innamoro di un uomo molto più giovane di me e senza una stabilità economica. Incredibilmente questo non mi spaventa, anzi mi esalta. Non la voglio vedere la realtà attuale, non mi interessa. Lo considero solo un momento di difficoltà e di transizione: tutto cambierà in meglio.

Divento non solo la sua compagna, ma la sua prima fan. Lo incoraggio a non mollare, mi spremo le meningi per trovargli sempre le soluzioni migliori al continuo fiume di imprevisti e di insuccessi lavorativi che lo travolge. E quando è in seria difficoltà, per non farlo affogare e dargli 'aria', gli presto anche dei soldi. Per me è un piccolo sforzo, per lui la risoluzione a problemi che vede insormontabili. Una boccata di speranza che lo aiuta a riemergere e a rimettersi a lottare.

A quasi un anno di distanza dal nostro primo incontro, iniziamo a convivere a casa mia. 'Tanto sto più tempo qui che nella mia stanza in affitto', mi dice facendomi l’occhiolino e abbracciandomi forte. Anche io lo vedo come un passo naturale e so che renderà la nostra relazione più solida e più seria. Inizio a pensare per due, mi sento forte del nostro amore: abbiamo un futuro meraviglioso da costruire e assieme realizzeremo tutto. Passiamo tanto tempo assieme e stiamo bene: sono sempre più convinta che è l’uomo per me.

 

Ogni tre settimane Fabio parte per tornare da sua madre, che continua a vivere nel suo piccolo paese d’origine, nel quartiere degradato in cui è cresciuto. Non ha avuto una vita facile Fabio, il suo passato è stato costellato da tanti ostacoli, ma non si è fatto piegare da nulla. Anzi, hanno forgiato la sua determinazione e la sua voglia di riscatto. Cosa che me lo ha fatto amare e stimare ancora di più. Così, quando inizia a chiedere dei prestiti per dar vita al suo progetto lavorativo, non mi sottraggo e gli dico di sì. Non era più solo il suo futuro, in ballo, ma il nostro, quindi e decido di sostenerlo anche se con dei sacrifici, perché non sono certo ricca.

Conosco nei dettagli il suo piano per creare un'app, lui mi aggiorna passo per passo, mi sento sempre più partecipe e coinvolta. Divento accudente, divento 'materna': lui è al centro di tutto e io senza accorgermene inizio man mano a scomparire dietro ai suoi imprevisti, i suoi contrattempi, i suoi errori. Più gli eventi si accaniscono contro di lui, più lo sostengo e rilancio con lui. Sto difendendo non solo Fabio e il suo sogno professionale, ma i miei desideri, il mio progetto di vita con lui. Ma si trattava di un disegno presente solo nella mia testa.

Ero infine disposta a tutto, anche a rinunciare ad alcune abitudini dispendiose: il mio appuntamento settimanale con il parrucchiere, le cene fuori e lo shopping compulsivo online. Così, pian piano mi sono spogliata di tutto quello che pensavo fosse superfluo. 'Non è vitale, posso farne a meno, questi soldi servono più a lui', mi ripetevo, 'basta che Fabio sia felice e riesca nella sua attività'. Lui si impegna e non molla, ma diventa sempre più concentrato su questa app e io passo in secondo piano.

Le litigate iniziano a scoppiare con più frequenza e facciamo fatica a comunicare. Parliamo due lingue diverse: io reclamo amore, lui si piange addosso per le sue sconfitte finanziare che non sembrano finire. Incomincia ad andare sempre più spesso da sua madre e questa distanza mi fa riprendere le giuste misure con me stessa. Da sola mi ascolto di nuovo, riaffiorano le mie esigenze e con loro dei dubbi su questa storia di cui non mi sento protagonista. Eppure, quando Fabio torna da me questa lucidità scompare e io riprendo ad assecondarlo. A dargli i miei soldi e a ritrovarmi anche a chiedere dei prestiti agli amici. Invento balle, non ho il coraggio di dire a nessuno la verità: mi sto indebitando per amore.

Ho perso il conto di quanti soldi gli ho dato o, meglio, non voglio contarli. A salvarmi è stato uno dei tanti intoppi che capitavano a Fabio. Era partito per andare dalla madre dimenticando il cellulare a casa. Così mi trovo a rispondere a un numero che continuava a chiamare senza sosta. Non ho il tempo di dire pronto che una voce femminile mi assale: 'Ah finalmente! Tra quanto arrivi? Non vedo l’ora di vederti, mi sei mancato troppo'. D’istinto rispondo: 'Tu chi sei? Questo è il cellullare del mio fidanzato'.

Sento solo il silenzio e poi la telefonata si chiude. Richiamo, ora sono io che insisto con gli squilli, voglio sapere. Alla fine mi risponde. 'Ciao Francesca, mi chiamo Paola e sono la moglie di Fabio. Non dovrei essere io a dirti queste cose, ma visto che è successo questo casino eccoti la verità. Sì, è sposato con me, anche se due anni fa quando vi siete conosciuti stavamo per separarci'. Inizia a raccontarmi che invece si erano riavvicinati e riscoperti, che Fabio stava con me solo perché gli davo i soldi. E che lei aveva accettato questo schifo perché era una cosa momentanea e necessaria: una volta raggiunto il gruzzoletto che gli serviva, sarebbe tornato da lei per rilevare un negozio di alimentari, che avrebbe dato loro la possibilità di vivere dignitosamente. “Lo so che pensi che tutto questo è orribile. Ma tu non lo sai che vuol dire vivere senza neanche i soldi per fare la spesa, perché hai sempre vissuto nell’agio. Purtroppo la povertà e la disperazione possono farti fare anche queste cose.”, mi ha detto per giustificare l’ingiustificabile prima di attaccare.

Ricordo di essere rimasta muta, attonita. Ero solo dolore e non capivo nulla. Per giorni ho dormito e basta, non volevo pensare. Poi ho provato a richiamare Paola, ma il telefono era sempre irraggiungibile.
Fabio non l’ho più visto e sentito da allora. Non è più tornato da me. Si è volatilizzato nel nulla, il codardo, senza una parola, senza una scusa.

Ho pensato di mettermi in macchina e di andare a cercarlo nel suo paese, ma poi mi sono fermata: sarebbe stata un’ulteriore umiliazione, un'ulteriore sofferenza inutile poi ad appagare la mia rabbia. Tanto non l’avrei mai più rivoluto, tanto non avrei mai riavuto i soldi indietro.

Ho passato mesi d’inferno, assalita da attacchi di panico che non mi hanno dato tregua. Oggi raccolgo i pezzi, sto affrontando un percorso di psicoterapia per comprendere perché mi sia accontentata delle briciole, perché mi sia messa così in pericolo. Fabio ha tradito ogni cosa: la mia fiducia, il mio amore, i miei sogni. Non credo che potrò mai perdonarlo: l’unica cosa che desidero veramente ora è perdonare me stessa, per rinascere dai miei errori e continuare a credere che l’amore vero esiste anche per me”.

Francesca, 42 anni, da Milano

 

Il commento dell’esperto

“Nella storia di Francesca, oltre al tradimento affettivo, c’è quello economico, cosa che fa definire questa vicenda come una vera e propria truffa romantica (o anche truffa amorosa/sentimentale)", spiega il dott. Michele Spaccarotella, psicologo e psicoterapeuta dell'IISS Istituto Italiano Sessuologia Scientifica di Roma nonché autore del libro Il Piacere Digitale #sexandthesocial (Giunti), cui abbiamo chiesto aiuto per capire come si possa diventare tutto d'un tratto ciechi, di fronte a un amore fasullo.

"Si tratta di relazioni all'interno nelle quali si mente sui propri sentimenti per ottenere in cambio un guadagno di tipo finanziario (nel caso di Fabio, la possibilità di rilevare il negozio di alimentari) ed acquisire un bene materiale attraverso la conquista della fiducia del partner da raggirare (con il sotterfugio che il mio è anche nostro). La vicenda raccontata da Francesca sembra racchiudere al suo interno proprio un mix tra inganno sentimentale e raggiro. Fabio ha fatto sì che Francesca si fidasse di lui per poter raggiungere il suo scopo, mentre lei si lasciava andare al sentimento senza sospettare nulla, anzi facendo spazio sempre di più ai bisogni di Fabio e trascurando i propri, in nome dell'amore, del coinvolgimento ("staccando la spina alla razionalità") e della convinzione che l'altro rappresentasse la persona giusta. Le difficoltà di Fabio non insospettiscono, anzi rappresentano una sfida per Francesca ("non voglio vedere la realtà"), per cementare e rinsaldare il rapporto in vista di un progetto comune. Fiducia che purtroppo verrà tradita in maniera cocente. In questo inganno deliberato, Fabio veste i panni del vampiro, che, sfrutta lo stato emotivo e il prodigarsi di Francesca per ottenere ciò che vuole e far perdere le sue tracce. Il colpo finale per Francesca è stato lo scoprire della connivenza della moglie di Fabio: questo l'ha fatta sentire doppiamente tradita e raggirata, oltre che svuotata e depauperata. Un tradimento, quello di Fabio, che non può incontrare perdono, per il troppo dolore e sbigottimento che ha lasciato dietro di sé. Ho molto apprezzato la frase finale di Francesca "perdonare me stessa, per rinascere dagli errori" che denota una grande volontà di introspezione e soprattutto la capacità di rimettersi in discussione nonostante le ferite subìte". 

Il consiglio. "Bisogna sempre sottolineare la fondamentale importanza della reciprocità all'interno di un rapporto, quando questo ingrediente manca la coppia inevitabilmente zoppica ("lui era al centro di tutto e io senza accorgermene iniziavo a sparire"). Parafrasando un noto aforisma, siamo persone, non formiche. In amore, mai accontentarsi delle briciole”.