viaggio nella bellezza

Tessuti come opere d'arte: i tesori nascosti negli archivi biellesi

Archivio Pria 
Lane, cotoni e sete trattate con i guanti bianchi che raccontano le origini del tessile: sono quelli conservati nei circa novanta archivi disseminaiti nel territorio della provincia piemontese. Un viaggio attraverso un patrimonio che racconta i secoli passati ma le cui trame ancora oggi grande fonte d'ispirazione per artisti e designer
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"Un tessuto è un po' come un quadro, da lontano sembra una tinta unita ma da vicino si scoprono tutti i giochi di intrecci e i colori che lo compongono", parole di Nino Cerruti, grande nome della moda, imprenditore tessile, ambasciatore del Made in Italy. Ed è grazie a lui che quel fazzoletto di terra ai piedi delle Alpi, il Biellese, è diventato famoso in tutto il mondo per la straordinaria qualità e bellezza delle stoffe che vi si producono. E che si custodiscono in archivi-musei. Come opere d’arte, appunto. 

Lanificio Tollegno 1900 

Talvolta sono ritagli di pochi centimetri di lato, altre volte teli grandi quanto pagine di un quotidiano. Lane, cotoni e sete trattate con i guanti bianchi che raccontano le origini del tessile. Gli archivi (una novantina nel Biellese) riposano in stanze dedicate, esito di un poderoso lavoro di ordine e recupero, frutto di puntigliosa passione e oggetto di interesse da parte di studiosi e designer a caccia di suggestioni. Gli stessi lanifici ne sono i migliori, e gelosi, custodi. Non a caso cinque rari campionari del lanificio Tollegno 1900, datati 1886, sono migrati alla Venaria Reale. I preziosi documenti sono oggetto in questi giorni di un tirocinio al Centro di Conservazione e Restauro che va dall'analisi tecnica alle pratiche di manutenzione e messa in sicurezza dei materiali.

Tessuti del lanificio Tollegno 1900 

Ma nella fabbrica del lanificio alle porte di Biella, ci sono oltre due chilometri lineari di documenti (oltre 20 mila unità di tirelle, sciarpe, scampoli; quattromila fra documenti, fascicoli, registri e schede e altro materiale ancora) che compongono una raccolta fra le più ricche e complete del settore, in Italia e a livello europeo. I materiali sono ben conservati dalle spesse pareti dei reparti di filatura e nel sottotetto della manica ottocentesca del lanificio. "La schedatura era iniziata nel 2010 con un lavoro che ha portato a informatizzare, fino a oggi, una mole non indifferente di cartelle e materiali, un progetto che per la sua complessità di catalogazione è arrivato, al momento, a poco più della metà dell’opera totale", conferma l’ad di Tollegno 1900 Lincoln Germanetti.  

Casa Zegna 

Dormienti solo in apparenza, da guardare per i loro disegni, i colori e gli intrecci di trama e ordito unici, i campionari invitano al tocco per comprendere il calore, la croccantezza, la morbidezza di una stoffa. Costituiscono la storia del distretto, della sua cultura, testimonianze materiali della moda che si è dipanata negli ultimi secoli in tutto il mondo. "I nostri archivi sono stati inaugurati la sera di San Valentino del 2014", racconta Francesco Barberis Canonico, diretore creativo della storica azienda Vitale Barberis Canonico. "Materiali e libri, depositari del passato e base preziosa e imprescindibile per il futuro, sono il fiore all'occhiello dell'azienda sia per l’aspetto creativo che per quello storico e una straordinaria fonte d'ispirazione per creare nuove collezioni". L'archivio che si trova nello stabilimento di Pratrivero, ha luci studiate con grande cura per rendere l'ambiente rilassante e ideale per confrontare e conservare oltre 2000 volumi che spaziano dai tessuti della stessa Vitale Barberis Canonico fino alle raccolte di tendenza soprattutto francesi con esempi provenienti da tutta Europa dal 1846 fino al 2009.

Una stanza dell'archivio Pria 

È l’archivio Pria (oggi l’azienda non esiste più ma il patrimonio è ben conservato in un più che mai vivo esempio di archeologia industriale che a Biella si affaccia sul torrente Cervo) che sfodera le curiosità più glamour. Non solo documenti storici che testimoniano l’evoluzione della moda e del gusto dal 1824 a oggi, ma una fonte quanto mai attuale per i designer. Più di mille volumi, veri e propri tesori di legatoria, con migliaia di "ritagli" di tessuto, racchiusi in un patrimonio inestimabile: "Ogni campione è classificato e corredato da una scheda tecnica completa di rapporti trama-ordito e di tutti i dati necessari per essere riprodotto fedelmente", spiega Anna Azario, responsabile dell'archivio. "Fra questi, ci sono meravigliose stoffe create per le iconiche collezioni di Coco Chanel degli anni 30 e 40, il famoso tessuto color zucca realizzato per Givenchy per vestire Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany, le produzioni esclusive per Yves Saint Lauren, Giorgio Armani e tanti altri maestri della moda mondiale". 

Giovanni e Lincoln Germanetti, Tollegno 1900 

L’archivio storico di Piacenza 1733, il cui riordino è iniziato nel 1982, contiene le carte e i libri di fabbrica relativi all’attività del lanificio dalla prima metà del Settecento fino a oggi mentre Casa Zegna a Trivero, attiva dal 2004 per la ricerca e l’organizzazione dei materiali e dal 2007 aperta al pubblico e ai ricercatori, raccoglie, custodisce e studia la storia del Gruppo dalla sua fondazione. Conta mille metri lineari di documentazione cartacea, 100 mila fototipi, 30 mila campioni di tessuto, tremila campionari tessili e poi libri, oggetti e filmati dagli anni 20 a oggi. All’appello non manca il campionario personale del capostipite Ermenegildo Zegna con tessuti collocati in apposite scatole di metallo e libri tecnici per la memoria produttiva. Parentesi preziosa è quella dei 150 libri Claude Frères dal 1859 al 1938 che raccolgono le stoffe prodotte da aziende diverse.