Il gioco di rimessa e il doppio rischio che corre Letta

A questo punto, il segretario del Pd corre un doppio rischio. Il primo, è finire nei panni del Signor No, quello che impedisce l’elezione di un presidente; il secondo, è vedersi piombare addosso l’onere di una proposta

Ieri ci ha rimesso le penne addirittura la presidente del Senato, seconda carica della Repubblica. Ha voluto candidarsi - o lo hanno voluto Salvini e Meloni - ed ha ottenuto la miseria di 382 voti: poco meno di cinquanta in più di quelli arrivati - in serata - a Sergio Mattarella. Che non solo non è candidato, ma di quei voti non ne vuol sapere. «Bisogna tenerne conto», annotano invece fonti anonime del Pd. E forse qualcosa comincia a venire più in chiaro.

La sensazione, infatti, è che il gioco di rimessa scelto da Enrico Letta - scelta forzata, ovviamente, e dettata dai numeri - non possa durare ancora a lungo. Fino ad ora, è vero, ha funzionato alla perfezione. Scegliere di far fare la partita al centrodestra - sicuro che alla fine del primo tempo sarebbe già scoppiato - si è rivelata una mossa furba. Un retropensiero, forse, gli suggeriva che - pasticcio dopo pasticcio - si sarebbe arrivati a Draghi. O a Mattarella. Ma non è successo, o non è ancora successo.

A questo punto, il segretario del Partito democratico corre un doppio rischio. Il primo, è finire nei panni del Signor No, quello che impedisce l’elezione di un presidente (ed i suoi no, in effetti, sono stati tanti); il secondo, è vedersi piombare addosso l’onere di una proposta: e al punto cui si è giunti, insistere sul nome di Mario Draghi potrebbe non esser più sufficiente. Inoltre, i due «nemici per la pelle» - Conte e Salvini - hanno ripreso davvero a parlarsi. E potrebbe venirne fuori di tutto...

Ieri sera, per esempio, è venuta fuori Elisabetta Belloni, una eccellenza assoluta, una predestinata, contro la quale si è subito mossa la contraerea: «È capo dei Servizi segreti, in democrazia non si può». L’obiezione ha un senso, ma nasconde la vera ragione dei primi no: è un tecnico, e la politica non può alzare bandiera bianca per la seconda volta (e per le massime cariche) in appena un anno. Sarebbe una dichiarazione di fallimento. Ma può succedere. E fallimento per fallimento - resta il pensiero di Letta - allora meglio che la resa abbia il volto di Sergio Mattarella. —

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