Ue, Gentiloni: “Economia europea in ripresa, ora si punti a sostenere la crescita”. E sulla transizione: “650 miliardi di investimenti per green e digitale”

Il commissario europeo all'Economia frena l’ipotesi del Recovery come strumento permanente. E avvisa: «Non possiamo accontentarci solo di un effetto-rimbalzo»

«L'economia europea si sta riprendendo fortemente dallo shock della pandemia. E dovremmo essere chiari sul fatto che questo non era scontato: non era inevitabile. Nonostante su parli del Recovery come strumento permanente, è stato concepito come una tantum. Il nostro obiettivo principale è di applicare al meglio questo strumento». Lo ha dichiarato il commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni, nella conferenza stampa di presentazione dell'avvio del dibattito pubblico per la revisione delle regole fiscali dell'Unione. «Questa ripresa della crescita sta avvenendo grazie a due fattori chiave: la forza della risposta politica, fiscale e monetaria, nazionale ed europea, che ha evitato danni economici e sociali ben peggiori durante la pandemia; e il successo della campagna di vaccinazione dell'Ue che ha permesso alle nostre economie di riaprire ampiamente dalla primavera», ha spiegato Gentiloni.

INVESTIMENTI PER SOSTENERE LA CRESCITA

«Non possiamo accontentarci solo di un rimbalzo delle nostre economie. Dobbiamo puntare a una crescita che sia allo stesso tempo sostenuta e sostenibile, ed è con questo imperativo in mente che rilanciamo questa revisione della nostra governance economica». ha continuato Gentiloni. Che precisa: «Sono necessarie delle modifiche. Nessuno dei problemi che abbiamo messo sul tavolo quando l'abbiamo lanciata per la prima volta venti mesi sono diventati irrilevanti. Ma alcune delle questioni evidenziate sono diventate ancora più pressanti. E le nuove sfide sono ancora più impegnative».

Tra i dossier aperti c’è anche quello degli investimenti pubblici, che le politiche successive alla crisi finanziaria hanno ridotto al minimo nell’eurozona: « Gli investimenti hanno sostenuto l'urto dei tagli – ha detto Gentiloni –  mentre le politiche fiscali sono state spesso tutt'altro che favorevoli alla crescita». 

La ripartenza egli investimenti sarà fondamentale per sostenere la transizione verde e digitale: «Stimiamo che il fabbisogno aggiuntivo di investimenti pubblici e privati legati alle transizioni verde e digitale sarà di quasi 650 miliardi di euro all'anno fino al 2030. La sola transizione verde rappresenta 520 miliardi di euro all'anno».

Un grossa fetta di queste risorse – circa 390 miliardi l’anno –  verrà destinata ai settori dei trasporti e dell’energia, con un aumento del 50% rispetto al passato: «ll Piano per la ripresa e la resilienza contribuirà sicuramente a soddisfare queste esigenze, fornendo 338 miliardi di euro in sovvenzioni e fino a 386 miliardi di euro in prestiti fino al 2026», ha aggiunto Gentiloni. Investimenti che vedranno la concorrenza del settore privato dei governi dei singoli Paesi, motivo per il quale «una domanda chiave che dovrà essere considerata è come il nostro quadro potrà facilitare in modo più efficace questi investimenti». 

RIDUZIONE DEL DEBITO

Un ulteriore spunto di riflessione Gentiloni lo ha riservato alla necessità di operare sulle regole di bilancio valide per i Paesi membri, in modo da favorire una graduale riduzione del debito reale e sostenibile basato sul rapporto debito/Pil, che costituisce un dei paletti più rigidi imposti dall’Europa: «La riduzione dell'elevato debito pubblico era ovviamente già una sfida negli anni prima della pandemia, dato il contesto di crescita debole e inflazione molto bassa, come avevamo evidenziato nel febbraio dello scorso anno. Oggi, il forte sostegno fiscale anticiclico - stimato a quasi il 19% del Pil tra il 2020 e il 2022 - è stato essenziale per sostenere i nostri sistemi sanitari e mantenere occupati i nostri lavoratori. Era la cosa giusta da fare. Ma ha anche portato a livelli di indebitamento più elevati, in media del 100% nell'area dell'euro».

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