Il voto ai ballottaggi e la svolta nelle città

La gioia di Gualtieri e Lo Russo per le vittorie, rispettivamente, a Roma e Torino

Non solo Torino e Roma, il Pd esulta anche a Varese e Latina. Trieste resta al centrodestra

Vittoria netta del centrosinistra ai ballottaggi: il Pd si riprende Roma e Torino, dopo cinque anni di governo del Movimento 5 Stelle. Roberto Gualtieri e Stefano Lorusso si attestano intorno al 60%, staccando di circa 20 punti gli avversari: Enrico Michetti, scelto personalmente da Giorgia Meloni, e Paolo Damilano. Il centrodestra esce dalle elezioni amministrative con le ossa rotte ed evita il cappotto riuscendo a tenere Trieste, dove Roberto Dipiazza viene riconfermato con il 51%. Nelle grandi città finisce 5 a 1 per il centrosinistra, considerando anche le vittorie al primo turno della coalizione progressista a Milano, Bologna e Napoli.

Il convitato di pietra di queste elezioni è però l’affluenza che, alla chiusura dei seggi nei 65 centri chiamati al voto, si attesta al 43,9%. Al primo turno il dato registrato era del 52,7%. Un calo di nove punti in due settimane, un dato bassissimo che di fatto significa meno di un elettore su due alle urne.

Vincitori e vinti

Tornando alla conta politica dei voti, il centrosinistra festeggia nelle piazze con i militanti e conquista 13 capoluoghi su 20: si conferma a Varese, dove non riesce il ribaltone alla Lega, che si vede sfilare pure Savona. A Varese, città in cui il Carroccio venne fondato da Umberto Bossi negli Anni ’90, l’amministratore in carica Davide Galimberti si attesta al 54% delle preferenze contro il 46% del leghista Matteo Bianchi. Savona torna al centrosinistra grazie a Marco Russo che con il 62% distanzia Angelo Schiurro fermo al 38%.

Letta e compagni vincono a Latina, Caserta, Cosenza, Isernia, e al primo turno avevano portato a casa Ravenna e Rimini. A Latina, dove Claudio Durigon nel corso di un comizio con Matteo Salvini propose di intitolare un parco ad Arnaldo Mussolini, il sindaco uscente Damiano Coletta del centrosinistra, con il 55%, respinge la candidatura di Vincenzo Zaccheo, che aveva già amministrato in passato il capoluogo pontino.

Il centrosinistra strappa poi Cosenza e Isernia: si affermano, rispettivamente, Franz Caruso (58%) e Piero Castrataro (57%). A Caserta resta in carica il dem Carlo Marino (52%).

Il centrodestra chiude queste elezioni con quattro capoluoghi: alla tornata del 3-4 ottobre, infatti, si era confermato a Pordenone, Novara e Grosseto. A Trieste, la destra trema agli exit poll che prevedevano una sfida in perfetta parità, tuttavia Dipiazza la spunta, lui che è un esponente di Forza Italia come Roberto Occhiuto, diventato governatore della Calabria al primo turno. Per il vice presidente di Forza Italia Antonio Tajani non ci sono dubbi: «I candidati azzurri sono vincenti».

Dipiazza supera Francesco Russo 51 a 48, ma al primo turno aveva 16 punti di vantaggio.

La caduta delle stelle

I 5 stelle dicono addio alle luci della ribalta delle metropoli e tentano di consolarsi con Alcamo, in Sicilia. «Virginia Raggi a Roma e Chiara Appendino a Torino lasciano in eredità un bagaglio importante, da cui i prossimi sindaci potranno partire», dice Giuseppe Conte in un post su Facebook. Secondo il capo politico M5S «il vero protagonista di questa tornata di ballottaggi è in modo drammatico l'astensionismo che sfiora il 60%, un dato che deve farci riflettere e dovrebbe allarmare tutte le forze politiche. C'è poco da parlare e molto da fare. A partire dalla nostra immediata riorganizzazione - aggiunge - dalla nostra rinnovata capacità di saper rispondere ai territori e al cuore del Paese». Matteo Renzi si compiace della «clamorosa sconfitta della destra sovranista», ma soprattutto è felice che «finalmente si sia chiusa la stagione dei 5 Stelle ovunque, a Roma come a Torino». La capitale «ha bisogno di un sindaco, da stasera si può ripartire», sottolinea Renzi che ha appoggiato Gualtieri dopo aver sostenuto Carlo Calenda.

Il nuovo sindaco di Roma dovrà ora dimettersi dal ruolo di deputato, che ricopre dal marzo 2020, quando Gualtieri vinse le suppletive per sostituire il posto lasciato vacante da Paolo Gentiloni, diventato commissario europeo agli Affari economici.

Le liste civiche

Sono liste civiche quelle che invece hanno espugnato Salerno e Benevento. Nel Sannio si è imposto ancora Clemente Mastella. L’ex ministro della Giustizia e leader dell’Udeur ottiene il 52% e sopravanza il candidato del centrosinistra Luigi Diego Perifano di oltre 4 punti.

Enrico Letta parla di «vittoria trionfale» e celebra l’unità della larga coalizione tanto voluta dal Pd: «Gli elettori sono più avanti avanti di noi e si sono fusi», rileva. Il segretario del Pd definisce «surreale» il commento di Matteo Salvini che cerca di minimizzare il risultato delle urne: «Nelle grandi città vengono riconfermati i sindaci uscenti», dice il leader della Lega. Sommando tutti i Comuni al ballottaggio, comprese le piccole realtà, Salvini sostiene che il centrodestra «ha più sindaci di prima». Diversa la lettura di Giorgia Meloni: «Il centrodestra esce sconfitto: non riusciamo a strappare al centrosinistra le grandi città. Ma la debacle è quella del Movimento 5 stelle, il Pd sta festeggiando sulle spoglie degli alleati grillini». Chiusa la parentesi elettorale, da oggi si vedrà se l’esito delle amministrative rafforzerà o meno il governo Draghi. Lo si scoprirà presto: sul tavolo di Palazzo Chigi c’è la legge di bilancio con decisioni da prendere che segneranno l’Italia nei prossimi anni: dalle tasse al reddito di cittadinanza, fino alla riforma degli ammortizzatori e a quella delle pensioni.

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