Roma, Michetti choc sugli ebrei: “Si ricorda la Shoah perché possedevano le banche”. Poi si scusa

Calenda e Fiano all’attacco del candidato di centrodestra per un suo articolo sull’antisemetismo: «Appartenevano a lobby capaci di decidere i destini del pianeta»

«Questo “articolo” di Enrico Michetti è molto più grave delle solite stupidaggini su Roma e del programma inesistente o copiato. Ripetere i luoghi comuni dell’antisemitismo non è tollerabile». Così Carlo Calenda su twitter a proposito di un articolo di Enrico Michetti del 19 febbraio 2020, pubblicato sul sito di Radio Radio, e oggi riportato sul Manifesto. Nell’articolo di Michetti si legge: «Ogni anno si girano e si finanziano 40 film sulla Shoah, viaggi della memoria, iniziative culturali di ogni genere nel ricordo di quell’orrenda persecuzione. E sin qui nulla quaestio, ci mancherebbe. Ma mi chiedo perché la stessa pietà e la stessa considerazione non viene rivolta ai morti ammazzati nelle foibe, nei campi profughi, negli eccidi di massa che ancora insanguinano il pianeta. Forse perché non possedevano banche e non appartenevano a lobby capaci di decidere i destini del pianeta». 

Sulla stessa lunghezza d’onda il deputato dem Emanuele Fiano: «Come si fa ad accettare frasi di Enrico Michetti come quella che ha oggi citato, virgolettato, Andrea Carugati su Il Manifesto. Ma mi chiedo perché la stessa pietà e la stessa considerazione non viene rivolta ai morti ammazzati nelle foibe, nei campi profughi, negli eccidi di massa che ancora insanguinano il pianeta? Forse perché non possedevano banche e non appartenevano a lobby capaci di decidere i destini del pianeta. In sostanza Michetti dice: si parla di più della violenza degli ebrei, perché in fondo una ragione c'era, erano i più ricchi e i più potenti. I miei nonni gasati ad Auschwitz erano molto più poveri di lei #Michetti, mio zio e mia zia idem, i miei prozii uguale. L'unica eredità che è rimasta a mio padre quando è tornato, sono stati lo scrittoio di mio nonno e un paio di scarpe scamosciate di suo fratello». 

Una levata di scudi che ha spinto Michetti a una rapida retromarcia: «La Shoah è stata unica nella sua disumanità contro uomini e donne che non avevano nessuna colpa, il punto più basso della storia. Mi scuso per aver ferito i sentimenti della comunità ebraica. Ci vuole la massima vigilanza e unità di tutti contro ogni forma di antisemitismo affinché quello che è accaduto non si ripeta mai più, nemmeno sotto altre vesti. Ricordare altre tragedie della storia non aggiunge o toglie nulla all'Olocausto che rappresenta un unicum che ci deve aiutare a riflettere ed agire contro ogni forma di razzismo e discriminazione. Bisogna puntare sull'educazione alla memoria».

Lo scontro arriva a una settimana dal ballottaggio per la Capitale che vede Michetti contrapposto all’ex ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.E dopo che Calenda ha annunciato il proprio voto a Gualtieri, pur lasciando liberi i propri elettori, la sindaca uscente, Virginia Raggi, ha recente invitato i due sfidanti a Palazzo Senatorio per fare il punto sui principali dossier, tra cui la candidatura a Expo 2030.

E ieri ha ha ricevuto Michetti, enunciando le sue priorità su cui è pronta a collaborare, per dare continuità a quanto fatto finora: oltre a Expo, le periferie, il lavoro, Alitalia, i temi affrontati con Michetti. Dopo l’apprezzamento espresso dal leader del M5s Giuseppe Conte per lo sfidante Roberto Gualtieri («E' una persona di valore»), la prima cittadina ha chiarito che non darà indicazioni di voto: «Ho già detto che gli elettori non sono mandrie da portare al pascolo».

Il bacino elettorale di Raggi, seppur fortemente ridotto rispetto al 2016, pesa per il 19% nell'elettorato romano, di cui l'11% del Movimento e ben l'8% delle liste civiche della sindaca che si riuniranno all'inizio della prossima settimana per un confronto in vista del ballottaggio. «L’obiettivo principale è un confronto sulle elezioni, un’avventura che è bello raccontarsi - spiega il coordinatore del movimento civico, Andrea Venuto -. Non è all'ordine del giorno un'indicazione di voto unitaria, ma di certo se ne parlerà». In ballo c'è una fetta di consensi che fa gola tanto a destra, quanto a sinistra. E Michetti si mostra ottimista: «Noi prenderemo tanti voti di Calenda e probabilmente una parte di voti del Movimento 5 Stelle che non vota a sinistra».

Gualtieri, forte dell'attestato di stima di Conte, esclude che il primo incontro di Raggi con il suo avversario possa essere l'anticamere di un'intesa: «Ma no...ci parlerò anch'io». Poi annuncia che è sua intenzione sgomberare «immediatamente» Casapound, uno dei cavalli di battaglia di Raggi. Il faccia a faccia dell'inquilina del Campidoglio con Gualtieri è, in effetti, già fissato per lunedì.

Video del giorno

Halloween a tavola: afrodisiaca e antispreco, cosa c'è da sapere sulla zucca

Grano saraceno al limone e rosmarino con rana pescatrice croccante su crema di sedano rapa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi