Elezioni amministrative: alle 23 ha votato il 41,65%, a Torino il 36,5%. Schede sbagliate nel terzo municipio di Roma. A Napoli un candidato di Bassolino fa la foto dentro la cabina elettorale

La tornata elettorale riguarda 1.192 amministrazioni comunali, per le suppletive della Camera e per le regionali in Calabria. Il protocollo anti-Covid del Viminale e del ministero della Salute

ROMA. L'affluenza alle urne alle ore 23 è al 41,65% secondo i dati raccolti dal Viminale che riguardano i 1.153 comuni al voto. Alle ore 19 era al 33,18%. 
Seggi chiusi alle 23 anche a Torino dove l'affluenza si attesta al 36.5%. Si vota anche domani dalle 7 alle 15. I torinesi possono scegliere tra 13 aspiranti primi cittadini sostenuti complessivamente da 30 liste. Al voto oggi e domani 12 milioni di italiani. Si rinnovano 1192 comuni e la Regione Calabria. La tornata elettorale riguarda 21 capoluoghi, 6 di regione e 15 di provincia. Occhi puntati su Roma, Torino, Milano, Napoli e Bologna. Oggi i seggi resteranno aperti fino alle 23, domani dalle 7 alle 15.

Schede sbagliate

«In diverse sezioni del nostro municipio hanno mandato schede di un altro municipio, e se ne sono accorti stamattina. Le persone che erano venute a votare rinunciano e tornano a casa. Che persino l'organizzazione delle elezioni sia un problema in questa città lascia senza parole», scrive sui social Christian Raimo, assessore nel Municipio III di Roma, candidato nella lista di Giovanni Caudo.

La mappa
Le consultazioni elettorali includono l'elezione dei consigli circoscrizionali. Dei 1.192 comuni alle urne, 1.154 si trovano nelle 15 regioni a statuto ordinario e 38 nella regione a statuto speciale del Friuli Venezia Giulia) per un numero di elettori pari a 12.147.040 distribuiti su 14.505 sezioni. In particolare, sono chiamati al voto 19 capoluoghi di provincia dei quali 6 anche capoluoghi di regione: Bologna, Milano, Napoli, Roma, Torino e Trieste. I restanti 13 capoluoghi di provincia da rinnovare sono Benevento, Caserta, Cosenza, Grosseto, Isernia, Latina, Novara, Pordenone, Ravenna, Rimini, Salerno, Savona e Varese. In parallelo si svolgono le elezioni regionali nella regione Calabria e le elezioni suppletive della Camera dei deputati rispettivamente nella XII circoscrizione Toscana (collegio uninominale 12 - Siena) e nella circoscrizione XV Lazio 1 (collegio uninominale 11 - Roma - Quartiere Primavalle).

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Norme anti-Covid

«Le operazioni di voto - spiega il Viminale - si svolgono nel rispetto delle modalità operative e precauzionali di cui al Protocollo sanitario e di sicurezza per lo svolgimento delle consultazioni elettorali dell'anno 2021 adottato dai ministri dell'Interno e della Salute in data 25 agosto 2021». Roma, con 2.359.250 elettori, è il comune maggiore ad andare alle urne, Morterone, in provincia di Lecco, il minore (27 elettori). Attraverso il sito web e l'App per dispositivi “Eligendo mobile” sono consultabili i dati relativi all'affluenza al voto ed i risultati ufficiosi diffusi in tempo reale di tutte le consultazioni, ivi compresi i dati delle elezioni regionali della Calabria sulla base delle indicazioni operative della medesima Regione.

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Torino
Sfida a 13 nel capoluogo piemontese. Trenta le liste che sostengono gli aspiranti primi cittadini. Sulla scheda con cui i  i torinesi scelgono anche il nuovo Consiglio comunale, al primo posto c’è il candidato sindaco del Partito Comunista Lavoratori, Massimo Chiesi. A chiudere la scheda, il candidato del centrodestra, Paolo Damilano, preceduto dal candidato di centrosinistra, Stefano Lo Russo. Al secondo posto sulla scheda c'è Greta Giusi Di Cristina, sostenuta da Partito Comunista e Torino Città Futura, a seguire Paolo Alonge di Verità 3V. Al quarto posto il candidato sindaco Roberto Salerno per Movimento Ambientalista Torino, mentre al quinto posto si triva la candidata del Movimento 5 Stelle, Valentina Sganga. Seguono Lorenzo Varaldo esponente di Divieto di licenziare, Ivano Verra sostenuto da Italexit e Noi Cittadini, Emilio Mazza per la lista Torino Capitale d'Europa- Basta Isee, Davide Betti Balducci con Partito Gay e Partito Animalista Italiano. In posizione numero dieci, il candidato sindaco Ugo Mattei con Futura Torino seguito da Angelo D'Orsi con Potere al Popolo, Partito Comunista Italiano e Sinistra in Comune. A chiudere la scheda ci sono Lo Russo sostenuto da Pd, Moderati, Sinistra Ecologista, Articolo 1, Lista Civica per Lo Russo e Torino Domani e Paolo Damilano sostenuto dalle liste Torino Bellissima, Lega, Forza Italia, Popolo della Famiglia, Fratelli d'Italia, Sì Tav Sì Lavoro e Progresso Torino.
Oggi e domani
Dunque si sono aperti alle 7 i seggi per le elezioni amministrative, in programma oggi e domani. Si vota per il rinnovo di 1.192 amministrazioni comunali, per le suppletive della Camera (Siena e Roma-Primavalle) e per le regionali in Calabria. Sono oltre 12 milioni gli italiani chiamati alle urne.  Possono votare tutti gli iscritti alle liste elettorali del proprio comune di residenza che abbiano compiuto i 18 anni di età entro il 3 ottobre. Per esprimere il proprio voto è necessario il documento di riconoscimento e la tessera elettorale, su cui è indicato l'indirizzo e il numero del proprio seggio. Nei comuni al di sotto dei 15 mila abitanti non è previsto il ballottaggio e vince il candidato sindaco che ottiene la maggioranza relativa dei voti. In Lombardia si vota in vota in 236 comuni per il rinnovo dei sindaci e dei consigli comunali. Alle urne sono chiamati in totale oltre 2 milioni di lombardi. Le sfide più importanti sono a Milano e Varese.
Sfide
Il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi ha votato per le comunali di Milano al seggio 342 di via Fratelli Ruffini in centro città. L'ex premier è arrivato poco dopo l'amico e presidente di Mediaset Fedele Confalonieri. Nel capoluogo lombardo il sindaco uscente di centrosinistra Giuseppe Sala tenta il bis ma deve fare i conti soprattutto con il candidato del centrodestra Luca Bernardo. Sono 28 le liste depositate e 13 i candidati alla poltrona di primo cittadino. Le novità sono rappresentate da due candidati inattesi: Teodosio De Bonis e Natale Azzaretto. Il primo scende in campo con il movimento 3V, dichiaratamente contro il vaccino, e va a “gareggiare” sulle stesse posizioni no vax, espresse dall'outsider Gianluigi Paragone che in realtà si definì più un  “free vax”. L'ex Cinque stelle fondatore di Italexit è appoggiato da due liste (la sua civica Milano Paragone sindaco e Grande Nord). A farsi avanti anche Natale Azzaretto, che con il Partito comunista dei lavoratori si era già candidato anche nel 2016.  Nella sfida al sindaco uscente Beppe Sala, che tenta il bis, appoggiato dal centrosinistra e otto formazioni (Pd, Riformisti, la civica Beppe Sala, Milano Unita, Radicali, Milano in Salute, Europa Verde e Volt), il principale competitor è il medico voluto dal centrodestra, Luca Bernardo, appoggiato da sei formazioni, tutta la coalizione (Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia, Milano Popolare) più il partito Liberale europeo e la sua lista civica Luca Bernardo. Al nome del pediatra si è arrivati non senza suspense, dopo il “no” definitivo del corteggiatissimo ex sindaco Gabriele Albertini. Per la prima volta dal 1993 il leader del Carroccio Matteo Salvini, non partecipa alle Comunali: capolista della Lega a Milano sarà Annarosa Racca, ricercatrice e presidente di Federfarma Lombardia. Per il Movimento Cinque Stelle, dopo il naufragato tentativo di dialogo con Sala, si presenta la manager Layla Pavone. Corrono per Palazzo Marino anche Michele Muggiani con la lista Partito comunista italiano, Alessandro Pascale del Partito comunista, Gabriele Mariani che si presenta con le liste Milano in Comune e la Civica AmbientaLista, Bianca Tedone per Potere al Popolo, e Giorgio Goggi, architetto, professore d'Urbanistica al Politecnico ed ex assessore ai Trasporti nella giunta Albertini, candidato sindaco appoggiato dai Socialisti e dai Liberali. Mauro Festa, si candida per 'Milano del Partito Gay per i diritti LGBT+ Solidale, Ambientalista, Liberale'. Infine, la lista civica “Milano inizia qui” guidata da Bryant Biavaschi. Fino a ieri sera erano riuscite a concludere le operazioni di consegna dei documenti 15 liste e stamattina altre 8 si sono aggiunte. All'ultima tornata elettorale, nel 2016 i numeri furono decisamente più bassi: ci furono 9 candidati a sindaco e 17 liste
Lombardia
Anche a Varese la sfida è tra il sindaco uscente del centrosinistra Davide Galimberti e il candidato del centrodestra Matteo Luigi Bianchi. Venti sono i comuni lombardi con più di 15 mila abitanti chiamati a votare e che quindi, qualora nessuno degli sfidanti dovesse avere la maggioranza assoluta al primo turno, si procederà con il ballottaggio tra i due candidati con maggiori preferenze il prossimo 17 e 18 ottobre. Tra questi Codogno (Lodi), il paese dove l'anno scorso venne scoperto il primo paziente italiano di Covid, e si voterà anche Morterone, il comune più piccolo d'Italia dove 31 elettori sceglieranno tra il candidato del Partito Gay Lgbt+ e il uso sfidante di una lista civica.
Roma
Ventidue candidati hanno depositato le firme a sostegno della loro corsa in Campidoglio, sostenuti in totale da 39 liste. E' un record. Oltre 1.800 persone in lizza per l'assemblea capitolina. Ma la vera sfida è quella a quattro, in corso da oltre due mesi tra la sindaca uscente Virginia Raggi e i rivali Carlo Calenda, Roberto Gualtieri ed Enrico Michetti. Solo i 4 candidati principali totalizzano 20 liste: la Raggi ne ha 6, Michetti altrettante, Gualtieri 7 e Calenda una sola. In lizza per diventare sindaco, tra gli altri: Andrea Bernaudo per i Liberisti Italiani (in passato consigliere regionale del Lazio), la presidente del Municipio VII Monica Lozzi, ex M5s, con Revoluzione Civica, Fabrizio Marrazzo con il Partito Gay, Rosario Trefiletti dell'Italia dei Valori, la ginecologa Elisabetta Canitano per Potere al Popolo. E ancora: il cartello di sinistra Roma ti Riguarda con l'urbanista Paolo Berdini, già assessore con la giunta Raggi, la pasionaria Atac Micaela Quintavalle per il Partito Comunista, la senatrice ex M5s Margherita Corrado (nonostante la contrarietà espressa dal gruppo de l'Alternativa C'è), Fabiola Cenciotti per il popolo della Famiglia, Gilberto Trombetta per Riconquistare l'Italia, Luca Teodori per gli anti vaccinisti del Movimento 3V. Nell'elenco figurano anche Giuseppe Cirillo, registrato anche come Dr Seduction, con il Partito delle Buone Maniere, si tratta di un sessuologo napoletano già in passato in corsa alle regionali in Umbria. E poi Cristina Cirillo, Francesco Grisolia, Gian Luca Gismondi, Paolo Oronzo Mogli, Rodolfo Concordia e Sergio Iacomeni.
Bologna
Sotto le due torri, ci sono otto pretendenti alla carica di sindaco: per il dopo Virginio Merola, primo cittadino Pd che termina due mandati, si sfidano Fabio Battistini, candidato per il centrodestra da Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Bologna ci piace e Popolo della famiglia; Matteo Lepore, assessore uscente e sostenuto da una ampia coalizione di centrosinistra composta da Pd, M5s, Coalizione civica, Europa verde, Volt-socialisti, Matteo Lepore sindaco e Anche tu Conti; Stefano Sermenghi appoggiato da Bfc e Italexit; Dora Palumbo per Sinistra Unita; Marta Collot per Potere al Popolo; Andrea Tosatto per il movimento 3V; Federico Bacchiocchi del Partito Comunista dei lavoratori e infine Luca Labanti del Movimento 24 agosto. Tra i candidati minori c'è poi una proposta atipica sui parcheggi: per Stefano Sermenghi, candidato di Bologna Forum Civico, è invece ora di eliminare in città tutte le "strisce blu a pagamento" optando per sosta libera con disco orario.
Napoli
Sono sette i nomi in campo per il dopo de Magistris. A sostenerli ci sono oltre mille candidati al Consiglio, suddivisi in 32 liste. Si contenderanno la preferenza dei circa 750 mila elettori, su una popolazione complessiva di quasi un milione di persone. Il centrosinistra, il M5s e pezzi del mondo centrista e moderato si schierano con Gaetano Manfredi. Con il Patto per Napoli, l'ex ministro del Conte bis replica nel capoluogo campano l'alleanza siglata a livello nazionale tra Pd e pentastellati. A completare l'ampia e variegata coalizione (13 liste) ci sono, tra gli altri, Leu, Europa Verde e Iv, che confluisce nella lista “Azzurri per Napoli”, all'interno della quale figurano anche alcuni ex esponenti del centrodestra. Diversi i transfughi che hanno lasciato de Magistris per accasarsi con l'ex rettore della Federico II. Sul fronte opposto, dopo la 'tagliola' della giustizia amministrativa, a Catello Maresca restano otto liste: alle cinque civiche si aggiungono FdI, FI e Coraggio, mentre non ci sarà la Lega, dopo l'esclusione di 'Prima Napoli', insieme con le due civiche di diretta ispirazione del magistrato in aspettativa, nonché del “Movimento a quattro zampe - Partito animalista”. Ci riprova Antonio Bassolino, alla guida di cinque liste, quattro civiche e Azione, il partito fondato da Carlo Calenda. Il vicesindaco di Luigi de Magistris, Alessandra Clemente, corre senza l'appoggio del movimento demA, ma potrà contare sul sostegno di Potere al popolo e di due civiche di sua diretta ispirazione. Una parte della base del M5s, in segno di rottura con la leadership di Conte e con la decisione di andare con il Pd, lancia un proprio candidato, il consigliere comunale uscente Matteo Brambilla, che guiderà la lista “Napoli in Movimento- No alleanze”. Completano il quadro il biologo Giovanni Moscarella con il “Movimento 3V”, vicino alle posizioni no vax e no Green pass, e Rossella Solombrino, che prova a portare in consiglio comunale il “Movimento 24 agosto per l'equità territoriale” di Pino Aprile.

Il candidato di Bassolino posta la foto dall’interno della cabina elettorale
Domenico Masciari, candidato nella lista Bassolino per Napoli, ha postato in una storia sulla sua pagina Facebook una foto scattata in cabina elettorale con la preferenza Masciari. Anche la moglie, ha postato alcune storie su Instagram: «Potete mandare anche uno scatto, a buon intenditor poche parole» dice la moglie di Masciari, che ha poi ripostato la storia.

«Buongiorno sono davanti all'Umberto per chi non avesse seguito la diretta - dice la moglie di Masciari -, ho appena votato e lo dico con tutta onestà e franchezza come ha già fatto qualche nostra vera amica, potete mandare anche uno scatto. A buon intenditor poche parole». E incalza: «Per gli indecisi almeno affidatevi a chi di politica davvero ne sa qualcosa, ha una storia famigliare».

Afragola, una denuncia per corruzione elettorale
Un uomo di 39 anni, già noto alle forze dell'ordine, è stato denunciato dai carabinieri per corruzione elettorale ad Afragola, comune in provincia di Napoli dove oggi e domani si vota per le amministrative e dove ieri erano state denunciate aggressioni subite da una parlamentare del M5s, Iolanda Di Stasio, e da esponenti locali del centrosinistra. In questo clima di tensione l'Arma ha rafforzato i controlli sulla regolarità del voto. Il 39enne, notato dai carabinieri in atteggiamento sospetto in piazza Ciampa, è stato sottoposto a controllo e trovato in possesso di denaro contante (900 euro, in banconote di piccolo taglio) e di cartoncini promozionali di una candidata al Consiglio comunale. Sul suo telefono cellulare inoltre sono state trovate foto di documenti di alcuni cittadini. L'ipotesi è che l'uomo stesse offrendo somme di denaro in cambio del voto a favore della 'sua' candidata.

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