Green Pass, Draghi in Cdm: “Decreto per continuare ad aprire il Paese”. Orlando: “Sanzioni, ma no a licenziamenti”

Brunetta: il provvedimento coinvolge 23 milioni di lavoratori

Rendere i luoghi di lavoro ancora più sicuri, dal punto di vista della salute personale, e incentivare la campagna di vaccinazione da tempo portata avanti dal governo. È questa la filosofia su cui poggia il nuovo decreto approvato  dall'esecutivo, che rende obbligatorio il Green Pass su tutti i posti di lavoro, pubblici e privati, e che entrerà in vigore il 15 ottobre fino al 31 dicembre 2021 (termine di cessazione dello stato di emergenza). Quello per l'estensione dell'obbligo del certificato in tutti i luoghi di lavoro è «un decreto per continuare ad aprire il Paese», ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi durante il Cdm.

Green Pass, Brunetta: "Speriamo nell'effetto annuncio, la misura tocca 23 milioni di lavoratori"

Si tratta di un provvedimento che coinvolge di fatto 23 milioni di persone: «La novità è che è una strategia universalistica, andiamo a toccare tutto il mondo del lavoro pubblico e privato e per il privato dipendente e autonomo», ha spiegato Renato Brunetta. 

Nella conferenza stampa al termine del Cdm Andrea Orlando ha ribadito che chi rifiuta di fare il certificato verrà sanzionato, ma che la sospensione non deve portare al licenziamento. «Non ci può essere come sanzione il licenziamento per chi non si fa il vaccino o non fa il tampone e decide di non utilizzare il green pass. La sanzione è nella sospensione. Finita questa stagione si riprenderà la dinamica ordinaria e ognuno riprenderà il proprio posto di lavoro», dice il ministro del Lavoro. 

Con l'obbligo del Green pass «vogliamo rendere i luoghi di lavoro più sicuri, e rendere ancora più forte la campagna di vaccinazione. Un utilizzo ancora più significativo del green pass ci aiuterà ancora di più», ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza in conferenza stampa. 

Orlando: "Sospensione per chi non ha il green pass non deve pregiudicare il posto di lavoro"

Sulla validità dei tamponi ha dato chiarimenti Roberto Speranza.  «Il governo ha espresso parere favorevole a un emendamento al provvedimento in esame alla Camera che allarga a 72 ore la vigenza dei green pass con test molecolari mentre per i test antigenici la vigenza resta a 48 ore», ha spiegato il ministro della Salute Roberto Speranza precisando che «i test molecolari richiedono tempi più lunghi di laboratorio». 

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Sul lavoro da casa Orlando ha spiegato che non sarà regolato dalle linee guida «ma sarà regolato prima della scadenza alla deroga alla normativa che è stata portata al 31 dicembre da un eventuale intervento normativo o da un accordo quadro tra le parti sociali che è la via che auspico». «Abbiamo bisogno di sapere come utilizzare lo smart working dopo l'impennata del suo utilizzo durante la pandemia», ha sottolineato Orlando.

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