Dl grandi navi a Venezia, via libera dal Senato con 175 sì. Passa alla Camera

Il provvedimento deve essere convertito in legge entro il 18 settembre

Via libera dell'Aula del Senato con 175 sì, 8 no e un astenuto al decreto legge “grandi navi” per la salvaguardia di Venezia. Oltre ai gruppi di maggioranza anche FdI ha dichiarato il voto a favore. Il provvedimento vieta dal 1 agosto il transito di navi da crociera nelle vie d'acqua urbane dei bacino di San Marco, canale di san Marco e canale della Giudecca di Venezia. Si prevede la realizzazione di punti di attracco temporanei a Marghera e viene nominato commissario straordinario il presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Settentrionale. Il provvedimento, che deve essere convertito in legge entro il 18 settembre, passa ora alla Camera. 

«Il dl Grandi Navi è di enorme importanza e positività per Venezia. Credo che sia tuttavia necessario segnalare che Venezia ha bisogno di un progetto reale e non più di soluzioni provvisorie che poi, secondo una delle peggiori abitudini italiane, diventano definitive». Lo afferma la capogruppo di LeU al Senato Loredana De Petris. «Dobbiamo sapere - aggiunge - che Venezia è particolarmente esposta ai cambiamenti climatici e farci carico di progetti che preservino l'ecosistema della laguna, con tutte le accortezze che ciò comporta. Dobbiamo chiederci se Venezia, come altre grandi città d'arte a partire da Roma, sia in grado di reggere questo modello di turismo. Non possiamo più, insomma, limitarci a gestire solo le criticità».

«Abbiamo lavorato parecchio su questo decreto perché Venezia è nel nostro cuore, Venezia è patrimonio dell'umanità –dice in aula il senatore di Forza Italia, Massimo Mallegni, durante le dichiarazioni di voto sul dl per la tutela delle vie d'acqua di Venezia e per la tutela del lavoro - Certo, abbiamo giustamente accolto l'invito dell'Unesco affinché le grandi navi non passassero più nel canale della Giudecca. Bene. Ma dopo questo provvedimento le grandi navi sono andate ad attraccare a Trieste con l'effetto che si è determinato un danno già quantificabile in circa due miliardi per Venezia e per il suo tessuto commerciale e lavorativo. Dobbiamo lavorare con urgenza affinché le navi adatte alle caratteristiche della laguna, quelle 180x35 metri, possano ritornare prestissimo a Venezia. Non possiamo abbandonare 13 mila persone e le loro famiglie in grandi difficoltà dopo questo provvedimento. Il nostro impegno c'è stato e continueremo a darlo per garantire sostegni adeguati a chi perde il lavoro e a chi è danneggiato, ma vanno trovate soluzioni definitive. Al riguardo riteniamo che il porto off-shore sia necessario e indispensabile per il traffico merci, ma non ci vengano a parlare di quel porto come soluzione per lo sbarco delle persone».

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