Calabria: Ventura si candida, ma scoppiettano le polemiche nella coalizione di centro sinistra

Maria Antonietta Ventura

L’imprenditrice: «Sono frastornata, ma ho accettato subito»

Non c’è che dire, il travaglio della Calabria non ha mai fine, neanche quando le parti si accordano e le faide locali vengono messe a tacere. Stavolta la pace a sinistra non è durata un giorno: quando in mattinata Enrico Letta, Giuseppe Conte e Roberto Speranza stanno per annunciare la candidatura comune dell’imprenditrice Maria Antonietta Ventura per la presidenza della regione, già i focolai delle polemiche scoppiettano nella prateria della coalizione. Intanto proprio sul perimetro, allargato a socialisti e liste civiche, ma ristretto a sinistra: Leu si spacca e Fratoianni si dissocia: lasciando da solo Art.1 di Speranza in un recinto da cui scappano pure le Sardine, che tifavano per il paladino dell’antimafia, Enzo Ciconte del Pd. Bruciato per salvare la candidatura di Nicola Irto, giovane quarantenne del Pd, poi sacrificato per strappare un accordo con i 5stelle. Insomma un caos sopraffino (amplificato dai renziani, lasciati fuori dal gioco) cui per una volta si contrappone una destra pacificata dalla candidatura di Roberto Occhiuto.

«Ventura è la personalità migliore per conciliare slancio nei valori e pragmatismo», dicono i tre leader di centrosinistra. «Sono frastornata, ho accettato subito, mi devo calare nella parte», dice la candidata: presidente di Unicef Calabria, classe 1968, famiglia di imprenditori, un gruppo che fornisce armamenti per le ferrovie, un fratello coinvolto in un’inchiesta giudiziaria per ipotesi di reati amministrativi e e un rischio di conflitto di interessi, tanto che mollerà la carica di presidente della società. Pare sia una sostenitrice del Pd che, con veemenza si è battuta contro gli errori del passato. Che però restano in auge, visto che al Nazareno c’è stato un summit per placare le intemperanze dei potentati locali, offesi per la calata dall’alto di questa candidatura: Enrico Letta assente, a tenerli a bada ci ha dovuto pensare Francesco Boccia, responsabile enti locali. «Tutto il partito era informato, compresi quelli che si agitano», dicono al Nazareno, «è un nome che ha messo d’accordo tutti». Ma di sicuro non le Sardine: «Ventura è una soluzione al ribasso, chiedevamo coraggio e visione, abbiamo ottenuto una soluzione priva di prospettiva politica, reiterando uno schema perdente di vecchie logiche di potere», dice sconsolata la calabrese Jasmine Cristallo, portavoce nazionale. Letta invece considera la foto di gruppo sulla Calabria una benedizione: per rilanciare un’immagine di coalizione un po’ sbiadita dalle «gelate» di Conte sull’alleanza non strutturale e dai timori di un distacco dei 5stelle dal governo Draghi. Ma questa è un’altra storia...

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