Mattarella: “La pandemia ci ha insegnato il senso della ricerca, grati alla scienza”

Il Presidente della Repubblica: «Non è stato uno stress test straordinario solo per l'università, lo è stato per tutti, in ogni parte del mondo ed è bene mantenere alta l'attenzione»

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si sente a casa all’Università Statale di Milano, lui che a lungo ha insegnato diritto pubblico a Palermo, e  trova «un segno di speranza» il poter partecipare in presenza all’inaugurazione dell’anno accademico pur ricordando «la faticosa, ma preziosa fase di docenza a distanza, di mantenimento comunque della vita e del funzionamento dell’ateneo».

Il capo dello Stato non si nasconde che «la pandemia ha provocato una crisi per ciascuno di noi. Non è stato uno stress test solo per l’università, ma per tutti e in ogni parte del mond. E’ bene mantenere alta l’attenzione su quanto avvenuto: non soltanto perché non siamo ancora riusciti a pervenire al traguardo della sconfitta della pandemia, pur se avviati velocemente sulla buona strada, ma soprattutto perché quando l’emergenza sarà alle nostre spalle sarà bene non rimuoverla dal ricordo per comprendere quel che è successo e ricavarne alcuni criteri di comportamento». Mattarella riprende le parole di Guglielmo Mina, il rappresentante degli studenti che ha parlato prima di lui: «Abbiamo riscoperto nelle nostre vite la trama delle relazioni». E’ così, abbiamo capito di aver bisogno degli altri e viceversa. Un criterio che speriamo non venga rimosso dalla memoria e dai comportamenti quando sarà tramontata la fase dell’emergenza. Non lo sia nelle relazioni personali come in quelle internazionali tra gli stati».

Il Presidente svela che in circostanze ufficiali simili cerca sempre «di cogliere il filo logico degli interventi che si succedono nel corso della cerimonia» e fa quasi una sintesi giornalistica delle riflessioni ascoltate sulla pandemia: «Emerge il valore della ricerca e della riflessione critica. Nell’inaugurazione dell’anno accademico si fa il punto sull’attività dell'ateneo e sulla realtà delle università nel loro complesso. Come suggerito dal rettore, e ha ben presente il ministro Messa, bisogna pervenire a modelli di governance adeguati per efficienza e aderenza ai tempi che attraversiamo».

Durante la pandemia è emerso per Mattarella «il valore della ricerca, che accomuna docenti e studenti, maestri e allievi. Non saremo mai grati abbastanza al mondo della scienza per la velocità e l’impegno con cui ha consegnato all’umanità gli strumenti per sconfiggere la pandemia». E prima di trasferirsi all’aeroporto di Linate per l’inaugurazione della nuova area imbarchi, un altro luogo di ripartenza, il Presidente si rivolge ancora agli studenti: «Ci si interroga sempre sul futuro, lo si progetta, non lo potremo mai conoscere, ma se si forma lo spirito critico, lo si incentiva e lo si sviluppa, potremo essere certi che lo costruiremo bene».

In precedenza Maria Cristina Messa, ministro dell’Università e della Ricerca, ha riaffermato i valori distintivi di «partecipazione, presenza e comunità per un ritorno consapevole alla socialità della conoscenza» e richiamato «la buona scienza, che rappresenta il motore dell’insegnamento, smonta paure, pregiudizi e ignoranza, innalza la qualità della vita e rende migliori». Il rettore Elio Franzini ha ricordato come lui e i suoi colleghi abbiano «sofferto insieme in questi mesi, ma siano rimasti uniti, solo un po’ più stanchi». Ha onorato i morti tra gli universitari e tutte le vittime della pandemia e lo ha fatto anche elencando i successi sulla sicurezza, sugli studi sul Covid (quarto ateneo al mondo), le alleanze europee con Heidelberg, Sorbona, Varsavia, Copenaghen, Praga, la nuova Città Studi, il campus Mind e l’inaugurazione di una casa editrice universitaria. 

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