Dal Consiglio dei ministri via libera all’assegno unico per le famiglie e a 500 assunzioni per il Recovery. Brunetta: la pubblica amministrazione cambia pelle

La misura ponte per i figli valida 6 mesi. Dal 2022 diventa strutturale e universale

 Assegno unico per due milioni di famiglie, una misura 'ponte' per chi al momento non percepisce contributi famigliari in vista della riforma che entra in vigore dal 1 gennaio 2021. In vigore da luglio a dicembre per le famiglie con meno di 50mila euro di Isee, darà un beneficio medio nel 2021 di 1.056 euro per nucleo e 674 euro per figlio. L'assegno "ponte" sarà compatibile con il reddito di cittadinanza e con eventuali altre misure in denaro a favore dei figli a carico erogate dalle Regioni e dai Comuni.

E il completamento dei tre pilastri del Pnrr dopo il decreto sulla governance e le semplificazioni ,con il via libera a oltre 24mila assunzioni per la 'messa a terra' dei progetti del piano e l'avvio della riforma della giustizia.

«E' una ventata di modernità, novità, rafforzamento della Pa. Con questo decreto entra la modernità nella pubblica amministrazione di cui sentiamo l'esigenza per spendere un ammontare di risorse mai visto in un tempo così breve.  La Pubblica Amministrazione cambia pelle, diventa più preparata tecnologicamente, sa valorizzare i giovani, ma sa anche valorizzare i tre milioni di dipendenti che avranno la possibilità di moltiplicare la loro formazione», dice il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta in conferenza stampa dopo il Cdm. Il testo prevede l'incardinamento di 16.500 dipendenti all'ufficio per il processo «nel periodo 2021-2024, in due scaglioni, con contratto di lavoro a tempo determinato della durata massima di due anni e nove mesi per il primo scaglione e di due anni per il secondo».

Altri 5.410 andranno ad aumentare le fila del personale amministrativo non dirigenziale alla giustizia «nel periodo 2021-2026, con contratto di lavoro a tempo determinato della durata massima di trentasei mesi, con decorrenza non anteriore al 1° novembre 2021». Mille unità verranno assunte per il supporto a Regioni ed enti locali nella gestione delle procedure complesse. Cinquecento persone verranno assunte con un concorso 'semplificato' per supportare la rendicontazione finanziaria nelle amministrazioni assegnatarie di progetti «per un periodo anche superiore a trentasei mesi, ma non eccedente la durata di completamento del PNRR e comunque non oltre il 31 dicembre 2026, da inquadrare nell'Area III, posizione economica F1, nei profili professionali economico, giuridico, informatico, statistico-matematico, ingegneristico gestionale». 

Da questa graduatoria potranno essere essere assunti altri 300 per la governance del Recovery plan. Si aggiungono poi 268 assunzioni alla transizione digitale e 67 all'Agid, per un totale di 24.045 assunzioni che, finanziate con i fondi europei, potranno essere effettuate solo dopo preventiva verifica dell'amministrazione centrale e Ragioneria. E che saranno legate al raggiungimento di obiettivi: i contratti contengono una clausola che ne consente la risoluzione unilaterale, da parte della pubblica amministrazione, in caso di mancato raggiungimento annuale degli obiettivi assegnati al soggetto e definiti dal contratto, in funzione dello stato di avanzamento dei progetti per i quali sono stati stipulati. «Abbiamo messo in piedi uno strumento assolutamente innovativo di standard internazionale, una piattaforma di reclutamento sullo stile Linkedin - spiega Brunetta - noi avremo un portale della funzione pubblica, in cui arriveranno tutti i curricula che verranno selezionati e messi a disposizione degli enti titolari dei progetti perché possano scegliere, contrattualizzare e farli lavorare con contratti a termine tra i 3 e i 5 anni».

Resta in sospeso invece la richiesta di una maggiore dotazione di personale al ministero della transizione ecologica, avanzata dal titolare Roberto Cingolani e che ha portato allo stop temporaneo della riunione: il tema verrà affrontato in un prossimo decreto. Nel frattempo dal 1 luglio parte l'assegno unico - a firma Pari opportunità (Elena Bonetti), Lavoro ( Andrea Orlando), Mef (Daniele Franco) - che porterà dal 1 luglio al 31 dicembre nelle tasche di due milioni di famiglie da 30 euro a un massimo di 217,8 euro al mese per ciascun figlio. La misura riguarda autonomi e disoccupati, chi non ha accesso ad altri sostegni, per poi riguardare tutti dall'inizio del prossimo anno. «Con l'assegno per i figli diventa realtà il primo pezzo del Family Act - esulta Bonetti - Il Presidente Draghi lo aveva promesso e oggi a vincere è l'Italia, con una politica di visione e di investimento nelle nuove generazioni. E' un impegno chiaro che le famiglie italiane avevano atteso per anni e che finalmente riconosce il valore che ogni bambina e ogni bambino hanno nella vita di tutta la nostra comunità». 

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