Decreto, via libera allo scostamento da 40 miliardi. Pil nel 2022 a +4,8%, indebitamento netto all’11,8%

Via libera del Consiglio dei ministri allo scostamento di bilancio e al Def. Il governo chiede al Parlamento l’utilizzo di un extra deficit di 40 miliardi per finanziare il prossimo decreto che si concentrerà sui ristori e la liquidità delle imprese.
Il Cdm ha approvato anche il Documento di economia e finanza con il quadro macroeconomico e le linee di intervento dei prossimi mesi. La stima del pil per il 2021 si attesta al 4,5%, una cifra che è data dalla crescita tendenziale acquisita al 4,1% (a legislazione vigente) e dalla spinta del Recovery plan e dalle misure che verranno messe in campo. 
Questo ulteriore indebitamento di 40 miliardi, che si aggiunge ai 140 miliardi di extra deficit già stanziati in un anno di pandemia, determina una impennata del deficit che quest’anno viene previsto all’11,8%. Nell’intenzione del governo l’impulso agli investimenti dovrebbe riportare l’asticella del rapporto deficit/pil sotto il 3% nel 2025.

Il Def contiene anche un finanziamento complementare al Recovery plan, un fondo ad hoc che andrà alimentato da qui al 2026 per realizzare le opere escluse dal Pnrr. Questa linea di credito sarà di circa 30 miliardi in sei anni.

Le altre previsioni
Nel 2022 il pil crescerà del 4,8% e poi del 2,6% nel 2023 e dell’1,8% nel 2024. Si tratta di «tassi di incremento mai sperimentati nell’ultimo decennio», sottolinea Palazzo Chigi.
Il rapporto deficit/pil scenderà al 5,9% nel 2022, al 4,3% nel 2023 e al 3,4% nel 2024. 
Il debito è stimato al 159,8% nel 2021, per poi diminuire al 156,3% nel 2022, al 155% nel 2023 e al 152,7% nel 2024.

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