Debito e tasse, l’UE scuote l’Italia

Il pressing su fisco e catasto e le critiche sulle spiagge. «Così Roma perde entrate». Gentiloni replica a Salvini

DALL’INVIATO A BRUXELLES. La riforma del fisco e quella del catasto. Una riduzione «credibile» del debito e la necessità di attuare il piano nazionale di ripresa e resilienza secondo le tappe concordate. E ancora: minore dipendenza dai combustibili fossili e l’invito a dispiegare «capacità supplementari» in materia di energie rinnovabili. Nelle consuete raccomandazioni annuali della Commissione europea ci sono i soliti «evergreen», ma anche alcune «new entry». Si tratta delle risposte che Bruxelles chiede di dare alle tante fragilità che vedono l’Italia stabilmente nel gruppo di coda dei Paesi con «squilibri macroeconomici eccessivi», in compagnia di Grecia e Cipro.

È questa la luna indicata dalla Commissione, nonostante la politica italiana continui a guardare il dito. Magari fissandosi su richieste che in realtà non esistono. È il caso delle imposte sulla casa e in particolare della reintroduzione dell’Imu che sta agitando i partiti. Fino a qualche anno fa Bruxelles lo chiedeva esplicitamente nelle raccomandazioni, ora invece non più.

Nel documento presentato ieri, la Commissione si limita a chiedere «l’allineamento dei valori catastali ai valori di mercato correnti». Una riflessione relativa all’esenzione Imu per la prima casa compare nel documento di lavoro contenente la relazione-Paese, anche se questa non è stata tradotta in una vera e propria raccomandazione. Bruxelles sottolinea che «il carico fiscale che grava sul lavoro rimane molto alto» e osserva che «altre fonti di entrate meno penalizzanti per la crescita sono sottoutilizzate». Tra queste cita le entrate derivanti dall’Iva, «anche in ragione dell’ampio uso di aliquote ridotte», e ricorda che «le prime abitazioni sono esentate dalle imposte patrimoniali».

Il commissario Paolo Gentiloni ha respinto le accuse giunte soprattutto dalla Lega dicendo che «l’Ue non ha intenzione di massacrare nessuno»: la raccomandazione sull’aggiornamento dei valori catastali – ha sottolineato il commissario all’Economia – «non rappresenta una richiesta di aumento delle tasse o di reintroduzione della tassa sulla prima casa, ma rappresenta una necessità per l’Italia, di cui penso il governo italiano sia pienamente consapevole. E infatti sta preparando misure in questa direzione».

Tra l’altro, come hanno fatto notare fonti Ue, la riforma del catasto non è nemmeno una delle condizioni necessarie per l’erogazione dei fondi del Recovery. Lo è invece la riforma della concorrenza, altro tema caldo all’interno della maggioranza. E in particolare la questione delle concessioni balneari che oggi vengono assegnate senza una gara pubblica. «Ciò comporta una notevole perdita di entrate – scrive la Commissione – in quanto tali concessioni sono state automaticamente rinnovate per lunghi periodi e a valori di gran lunga inferiori a quelli di mercato».

Accanto al debito pubblico, che «resta una fonte principale di vulnerabilità», ci sono poi altri fattori che secondo l’analisi rappresentano un ostacolo alla crescita: tra questi, la scarsa efficienza della pubblica amministrazione, «soprattutto a livello locale», e il sistema giudiziario. Un ampio capitolo è dedicato al lavoro, visto che «nel 2021 il tasso di occupazione era ancora di 10 punti inferiore alla media Ue» e che «il divario di genere nei livelli di occupazione è tra i più accentuati dell’Ue». Male anche l’istruzione, in particolare quella primaria e secondaria, dove i problemi strutturali sono stati aggravati dal Covid: «Compensare le perdite di apprendimento subite durante la pandemia potrebbe rappresentare una sfida significativa».

C’è poi un passaggio su Quota100 e Quota102 «che hanno aumentato ulteriormente la spesa pensionistica», destinata a crescere in seguito all’invecchiamento della popolazione. Gli sviluppi demografici preoccupano non poco e Bruxelles suggerisce di attrarre immigrazione qualificata attraverso sgravi fiscali. L’Ue invita infine l’Italia a diversificare il mix energetico, riducendo la dipendenza da gas e petrolio, e ad accelerare il raggiungimento degli obiettivi in materia di efficienza energetica e trasporti sostenibili. In questo contesto si sottolinea l’importanza di «completare alcuni rilevanti progetti ferroviari transfrontalieri, quali la tratta Torino-Lione».

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