Covid, allarme contagi e morti in Russia. Putin chiude le attività lavorative per nove giorni

Nel corso dell'ultima giornata si sono registrati 1.028 decessi e 34.073 nuovi casi di Covid-19

A causa della crescente preoccupazione circa l’allarmante numero di morti, il presidente russo Vladimir Putin ha approvato una proposta del governo che prevede la chiusura dei luoghi di lavoro di una settimana all'inizio di novembre per l’ondata di Covid-19.

Ieri in Russia sono state registrate 1.028 vittime. Si tratta del bilancio più alto dall'inizio della pandemia, che porta il totale dei morti per coronavirus a 226.353, il numero più alto in Europa.

Parlando a un incontro televisivo con funzionari governativi, Putin ha affermato che questo periodo di stop, dal 30 ottobre al 7 novembre, potrebbe iniziare prima o essere esteso per alcune regioni. Le autorità di tutto il Paese intanto hanno preso provvedimenti per frenare la diffusione del virus, mentre affrontano la diffusa riluttanza della popolazione a farsi iniettare il vaccino russo Sputnik V.

Il presidente ha infatti lanciato un appello a tutti i russi a «mostrare responsabilità» e vaccinarsi, mentre il Paese vive una escalation di contagi e decessi per Covid-19. Sono settimane che la mortalità in Russia è in crescita, raggiungendo i mille decessi per la prima volta nel fine settimana. Solo 45 milioni di russi, il 32% del Paese, su una popolazione di quasi 146 milioni di persone, ha ricevuto una doppia dose di vaccino. Il Cremlino, al momento, ha escluso un nuovo lockdown nazionale e ha autorizzato le autorità regionali a decidere le restrizioni a seconda della situazione locale. Per questa ragione, molte delle 85 regioni russe hanno già introdotto misure come ingressi limitati a grandi eventi pubblici, a teatri, ristoranti e altri luoghi. Alcune hanno addirittura reso i vaccini obbligatori per certi dipendenti pubblici e per gli Over 60.

Putin ha anche chiarito che, a causa della situazione epidemiologica in Russia, questi giorni saranno dichiarati «giorni non lavorativi» ma col mantenimento della retribuzione: lo riporta la testata online Meduza. La proposta di dichiarare una settimana «non lavorativa» era stata avanzata dalla vice premier Tatiana Golikova.

Nel resto d’Europa si continua a discutere sul riconoscimento della vaccinazione con Sputnik, che è ancora in fase di valutazione all'Ema da marzo, ai fini dell'ottenimento del Green Pass. «Può essere decisa a livello nazionale. Questo provvedimento deve essere assunto senza discriminazioni nei confronti delle persone provenienti da altri Stati Ue». Lo ha ricordato il portavoce della Commissione Europea Christian Wigand, a Bruxelles durante il briefing con la stampa.

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