Nazioni Unite, l’annuncio della Cina: “Smetteremo di costruire centrali a carbone all’estero”

Joe Biden ha detto che gli Stati Uniti «raddoppieranno» gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo per far fronte alla crisi climatica

Pechino smetterà di costruire centrali a carbone all'estero, aiutando a costruire centrali per la produzione di energia verde. Lo ha detto alle Nazioni Unite il presidente cinese Xi Jinping, aggiungendo la sua voce a una serie di annunci sulla lotta ai cambiamenti climatici poche settimane prima dell'inizio della conferenza COP26. Poco prima il presidente degli Stati Uniti Joe Biden aveva detto che gli Stati Uniti «raddoppieranno» gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo per far fronte alla crisi climatica, un impegno di circa 11 miliardi di dollari l'anno, secondo gli esperti. Entrambe le misure sono state subito elogiate dagli ambientalisti, che le chiedono da tempo, nonché dal segretario generale dell'Onu Antonio Guterres: «Se gli annunci di oggi sono i benvenuti, abbiamo ancora molta strada da fare per rendere la COP26 un successo» ha comunque osservato Guterres.

Una svolta epocale, quella cinese, perché Pechino rappresenta la più grande fonte di finanziamento per le centrali a carbone a livello globale. L'annuncio di Xi avrà un impatto di vasta portata sui piani di espansione dell'energia a carbone in paesi come Bangladesh, Indonesia, Vietnam e Sudafrica. L'annuncio potrebbe interessare 44 impianti a carbone destinati al finanziamento statale cinese, per un totale di 50 miliardi di dollari, secondo il Global Energy Monitor (GEM). Un’operazione ha il potenziale di ridurre le future emissioni di anidride carbonica di 200 milioni di tonnellate all'anno.

«L'annuncio della Cina è uno degli sviluppi più significativi di quest'anno sul fronte del clima, perché potrebbe anche segnare la fine del finanziamento pubblico internazionale per le centrali a carbone» ha detto il direttore del programma carbone del GEM, Christine Shearer. «Troveremo molti Paesi che si rivolgono invece a fonti alternative di produzione di energia, e speriamo che siano sostenuti per garantire che si tratti di energia pulita».

L'impegno della Cina ha seguito mosse simili della Corea del Sud e del Giappone quest'anno, chiudendo i rubinetti degli ultimi tre grandi finanziatori pubblici di centrali a carbone d'oltremare. Da capire il destino delle oltre 20 centrali a carbone finanziate dalla Cina in costruzione in Sudafrica, Pakistan, Indonesia, Vietnam, Bangladesh, Zimbabwe, Serbia ed Emirati Arabi Uniti, secondo i dati del Global Development Policy Centre della Boston University. E delle altre 17 in fase di progettazione. 

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