“Il dittatore più cool del mondo”: la bio del presidente Bukele su Twitter

La provocatoria dicitura del capo di Stato di El Salvador ironizza sulle proteste degli ultimi giorni contro i Bitcoin, diventati la seconda moneta ufficiale accanto al dollaro statunitense

«Il dittatore più cool del mondo»: così si definisce nella sua bio su Twitter il presidente di El Salvador, Nayib Bukele. I diplomatici statunitensi lanciano l’allarme di un «declino della democrazia», di cui questo è solo l’ultimo estremo segnale. 

La provocatoria dicitura ironizza sulle proteste degli ultimi giorni, che il 15 settembre hanno sfruttato le celebrazioni dei 200 anni di indipendenza dal Regno di Spagna per insorgere contro il governo. I malumori sono generati dalla nuova legge del presidente sui Bitcoin, diventati la seconda moneta ufficiale dello stato, accanto al dollaro statunitense.

La protesta è stato poi pubblicamente contestata dal presidente, secondo cui i manifestanti «hanno preso le strade per combattere una dittatura che non esiste». L'avvocato Eduardo Escobar di «Citizen's Action», un gruppo civico dedicato al controllo delle responsabilità del governo, ha affermato che la descrizione del profilo Twitter di Bukele «fa parte della strategia del presidente» che «sta cercando di ridicolizzare i sentimenti del pubblico o dell'opposizione».

«A cosa stiamo assistendo? Al declino della democrazia, che sta avvenendo proprio adesso» ha detto said Jean Manes, diplomatica americana. 

Le derive antidemocratiche erano, però, già da tempo sotto gli occhi del mondo e degli Stati Uniti. Poco dopo la vittoria di Nuevas Ideas – il partito di Bukele – per la maggioranza al Congresso, il dipartimento di stato aveva inserito i cinque giudici più potenti della Corte suprema nella lista dei «soggetti corrotti e antidemocratici» e nella prima sessione utile li aveva sospesi dal loro incarico. La motivazione ufficiale, riportata da Elisa Rosales, legislatrice del partito Nuevas Ideas di Bukele, era che ci fossero prove evidenti del tentativo dei giudici di ostacolare la strategia sanitaria del Governo per evitare la diffusione del Covid-19. La destituzione sarebbe stata messa in atto, quindi, allo scopo di proteggere la comunità. Insieme a loro era stato sostituito anche un procuratore generale indipendente, che aveva precedentemente scoraggiato molte delle azioni di Bukele. 

Secondo diversi attivisti per i diritti umani ed esperti giudiziari, è chiaro che l’obiettivo fosse quello di rimuovere qualsiasi opposizione al Governo, teoria avvallata dalla successiva sostituzione dei giudici con altri maggiormente in linea ai progetti del presidente e bendisposti ad accogliere le modifiche strutturali da lui previste per il Paese. Ha seguito, infatti, la recente decisione della Corte di consentire la possibilità di rielezione immediata del presidente per un secondo mandato, fortemente contestata dalla popolazione. In cantiere anche un’altra riforma costituzionale, sulla quale sta lavorando lo stesso Nayib Bukele, che prevede un prolungamento del mandato presidenziale da 5 a 6 anni, l’eliminazione della Sala costituzionale della Corte Suprema di Giustizia e la creazione di un Tribunale costituzionale.

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