Di Maio a Bamako: “Il Mali è un partner cruciale per la stabilizzazione del Sahel”

Luigi Di Maio in un colloquio ufficiale a Bamako

L’ultimo ministro degli Esteri ad essere stato in visita ufficiale in questo Paese era stato Gentiloni nel 2016

BAMAKO. Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio è arrivato a Bamako, la capitale del Mali. Prima di lui, l'ultima visita di un capo diplomazia del nostro Paese risale al 2016, quando alla Farnesina c'era Paolo Gentiloni. Per Di Maio è la prima missione in Africa subshariana e arriva in un momento molto delicato per la storia del Mali. Il Paese, infatti, sta attraversando una fase di transizione politica a seguito del colpo di stato militare del 18 agosto 2020, che ha destituito il presidente Keita. 

«Consideriamo il Mali un partner cruciale per la stabilizzazione del Sahel e per alcuni dossier per noi assolutamente prioritari come la Libia e la lotta ai trafficanti di esseri umani – ha illustrato Di Maio –. Il Mali è la chiave di volta per la stabilità del Sahel e per questo abbiamo deciso di aprire una Ambasciata a Bamako. La nostra Rappresentanza diplomatica ci consentirà infatti di approfondire il partenariato bilaterale in tutti i settori: politico, economico e di sicurezza, dove le eccellenze imprenditoriali italiane possono fornire un forte valore aggiunto in settori chiave quale, ad esempio, quello delle energie rinnovabili».

La Farnesina ricorda che «l’Italia si sta posizionando per avere un ruolo chiave nel Sahel, regione ormai cruciale per la sicurezza non solo nostra ma di tutta l’Europa. Per questo abbiamo aderito alla Coalizione per il Sahel e partecipiamo alla Task Force Takuba con uno dei contingenti più numerosi, portando avanti l’idea di un approccio integrato e multidimensionale alla sicurezza, che tenga conto del legame tra stabilità, buon governo e sviluppo sostenibile e inclusivo. Come Italia siamo impegnati anche a Bruxelles affinché il nuovo Patto Ue sulla migrazione riconosca espressamente la regione del Sahel quale prioritaria. È evidente che non si possono governare le migrazioni senza un rapporto più forte con i Paesi di origine e transito dei flussi migratori». Infine Di Maio ricorda come «In occiasione dell presidenza del G-20 e come co-presidente COP26, quest’anno ospiteremo eventi di alto livello sull’Africa e sul Sahel. A giugno presiederò una sessione dei Ministri degli Esteri del G-20 che abbiamo deciso di dedicare all’Africa».

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