Lagarde avverte i mercati: “Inflazione e rischi sono un pericolo, ma siamo pronti a fare di più”

La numero uno della Bce parla dal forum di Sintra e ammette che le fiammate dei prezzi sono più persistenti del previsto. L'ipotesi di un'accelerazione nel rialzo dei tassi. Sullo scudo anti-spread ci sono ancora divisioni, ma arriverà presto

INVIATO A SINTRA. «Siamo pronti a fare di più». Christine Lagarde cerca di rassicurare i mercati finanziari su inflazione, tassi e scudo anti-spread. E il tentativo, sulle prime, sembra aver colto nel segno. Anche se, in particolare, mancano i dettagli del nuovo strumento per arginare la frammentazione finanziaria. Che arriverà, ha rimarcato la numero uno della Banca centrale europea, ma non è chiaro quando. È però bastato questo a ridurre la pressione su alcuni titoli di Stato, come i Btp italiani, che sono tornati sotto quota 210 punti base. La situazione macroeconomica resta comunque incerta, tanto che l’uscita dai tassi negativi potrebbe subire un’accelerata, come lasciato intendere da Lagarde.

«L'inflazione nell'area dell'euro è indesideratamente alta e si prevede che rimarrà tale per qualche tempo a venire. Questa è una grande sfida per la nostra politica monetaria». Inizia così il discorso più atteso di Lagarde degli ultimi tempi. Dal forum annuale della Banca centrale europea, nella cittadina portoghese di Sintra, la banchiera centrale francese ha cercato di spiegare come mai i prezzi sono così elevati. E persistenti. «L'inflazione nell'area dell'euro oggi è guidata da una complessa combinazione di fattori che riflettono, in parte, le nostre strutture economiche e le nostre dipendenze strategiche. Ciò crea incertezza sulla rapidità con cui l'inflazione tornerà al nostro obiettivo di medio termine», ha spiegato Lagarde ai partecipanti del forum, economisti e investitori. In questo contesto, ha rimarcato, «dobbiamo agire in modo determinato e sostenuto, incorporando i nostri principi di gradualità e di opzionalità. Ciò significa muoversi con gradualità in caso di incertezza sulle prospettive, ma con la possibilità di agire con decisione sull'eventuale deterioramento dell'inflazione a medio termine, soprattutto se vi sono segnali di un disancoraggio delle aspettative di inflazione».

Quest’ultimo fenomeno, ha sottolineato più di un banchiere centrale presente a Sintra, è un rischio che sta aumentando giorno dopo giorno. «Non siamo ancora fuori controllo, ma alcune dinamiche, poche per fortuna, già lo sono», concede dietro anonimato. Ed è anche per questo che fare previsioni è molto complicato, Gli choc sono tanti, ha affermato Lagarde, e le esternalità negative del conflitto in Ucraina possono essere numerose. «Il processo di normalizzazione della nostra politica monetaria proseguirà in modo deciso e sostenuto – ha detto Lagarde –. Ma data l'incertezza che ancora dobbiamo affrontare, il ritmo di normalizzazione dei tassi di interesse non può essere definito ex ante».

Una delle battaglie più aspre si sta consumando proprio sui tassi d’interesse. Per ora il «percorso», come lo ha definito Lagarde più di una volta, prevede un primo rialzo dei tassi il 21 luglio, di 25 punti base. E poi, almeno sulla carta, uno da 50 punti base in settembre. Solo dopo, sulla base dei dati, si deciderà come proseguire. Tuttavia, alla luce di fiammate dei prezzi sempre meno transitori e più persistenti, c’è chi vuole più aggressività. Il banchiere centrale lituano Mārtiņš Kazāks, per esempio, non ha escluso che la normalizzazione della politica monetaria possa accelerare. Per lui già 50 punti base in luglio. Posizione di minoranza, ma che potrebbe prendere piede alla luce dei dati dell’inflazione in giugno. Lagarde non ha escluso che si possa andare in quella direzione, appoggiata anche dal presidente della Bundesbank, Joachim Nagel.

Sul fronte dello strumento anti-frammentazione, le discussioni sono andate avanti, ma le divisioni fra il fronte del Nord, più aggressivo nella gestione del ritiro della liquidità pandemica, e quello del Sud, che vorrebbe una certa gradualità nell’exit strategy, sono ancora ampie. Uno dei mediatori del primo gruppo è stato Klaas Knot, governatore della De Nederlandsche Bank, la banca centrale dei Paesi Bassi. Che insieme a presidente del Banco de España, Pablo Hernández de Cos, sta cercando di portare a compimento il nuovo strumento.

Fin dal primo giorno del forum lusitano Lagarde è apparsa positiva sullo scudo anti-frammentazione. «Se gli spread in alcuni Paesi rispondono in modo rapido e disordinato a una variazione sottostante dei tassi privi di rischio, al di là di quanto sarebbe giustificato dai fondamentali economici, la nostra capacità di attuare un'unica politica monetaria è ostacolata», ha rimarcato. In questa situazione, «un cambiamento nell'orientamento della politica può essere seguito da una risposta asimmetrica delle condizioni di finanziamento, indipendentemente dal rischio di credito dei singoli mutuatari». In altre parole, ci potrebbe essere un rischio per la corretta trasmissione della politica monetaria della Bce.

Sullo scudo, Lagarde ha spiegato che agirà in due modi. In primo luogo, «utilizzeremo la flessibilità nel reinvestire i riscatti in scadenza nell'ambito del programma di acquisto di emergenza pandemica (Pepp) per preservare il funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria». In altre parole, tali rimborsi potranno, a seconda dei casi, «essere investiti all'interno dell'Eurosistema nei mercati obbligazionari di giurisdizioni in cui è a rischio una trasmissione ordinata. Abbiamo deciso di applicare questa flessibilità nel reinvestimento dei rimborsi in scadenza nel portafoglio Pepp a partire dal 1° luglio». Tradotto: gli oltre 1.700 miliardi di euro del piano pandemico potranno essere utilizzati per proteggere gli spread. In seconda battuta, ha sottolineato Lagarde, «abbiamo deciso di incaricare i competenti comitati dell'Eurosistema, insieme ai servizi della Bce, di accelerare il completamento della progettazione di un nuovo strumento all'esame del Consiglio direttivo». E il nuovo strumento dovrà essere «efficace, proporzionato e contenere sufficienti garanzie per preservare lo slancio degli Stati membri verso una sana politica di bilancio».

La strategia della Bce, che non ha fornito dettagli precisi, è voluta. Fornire un ammontare diretto, o un obiettivo di spread formalizzato, rischia di esporre Francoforte, e i singoli Paesi, alla volatilità dei mercati finanziari. Il tempo dirà se è la scelta giusta, che arriva da lontano. Questo perché a Sintra continuano a essere serrati i confronti tra Bce e Federal Reserve. Uno dei banchieri statunitensi presenti, il numero uno della Fed di St. Louis, James Bullard, ha parlato a lungo con Lagarde sulle dinamiche dell’inflazione sui due lati dell’Atlantico. Bullard le ha ricordato che, sebbene la situazione americana sia ben diversa da quella dell’area euro, la migliore soluzione per evitare di provocare una recessione è quella di restringere il costo del denaro in modo repentino. E fornire dettagli precisi rischi di essere un boomerang con mercati finanziari così tempestosi e altalenanti.

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