Tim, gli americani: “Avanti comunque”, e studiano un’alleanza con Cvc

L’ipotesi di una proposta congiunta col fondo che ha già investito in Italia

Kkr sta valutando di collaborare con Cvc Capital Partners per rilevare Telecom Italia dopo il diniego di Vivendi (azionista di maggioranza della società italiana) all’offerta messa sul piatto dal private equity Usa. Come riferisce Bloomberg le due società hanno avuto colloqui esplorativi sulla possibilità di un'offerta congiunta, dopo il tramonto dell’ipotesi di partnership tra la stessa Cvc e Advent International, «a causa della complessità della transazione e del sostegno percepito dal governo italiano per l'offerta Kkr», dice Bloomberg. Indiscrezioni descritte a La Stampa da fonti vicine al dossier come «ipotesi».

Kkr ha fatto un'offerta preliminare di 50,5 centesimi di euro per azione per Tim, valutando la società a circa 10,8 miliardi di euro (12,1 miliardi di dollari). Un valore troppo basso per Vivendi anche alla luce del balzo in Borsa del titolo all’indomani della manifestazione di interesse da parte degli investitori statunitensi. I quali starebbero valutando di quanto alzare la posta in palio sebbene per ora «l’attenzione rimanga sulla proposta esistente». Cvc, fondo anglo-americano con circa 75 miliardi di dollari di asset gestiti nel 2019, ha completato lo scorso anno una raccolta di 21,3 miliardi di euro per il suo ultimo fondo di punta e tra i suoi precedenti investimenti in Italia ci sono la società di servizi finanziari Cerved e la casa farmaceutica Recordati. Già da diversi mesi starebbe studiando una possibile acquisizione di Tim.

Rimane così la determinazione di Kkr a proseguire l’azione anche in caso di uscita di scena dell’ad Luigi Gubitosi, spiegano le fonti. Il fondo è stato tra i più attivi a livello globale dall'inizio della pandemia su base planetaria come ha confermato il Generale David Petraeus, eroe delle guerre in Iraq e Afghanistan, ex capo della Cia e oggi partner di Kkr. Per il quale svolge funzioni di analisi del rischio nelle aree in cui il fondo investe. «Si tratta di uno strumento che diventerà sempre più importante per gli anni a venire anche perché fa business», ha detto Petraeus nel corso di un evento del Foreign Policy Association al quale è stata invitata La Stampa.

«Siamo intervenuti in Paesi come Messico, Filippine, Colombia, Cile, dove abbiamo lavorato sulla mitigazione delle incertezze», ha detto il generale senza menzionare l’operazione Tim. Ma facendo intendere che, data l’attenzione del colosso del private equity su opportunità e rischi, l’Italia appare al momento un luogo di shopping attraente.

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