Covid, il bollettino del 9 giugno: 23.042 nuovi casi e 84 morti. Tasso di positività in aumento al 12,9%

I dati ufficiali del Ministero della Salute sul coronavirus in Italia: contagi, morti, guariti e terapie intensive di oggi

ROMA. Continuano a crescere i. contagi in Italia e ora sembrano essere in salita anche i morti, oggi 84 contro gli 80 di ieri e i 70 di ieri l’altro. I casi sono 23.042, dato in relativa crescita rispetto ai 22.361 di ieri, ma in netto aumento rispetto a giovedì della scorsa settimana quando erano seimila in meno. Anche il tasso di positività risale dell’1,0% e si porta al 12,9% mentre si contano 2 ricoverati in più nelle terapie intensive e 111 in meno nei reparti di medicina.

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In Piemonte salgono appena da 1.153 a 1.233 i nuovi casi di Covid, con un tasso di positività del 9,8%, sui 12.563 tamponi diagnostici processati. In aumento il numero dei ricoverati, +6 in terapia intensiva, dove il totale è ora di 14, negli altri reparti +8, dato complessivo 245. Si conta anche un decesso.

La curva dei nuovi contagi Covid sembra esseri stabilizzata intorno alla quota dei 2.000 giornalieri in Veneto. I casi di positività nelle ultime 24 ore sono 2.001 (ieri erano stati 1.966), un rialzo rispetto alle ultime settimane. Si registrano anche 5 decessi. Il dato positivo riguarda i numeri ospedalieri. Sono 465 (-19) i malati Covid ricoverati in area medica, mentre sono 23 (-1) quelli in terapia intensiva.

In Toscana sono 1.394 i casi accertati, in aumento rispetto a ieri quando erano 1.273. Maggiore anche il numero di test effettuati (erano 9.679) e il tasso di positività (era 13,15%), oggi è 13,97%. I decessi sono due.

Nel Lazio sono 2.888 i nuovi positivi, 44 in più di ieri mentre i decessi da 7 scendono a 3. Sono sei in meno i ricoverati nei reparti di medicina e uno in terapia intensiva.

Salgono da 1.347 a 1.547 i nuovi casi di contagio da Coronavirus individuati in Puglia nelle ultime 24 ore su 11.026 test per una incidenza del 14%. I decessi, invece, sono stati cinque.

Sono 487 - ieri erano 503 - i contagi riscontrati nelle ultime 24 ore in Calabria con 3.667 tamponi eseguiti e il tasso di positività che dal 12,56% è salito al 13,24%, quattro i decessi.

«Nell'ultima settimana frena la discesa nazionale dei nuovi casi di Covid (-7,8%), che salgono in 22 province. Calano le terapie intensive (-11,7%), i ricoveri ordinari (-15,2%) e i decessi (-28,3%)». Lo rileva l'ultimo monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe relativo al periodo 1-7 giugno 2022. Rispetto alla precedente rilevazione, in diminuzione i nuovi casi (121.726 contro 131.977) e i decessi (392 contro 547). In calo anche gli attualmente positivi (628.977 contro 679.394), le persone in isolamento domiciliare (624.416 contro 674.025), i ricoveri con sintomi (4.342 contro 5.121) e le terapie intensive (219 contro 248).

Il monitoraggio evidenzia un lieve incremento percentuale dei nuovi contagi in Veneto (+1%) e Friuli-Venezia Giulia (+1,6%) e una riduzione in tutte le altre Regioni: dal -3% della Sicilia al -32,8% della Valle D'Aosta. Rispetto alla settimana precedente, in 85 Province si registra una riduzione percentuale dei nuovi casi (dal -0,3% di Parma al -35,2% di Aosta); salgono da 2 a 22 le Province in cui si rileva un aumento (dal +0,4% di Messina, Padova e Roma al +20,2% di Enna), in 7 casi superiore al 10%. In nessuna Provincia l'incidenza supera i 500 casi per 100.000 abitanti, attestandosi tra gli 86 casi per 100.000 abitanti di Bergamo e i 374 di Cagliari.

«Sul fronte degli ospedali - afferma Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione Gimbe - prosegue il calo del numero dei posti letto occupati da pazienti Covid sia in terapia intensiva (-11,7%) che in area medica (-15,2%)». In dettaglio, i posti letto occupati al 7 giugno sono 219 in area critica e 4.342 in area medica. Al 7 giugno il tasso nazionale di occupazione è del 6,7% in area medica (dal 3,5% del Veneto al 16% della Calabria) e del 2,4% in area critica (dallo 0% di Basilicata e Valle D'Aosta al 5,1% del Molise). «Continuano a diminuire gli ingressi giornalieri in terapia intensiva - puntualizza Mosti - con una media giornaliera settimanale di 15 ingressi al giorno rispetto ai 20 della settimana precedente».

È comunque stabile al 2%, nelle 24 ore in Italia, la percentuale di terapie intensive occupate da parte di pazienti con Covid-19, ma il valore è in calo in 5 regioni: Calabria (3%), Liguria (2%), Lombardia (1%), Pa Trento (0%), Umbria (0%). Così come è ferma al 7% l'occupazione dei posti nei reparti ospedalieri di `area non critica´, ma cala in 6 regioni: Campania (7%), Emilia Romagna (7%), Liguria (8%), Molise (3%), Piemonte (3%) e Valle d'Aosta (4%). Questo il quadro che emerge dai dati dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) dell'8 giugno 2022, pubblicati oggi.
In 24 ore, la percentuale di posti nei reparti ospedalieri di area medica o `non critica´ occupata da parte di pazienti conCovid-19 cresce in Sardegna (6%) e Veneto (3%) ed è stabile in 13 regioni o province autonome: Abruzzo (al 12%), Basilicata (11%), Calabria (16%), Friuli Venezia Giulia (7%), Lazio (8%), Lombardia (5%), Marche (6%), Pa Bolzano (8%), Pa Trento (5%), Puglia (8%), Sicilia (14%), Toscana (4%), Umbria (15%).
Nello stesso arco di tempo, l'occupazione dei posti nelle terapie intensive cresce in Friuli Venezia Giulia (2%), Molise (6%) e Piemonte (2%) mentre risulta stabile in 13 regioni o province autonome: Abruzzo (al 2%), Basilicata (0%), Campania (2%), Emilia Romagna (3%), Lazio (3%), Marche (1%), Pa Bolzano (1%), Puglia (3%), Sardegna (3%), Sicilia (3%), Toscana (3%), Valle d'Aosta (0%) e Veneto (1%).

Intanto crollano le somministrazioni delle quarte dosi del vaccino anti-Covid: -55,8% per gli immunocompromessi e -56,2% per gli altri soggetti fragili. Lo rileva sempre l'ultimo monitoraggio della Fondazione Gimbe relativo all'1-7 giugno 2022.

Sono ferme le percentuali di chi ha ricevuto almeno una dose (88,1% della platea) e di chi ha completato il ciclo vaccinale (86,6%). I non vaccinati sono 6,86 milioni, di cui 2,86 milioni di guariti protetti solo temporaneamente. Non hanno ancora ricevuto la terza dose 8,07 milioni di persone, di cui quasi 3 milioni di guariti che non possono riceverla nell'immediato.

«Dobbiamo considerare la pandemia ancora non conclusa: in tanti Paesi da qualche giorno, c'è una curva che ricomincia a crescere e non dobbiamo considerare che la partita è chiusa. Non siamo cioè fuori dal Covid, tuttavia tutto ciò che abbiamo, dai vaccini agli antivirali, ci consente di dire che siamo in una stagione diversa» è il commento alla situazione odierna del ministro della Salute Roberto Speranza. «Voglio continuare a chiedere ai soggetti fragili di proteggersi con la seconda dose booster del vaccino anti Covid», ha detto ancora. «C'è ancora margine di copertura - ha detto - ed i vaccini restano fondamentali. Veniamo da due anni complessi. Oggi siamo in una stagione diversa e abbiamo strumenti contro la pandemia che prima non avevamo ma è necessario continuare ad avere prudenza».

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