Coronavirus, il bollettino del 23 maggio: 9.820 nuovi casi, 80 morti. Tasso di positività al 10,5%

I dati del Ministero della Salute

Dopo mesi ricala sotto quota 10mila il numero dei contagi, che da 17.744 scendono a 9.820 anche se con il punto più basso di tamponi eseguiti, scesi sotto la soglia dei centomila a 93.813. Ma che la curva epidemica sia in netta discesa lo dice il fatto che nonostante i pochi test eseguiti il tasso di positività perde un altro 0,6 e si porta al 10,5%. Risalgono da 34 a 80 i morti, che come trend settimanale sono comunque in discesa. Si contano anche un letto in meno occupato nelle terapie intensive e 12 nei reparti di medicina.

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Sono 551 i nuovi casi di Covid-19 registrati nelle ultime 24 ore in Veneto, un dato in forte discesa per la domenica. Ieri se ne contavano oltre il doppio, 1.389. Si registrano anche 3 vittime. Tutti in discesa anche i dati clinici, con 38.799 attuali positivi, -836 rispetto alle 24 ore precedenti; nei reparti non critici vi sono 650 pazienti (-9) e nelle terapie intensive 39 (-1).

In Toscana sono 1.141.775 i casi di positività al coronavirus, 450 in più rispetto a ieri. I nuovi casi hanno un'età media di 46 anni circa. I guariti crescono dello 0,1% e raggiungono quota 1.099.874 (96,3% dei casi totali). Gli attualmente positivi sono oggi 31.848, -3,5% rispetto a ieri. Complessivamente, 31.482 persone sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (1.168 in meno rispetto a ieri, meno 3,6%).

Nel Lazio su 3.673 tamponi molecolari e 8.717 tamponi antigenici per un totale di 12.390 tamponi, si registrano 1.341 nuovi casi positivi (-375), sono 13 i decessi (+10) il dato comprende alcuni recuperi di notifiche, 716 i ricoverati (-13), 44 le terapie intensive ( = ) e +3.042 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 10,8%. I casi a Roma città sono a quota 895.

Sono appena 968 le persone risultate positive al Covid in Campania nelle ultime 24 ore in Campania contro i 2626 di ieri. con un indice di incidenza del 12,55%, in leggero aumento rispetto all'11,18 di ieri. Il numero dei tamponi effettuati è stato comunque in calo. I morti sono 4. I posti letto di terapia intensiva disponibili sono 585, quelli occupati 31, uno in più rispetto a ieri. I posti letto di degenza disponibili sono 3.160 (tra offerta pubblica e privata), quelli occupati 457 mentre ieri erano 468.

Oggi in Puglia non si registrano decessi a causa del Covid. Dai 5.972 test eseguiti nelle ultime 24 ore sono stati individuati 584 nuovi casi (incidenza del 9,8%), ieri erano 1.184. Delle 43.122 persone attualmente positive 363 sono ricoverate in area non critica (ieri 358) e 20 in terapia intensiva (stabile rispetto a ieri).

«La pandemia ha colpito in modo sproporzionato le popolazioni vulnerabili, comprese quelle economicamente svantaggiate e anziani» e «continua a colpire i sistemi sanitari di tutto il mondo, in alcuni casi in modo grave». Questa la denuncia contenuta nella bozza del documento World Health Statistics 2022, presentato in occasione della 75/ma Assemblea dell'Organizzazione mondiale delle sanità (Oms), in corso a Ginevra. L'Assemblea Mondiale della Sanità è l'organo decisionale dell'Oms e il tema di quest'anno è: Salute per la pace, pace per la salute. Vi partecipano delegazioni di tutti i 194 Stati membri e vede quest'anno all'ordine del giorno anche la guerra in Ucraina e la pandemia di coronavirus, che lasciato fortemente il segno sui sistemi sanitari. I dati del terzo trimestre 2021 mostrano «un miglioramento minimo o nullo delle interruzioni dei servizi sanitari rispetto all'inizio del 2021». Le cure critiche e operative sono state interrotte nel 38% dei paesi e in quasi la metà i servizi di vaccinazione di routine risultavano ancora interrotti nell'ultimo trimestre del 2021. Mentre le disparità di salute sono state accentuate. «Significative disuguaglianze - si legge nel documento - sono alla base della distribuzione dei casi e dei decessi di Covid-19, nonché dell'accesso alle vaccinazioni», tanto che «al 25 aprile 2022, il 74% delle persone nei paesi reddito erano vaccinate ma lo era solo il 12% delle persone nei paesi a basso reddito, dove solo 3 operatori sanitari su 10 avevano completato il ciclo rispetto a una media globale dell'80%».

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