Vaccini, boom di prime dosi in Italia: +40% rispetto alla scorsa settimana. Palù: “Nei prossimi giorni l’ok per i bambini”

La Federazione oncologi, cardiologi e ematologi spinge: «Affrettare la terza vaccinazione nei soggetti fragili e nei malati»

Crescono di circa il 40% rispetto alla scorsa settimana le somministrazioni delle prime dosi. Oggi i primi shot inoculati sono 28.385, ieri erano stati 28.018 e venerdì 25.607 a fronte della media di poco più di 17mila somministrazioni quotidiane la settimana scorsa. Il dato arriva a pochi giorni dall'annuncio dell'introduzione del Super Green Pass da parte del governo e dell'allarme per la diffusione della variante Omicron. Complessivamente, ieri sono state somministrate 294.007 dosi di vaccino anti-Covid. 

Intanto Giorgio Palù, presidente dell'Aifa, durante la trasmissione Mezz'Ora in più, su Rai3 ha annunciato che il vaccino anti Covid per i bambini sarà approvato la prossima settimana e «io farò vaccinare i miei nipotini appena sarà disponibile in Italia, le dosi arriveranno forse a metà dicembre. Lo farò perché con la variante Delta è cambiata la situazione in età pediatrica. I dati americani e anche quelli dell'Iss ci dimostrano che il 30% dei casi li riguarda, ci sono ricoveri. Chiederei ai genitori di farsi questa domanda: c'è più rischio con il vaccino o con il ricovero? Consiglierei di guardare le immagini di chi soffre di fame d'aria».

«È fondamentale dare un impulso decisivo alle terze dosi nei soggetti fragili e nei malati cardiologici e oncologici, in totale almeno 3-4 milioni, anche se il tasso di vaccinazione in queste categorie è già alto pure per le terze dosi: la necessità è confermata anche dai dati in via di pubblicazione dell'Istituto Regina Elena di Roma che, in più di 500 pazienti oncologici, dimostrano chiaramente il declino del tasso anticorpale, fino al suo azzeramento, molto più rapido rispetto al personale sanitario sano dello stesso istituto». A spiegarlo è Francesco Cognetti, presidente della Federazione oncologi, cardiologi e ematologi (Foce).

«Ancora sappiamo pochissimo su questa nuova variante omicron e non si può affermare che essa risponda poco o di meno ai vaccini a mRna finora utilizzati. Detto questo, è chiaro - ha affermato - che bisogna fare ora un grande sforzo sia per la vaccinazione di coloro che finora non si sono immunizzati sia per la vaccinazione dei bambini quando ci sarà il via libera degli enti regolatori., sia per i soggetti fragili».

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