Ercolano, video hot dall’ufficio servizi cimiteriali. Da Striscia la Notizia alla bufera sul Comune

Le dirette erano trasmesse su una piattaforma dedicata. Il collegamento avveniva sempre di mattina, la dipendente era accompagnata anche da uomini 

«Avvieremo subito un procedimento disciplinare nei confronti della dipendente e di chiunque sia coinvolto o ne sia a conoscenza, valutandone finanche il licenziamento. Quanto è accaduto non ammette nessuna scusante e non resterà impunito. È vergognoso». Ciro Buonajuto, sindaco di Ercolano (in provincia di Napoli) e coordinatore regionale di Italia Viva in Campania, è arrabbiato.

Ieri sera Striscia la Notizia ha portato alla luce una storia deplorevole che, per chissà quanto tempo, si è consumata in un ufficio del Comune di Ercolano senza che nessuno abbia mai mosso un dito. Una dipendente pubblica, impiegata nell’ufficio cimiteriale, ha usato il posto di lavoro e le strumentazioni di lavoro per girare video hot trasmessi in streaming su una piattaforma dedicata. Il collegamento avveniva, come rivelato da Luca Abete, sempre di mattina e, in qualche occasione, anche degli uomini hanno partecipato alle performance della donna, a testimoniare il fatto che l’attività della signora non solo non era sconosciuta ma era anche tollerata. Circostanze che questa mattina hanno fatto deflagrare la bomba tra le mani del primo cittadino. Sono stati alcuni esponenti politici dell’opposizione a rivelare che fosse proprio Ercolano il teatro del misfatto (la trasmissione di Antonio Ricci aveva, infatti, taciuto sul luogo del misfatto), accompagnando la propria indignazione da accuse precise al sindaco Buonajuto. Gennaro Miranda di Fratelli d’Italia chiede le «dimissioni della dipendente, del funzionario, del dirigente, dell'assessore e del Sindaco» perché «nessuno può e deve far finta di niente. Nessuno deve far finta che non sapeva». «Dimettetevi e vergognatevi tutti», conclude. Sulla stessa scia Piero Sabbarese di Azione: «Quello che accade negli uffici è responsabilità di chi Governa che non può far finta di niente. Questi fatti dimostrano precisamente quello che stiamo dicendo da un anno: un vuoto politico enorme, un vuoto gestionale, ed un burrone amministrativo senza precedenti». Buonajuto, però, dribbla le contestazioni mosse alla sua persona e prova a difendere l’immagine di Ercolano: «Il comportamento di un singolo non può gettare fango su una intera comunità che da anni porta avanti la sua battaglia contro ogni forma di illegalità e che punta su cultura e turismo per mettersi alle spalle un passato difficile - scrive su Facebook - Noi tutti non possiamo permettere che l'immagine della nostra Ercolano venga compromessa in questo modo».

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