Il bollettino Covid di oggi 28 settembre: 2.985 nuovi casi e 65 vittime, tasso di positività allo 0,9%

I dati del ministero della Salute: gli attualmente positivi scendono sotto quota 100.000

Risalgono da 1.772 a2.985 i contagi per effetto del maggior numero di tamponi, tanto che i tassi di positività scende di mezzo punto allo 0,9%. A confermare che l’epidemia sta frenando ci sono i 29 ricoverati in meno nelle terapie intensive e i 69 nei reparti di medicina. Ma sono sempre tanti i morti: 65, anche se il martedì è giorno di ricalcolo dei decessi dei giorni precedenti. La buona notizia è che sono scesi sotto quota centomila gli attualmente positivi al Covid in Italia: sono 98.872, con un calo di 2.208 nelle ultime 24 ore. Dall'inizio della pandemia i casi sono 4.665.049, i morti 130.807. 

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In Lombardia raddoppiano i casi che da 136 passano a 345 ma con il tasso di positività che va giù dallo 0,9 allo 0,5%.

Anche in Piemonte contagi in risalita da 118 a 192, in questo caso però con il tasso di positività che dallo 0,6 sale allo 0,8%.
In Veneto i nuovi positivi Covid salgono rispetto ai 181 di ieri e 376, ma soprattutto segnano un'impennata i decessi, con 10 vittime in sole 24 in Veneto. Lo riferisce il bollettino della Regione. Il totale degli infetti da inizio dell'epidemia si porta a 468.500, quello dei morti a 11.770. Gli attuali positivi sono 11.049 (-296). Dati positivi arrivano dai ricoveri ospedalieri: in area non critica sono ricoverati 243 malati Covid (-10), in terapia intensiva 52 (-3).

Altri 190 nuovi casi contro i 164 di ieri (età media 37 anni) ma ben nove altri morti nelle 24 ore per Covid in Toscana con un calo dell'età media a 66,2 anni (nei deceduti di ieri era stata di 86,5 anni). Le ultime nove vittime sono state 3 a Firenze, 4 a Prato, 1 a Pistoia e Grosseto. Il totale dei morti sale a 7.157 dall'inizio dell'epidemia.

Oggi nel Lazio su 9.525 tamponi molecolari e 14.366 tamponi antigenici per un totale di 23.891 tamponi, si registrano 252 nuovi casi positivi (+35), in calo rispetto a martedì 21 settembre (-49), 3 i decessi (-1), 388 i ricoverati (-5), 57 le terapie intensive (-2) e 397 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è a 1% Oggi in Puglia salgono da 57 a 125 i nuovi casi di Coronavirus. È quanto emerge dall'analisi dei 13.458 test, per un tasso di positività dello 0,9%. I decessi per Covid sono stati sei in tutta la regione.

Parte subito nel Lazio la campagna per la terza dose agli over 80 con una sponsor centenaria. Ad oltre cento anni testimonial del “booster”, Nonna Valentina, ospite di una Rsa di Rieti, è stata tra le prime anziane ad avere ricevuto il terzo richiamo in Italia e in assoluto la prima nel Lazio. «Non ho sentito nulla, gli infermieri sono stati delicati. Sono felice, neanche mi sono accorta', ha detto la nonna. Collaborativi e ben disposti anche tutti gli ospiti ultraottantenni della Rsa dove si trova Valentina. Qualche anziano ha ringraziato il personale, la maggior parte giovane, e qualcuno ha azzardato `siete come nipoti per noi´.

Mentre il Lazio è pronto a partire in simultanea con somministrazione di terza dose ad appoggiare la scelta è niente di meno che il consigliere scientifico della Casa Bianca, l’immunologo Anthony Fauci. «Non occorre far passare alcun intervallo di tempo tra la vaccinazione contro l'influenza e quella anti Covid-19, con la terza dose», ha detto rispondendo a una domanda della Cnn sui dubbi della gente all'inizio della stagione vaccinale anche per l'influenza e l'arrivo per molti cittadini dei richiami contro il Sars-Cov2. «Ciò che conta è solo fare entrambe le immunizzazioni appena possibile - ha dichiarato - e se ciò significa farsi fare un'iniezione in un braccio e l'altra, allo stesso momento nell'altro, questo va benissimo. Non c'è assolutamente nulla di male». Anzi, ha proseguito, «l'importante è facilitare le opportunità per la gente di ricevere entrambe i vaccini e perciò l'opzione di farli nella stessa visita ` e probabilmente la più conveniente".

Nel frattempo i nostri medici di famiglia lanciano l’appello a vaccinarsi contro l’influenza, che quest’anno minaccia di dilagare più di quanto non abbina fatto nel 2020. «Se è vero che lo scorso anno il virus dell'influenza non ha circolato, quest'anno può ricominciare a camminare sulle gambe delle persone che hanno ripreso a spostarsi e a viaggiare» e di conseguenza, «i 19 milioni di vaccini antinfluenzali che le regioni hanno prenotato, vanno somministrati»: è l'appello di Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (Simg), che, in occasione dell'evento web di Assosalute «Influenza e Covid», dà indicazioni su come approcciarsi alle cure dell'influenza e come escludere si tratti di Sars-Cov-2. Se si riscontra una sintomatologia riconducibile sia al Covid-19 che all'influenza, Cricelli suggerisce l'utilizzo di «tamponi combo, che danno risposta in tempo reale: sono tamponi con doppio reagente (uno per test Covid antigenico e uno per i virus antinfluenzali) che abbiamo iniziato a utilizzare negli studi dei medici di famiglia già lo scorso anno».
Una volta escluso con sicurezza il sospetto di Covid, «il trattamento raccomandato in caso di influenza è quello dell'automedicazione responsabile, in accordo con il proprio medico, che monitorerà la situazione». I farmaci senza obbligo di ricetta, se utilizzati in modo corretto, possono essere alleati preziosi. No quindi agli antibiotici se non su espressa indicazione medica, sì invece agli antipiretici. Anche questi ultimi, però, «non vanno assunti sempre e a prescindere». L'obiettivo, conclude Cricelli, deve essere «attenuare i sintomi influenzali e tenerli sotto controllo, senza `coprirli´, così da poter monitorare l'evoluzione della malattia».

La prossima stagione influenzale «potrebbe essere di media intensità, con un numero compreso tra 4 e 6 milioni di casi: sono numeri indicativi per dire che probabilmente non sarà una stagione pesantissima, come le ultime che precedettero il disastro del Covid. Ma questo dipenderà anche da quanti si vaccineranno per l'influenza», mette a sua volta in guardia Fabrizio Pregliasco, ricercatore di virologia all'Università degli Studi di Milano e direttore sanitario dell'Istituto Galeazzi di Milano, durante l'evento WEB di Assosalute «Influenza e Covid - tra varianti e variabili».

La pandemia ha avuto comunque ricadute positive sull'attenzione che le persone dedicano alla propria salute. Il 35% degli italiani dichiara di volersi vaccinare quest'anno contro l'influenza e 8 italiani su 10 prestano più attenzione ora al loro stato di salute e alla prevenzione rispetto al passato. È quanto emerge da una nuova ricerca di Assosalute, condotta in collaborazione con l'Istituto di ricerche Human Highway e presentata oggi all'evento web «Influenza e Covid - tra varianti e variabili». «Dal 2020 - ha spiegato Giovanna Hotellier, ricercatrice di Human Highway - c'è stato un balzo in avanti nell'intenzione a vaccinarsi contro l'influenza: lo scorso anno, infatti, il 38,3% degli intervistati ha detto che avrebbe voluto vaccinarsi (anche se poi non è detto ci siano riusciti). La domanda rimane alta anche quest'anno, con un 35% di italiani vorrebbe potersi vaccinare in questa stagione influenzale: quindi la vaccinazione antinfluenzale per molti diventa una consuetudine».

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