Indagato per cessione di droga Luca Morisi, l’ex capo della “Bestia” social di Salvini. La Procura: pare un evento occasionale

L’ex capo della comunicazione del Carroccio: «Chiedo scusa a tutti. Non ho commesso reati, ma è una grave caduta come uomo». In casa una piccola quantità di cocaina, sequestrati un cellulare e materiale informatico

ROMA. Dietro le «questioni familiari» che avrebbero portato Luca Morisi, guru della comunicazione di Matteo Salvini, al repentino commiato dalla Bestia il 23 settembre scorso ci sarebbe una storia diversa. «Non c’è alcun problema politico, in questo periodo ho solo la necessità di staccare per questioni familiari», ha spiegato lo stesso Morisi ai tantissimi sorpresi di questa scelta. Ora però c’è un risvolto nuovo: Morisi sarebbe stato protagonista di una storia complessa e dai contorni ancora poco chiari che ha portato il suo nome nel registro degli indagati della procura di Verona per una vicenda che ha a che fare con gli stupefacenti. E' stata trovata anche cocaina, in piccola quantità, nell'appartamento perquisito alcune settimane fa dai carabinieri. La droga non era nascosta, è stata trovata piuttosto facilmente dagli investigatori: una piccola quantità, compatibile con l'uso personale, e quindi un illecito di tipo amministrativo. I carabinieri avrebbero sequestrato nella casa dell'ex guru della Lega anche cellulari e materiale informatico.

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Tutto sarebbe partito dalla perqusizione di tre ragazzi fermati dai carabinieri nel Veronese. In auto i militari avrebbero trovato un flacone di droga. I tre avrebbero detto che a fornire loro quella sostanza sarebbe stato proprio l’ex capo della comunicazione del Carroccio.

I due giovani cui Morisi aveva ceduto la droga avrebbero parlato di un «contatto abbastanza occasionale». A riferirlo all'AGI è il procuratore della Repubblica di Verona Angela Barbaglio commentando l'indagine che vede il coinvolgimento dello stesso Morisi per presunta cessione di droga. «Non mi pare risulti altra pregressa attività di spaccio né risulti mai indicato da nessuno come ipotetico spacciatore» ha precisato il procuratore. Resta ancora da chiarire di che tipo di stupefacente si tratti visto che, come spiegato dalla stessa Barbaglio, il «laboratorio di analisi chimica è subissato di richieste e visto che si tratta di un processo corrente, ordinario quindi siamo in coda cronologica perché il fatto risale a più di un mese». 

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Le scuse di Morisi

Ora l’ideatore della campagna social della Lega guidata da Matteo Salvini chiede scusa al partito, al suo segretario e ai suoi familiari dopo le notizie apparse sulla stampa su di lui. A riferirlo, la Lega in una nota. «Non ho commesso alcun reato, ma la vicenda personale che mi riguarda rappresenta una grave caduta come uomo - scrive Morisi - Chiedo innanzitutto scusa per la mia debolezza e i miei errori a Matteo Salvini e a tutta la comunità della Lega a cui ho dedicato gli ultimi anni del mio impegno lavorativo, a mio padre e ai miei famigliari, al mio amico di sempre Andrea Paganella a fianco del quale ho avviato la mia attività professionale, a tutte le persone che mi vogliono bene e a me stesso». E aggiunge: «Ho rassegnato il primo settembre le dimissioni dai miei ruoli all'interno della Lega: è un momento molto doloroso della mia vita, rivela fragilità esistenziali irrisolte a cui ho la necessità di dedicare tutto il tempo possibile nel prossimo futuro, contando sul sostegno e sull'affetto delle persone che mi sono più vicine».

L’addio alla comunicazione della Lega

Giorni fa Morisi aveva lasciato la guida della comunicazione online della Lega. Il professore universitario, “guru” della comunicazione politica di Matteo Salvini, avrebbe preso questa decisione per motivazioni di carattere professionale e familiare: «Cari amici, mi avete scritto in tanti. Ringrazio tutti per l'interesse e l'amicizia: sto bene, non c'è alcun problema politico, in questo periodo ho solo la necessità di staccare per un po' di tempo per questioni famigliari. Un abbraccio e ancora grazie», ha scritto Morisi ai parlametari leghisti in una lettera. Ora, però, emergerebbe un’altra verità.

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Si interrope così un rapporto durato dieci anni in cui, anche grazie alla “Bestia”, la potente macchina social messa a punto da Morisi per diffondere posizioni politiche leghisti, il partito di Matteo Salvini ha incrementato enormemente il proprio peso. Nel corso degli anni Morisi era riuscito a ritagliarsi un ruolo importante all'interno della Lega, grazie anche alla crescente influenza dei social-network all'interno del dibattito politico pubblico.

«Morisi è iscritto nel registro degli indagati per supposta cessione di sostanza stupefacente»
«Si tratta di un fatto banale per quanto riguarda l'autorità giudiziaria. Morisi è iscritto nel registro degli indagati per supposta cessione di sostanza stupefacente, sulla cui natura si attende ancora l'esito delle analisi». Lo dice all'Ansa il procuratore della Repubblica di Verona Angela Barbaglio, in relazione all'indagine che coinvolge Luca Morisi. Non è ancora stato sentito dal pm. «Mi risulta - prosegue Barbaglio - che il difensore dell'indagato abbia preso contatto con il pm titolare dell'indagine - Stefano Aresu ndr. - immagino per parlare degli atti del procedimento».

Le parole di Matteo Salvini
«Quando un amico sbaglia e commette un errore che non ti aspetti, e Luca ha fatto male a se stesso più che ad altri, prima ti arrabbi con lui, e di brutto. Ma poi gli allunghi la mano, per aiutarlo a rialzarsi». Lo scrive, sulla sua pagina Facebook, Matteo Salvini. Il leader della Lega posta una sua foto con Luca Morisi. 

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