Coronavirus, il bollettino del 24 settembre: 3.797 nuovi contagi, 52 morti. Tasso di positività all’1,4%

L’effetto Green Pass sulla campagna vaccinale si è fatto sentire ma solo il 65% della popolazione 12-19 anni ha ricevuto la prima dose

ROMA. Calano da 4.061 a 3.797 i contagi oggi in Italia, il tasso di positività sale di un decimale all’1,4%. Sono 52 le vittime nelle ultime 24 ore mentre si contano 16 ricoverati in meno nelle terapie intensive e 97 quelli nei reparti di medicina.

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Salgono da 443 a 488 i casi in Lombardia dove si contano anche 5 decessi.

In Piemonte casi in diminuzione da 242 a 213 con il tasso di positività su di appena un decimale al 4,1%.
Scendono appena da 428 a 445 i nuovi casi di Covid-19 in Veneto che registra anche sei decessi nelle ultime 24 ore. Calano i malati attualmente in carico, che sono 11.597 (-64), scendono anche i ricoveri nei reparti ordinari, che sono 256 (-4); e di 2 unità' il numero di pazienti in terapia intensiva (55).

Sono 327, appena 5 meno di ieri i contagi oggi in Emilia Romagna dove il tasso di positività sale di un solo decimale al 2,8%.
In Toscana sono 280.734 i casi di positività al Coronavirus, 334 in più rispetto a ieri (329 confermati con tampone molecolare e 5 da test rapido antigenico). I nuovi casi hanno un'età media di 42 anni circa (21% ha meno di 20 anni, 23% tra 20 e 39 anni, 32% tra 40 e 59 anni, 15% tra 60 e 79 anni, 9% ha 80 anni o più). Oggi si registrano 2 nuovi decessi.  Ricoveri in calo: sono 348, 9 in meno rispetto a ieri, di cui 49 in terapia intensiva, 2 in meno

Calano leggermente da 372 a 361 i casi nel Lazio dove i decessi sono 6, la metà di ieri, mentre si liberano due letti nelle terapie intensive.

In Puglia sono stati registrati 157 casi contro i 138 di ieri su 13.030 test per l'infezione da Covid-19, con una incidenza dell'1,2%. Tre i decessi.
In Campania scendono da 419 a 348 i contagi con il tasso di positività che si dimezza dal 4,1 al 2,1%.
Scendono ancora da 178 a 143 i contagi in Calabria, dove il tasso di positività dal 4,9 passa al 4,2% mentre si conta un ricoverato in meno nelle terapie intensive. Dati che allontanano ulteriormente la regione dal rischio di passare in zona gialla.

Dagli Usa una decisione sulla terza dose che potrebbe influire anche sulle nostre scelte, ampliandone la platea alla quale somministrare il cosiddetto “booster”. Con una mossa a sorpresa, rarissima per gli scienziati ed i dirigenti della salute pubblica Usa, i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) hanno infatti preso una decisione in netto contrasto con il loro stesso comitato di esperti: l'Agenzia ha approvato la terza dose di vaccino anti-covid anche per i lavoratori considerati ad alto rischio a causa del loro tipo di occupazione. Come i lavoratori della sanità o gli insegnanti. Il comitato consultivo dei Cdc aveva invece consigliato che il `booster´ fosse riservato solo agli ultra 65enni e alle persone fragili. Un consiglio che contraddiceva l'opinione proprio della Food and drug administration (Fda) che si era invece espressa favore della terza dose anche per i lavoratori a rischio.

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Intanto il ministero della Salute comunica che i test antigenici rapidi su saliva, sulla base delle evidenze disponibili, non sono al momento raccomandati come alternativa ai tamponi oro/nasofaringei, in quanto non raggiungono i livelli minimi accettabili di sensibilità e specificità. Inoltre, i test antigenici su matrice salivare sono al momento esclusi dall'elenco comune europeo dei test antigenici rapidi validi per ottenere la Certificazione verde COVID-19. Lo indica la nuova circolare del ministero della Salute con particolare riferimento al monitoraggio della circolazione virale in ambito scolastico'.
Sono invece validi ai fini del rilascio del green pass quelli salivari molecolari, che devono però essere analizzati in laboratori specializzati ed autorizzati e che richiedono tempi di risposta più lunghi.

Con un’altra circolare lo stesso dicastero raccomanda invece il vaccino anti-Covid alle donne in gravidanza dal secondo trimestre in poi, demandando al medico curante l’indicazione per i primi tre mesi.  «Si raccomanda la vaccinazione anti SARS-CoV-2/COVID-19, con vaccini a mRNA, alle donne in gravidanza nel secondo e terzo trimestre. Relativamente al primo trimestre -è scritto nella circolare-  la vaccinazione può essere presa in considerazione dopo valutazione dei potenziali benefici e dei potenziali rischi con la figura professionale sanitaria di riferimento». La vaccinazione è anche raccomandata per le donne che allattano, senza necessità di sospenderlo.

L’effetto Green Pass sulla campagna vaccinale si è fatto sentire ma ancora solo il 65% della popolazione di 12-19 anni ha ricevuto la prima dose e al momento «anche se l'effetto del rientro a scuola non è ancora visibile sui dati generali del monitoraggio dei contagi che risultano in calo, tuttavia è necessario un monitoraggio strutturale delle scuole». Lo afferma il direttore dell'Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi sanitari dell'Università Cattolica (Altems), Americo Cicchetti in occasione della diffusione del 66/o Instant Report Altems Covid-19. In particolare, si spiega nel rapporto Altems, analizzando l'andamento delle vaccinazioni delle prime dosi, a livello nazionale si registrano le seguenti percentuali per le fasce di età considerate: 12-19 anni (65%), 20-49 anni (75%), 50-69 (82%), 70-79 (89%), over 80 anni (93%). La media nazionale (che considera la fascia di età maggiore di 12 anni) è pari al 80%.

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