Scuola, l’allarme di Gimbe: “L’obiettivo della presenza al 100% è a rischio”

Molte le classi già in quarantena in Italia. Mancano, secondo la Fondazione, gli interventi necessari per evitare la diffusione dei contagi: «Non sono stati realizzati interventi sistematici su aerazione e ventilazione delle aule, nè sulla gestione dei trasporti»

A dieci giorni dall’inizio dell’anno scolastico gli obiettivi del governo di mantenere la presenza al 100% in aula evitando così la didattica a distanza, rischia già di essere disatteso. Del resto si moltiplicano le classi già in quarantena. Così, oggi, è arrivato l’allarme della Fondazione Gimbe che ogni giorno pone un focus sulla situazione contagi in Italia. «L’ambizioso obiettivo del governo di garantire la scuola in presenza al 100% rischia di essere disatteso nei fatti» dice, infatti, Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, intervenuto alla presentazione del rapporto Cittadinanzattiva sulla sicurezza nelle scuole.

«Le evidenze scientifiche - dichiara Cartabellotta - dimostrano che per minimizzare il rischio di circolazione virale nelle scuole bisogna attuare tutti gli interventi di prevenzione». Tuttavia, aggiunge, «nel mondo reale della scuola manca una strategia di screening sistematico di personale e studenti; le regole sul distanziamento sono derogabili in presenza di eventuali limiti logistici; non sono stati realizzati interventi sistematici su aerazione e ventilazione delle aule, nè sulla gestione dei trasporti; la vaccinazione, possibile solo per gli studenti over 12, è in progress e le coperture presentano notevoli differenze regionali; l’obbligo di indossare la mascherina vige solo sopra i 6 anni». Di conseguenza, «l'ambizioso obiettivo del governo di garantire la scuola in presenza al 100% rischia di essere disatteso nei fatti, come dimostra il numero di classi in quarantena già pochi giorni dopo l'inizio dell'anno scolastico», conclude. 

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La scuola non è tutta uguale

E poi ci sono i distinguo del caso. «La scuola non è tutta uguale – dice Cartabellotta –  dal nido fino alla secondaria dal punto di vista della prevenzione al contagio da Covid. E noi "oggi non abbiamo nessuna situazione ottimale». E ha aggiunto: «Forse nelle superiori la situazione è migliore ma lo screening e il distanziamento rappresentano il tallone d'Achille per contrastare la diffusione del contagio».

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La posizione dei presidi

«Alla dad si ricorrerà solo in caso di quarantena ma dire che non ci sarà mai più non è realistico». Ne è convinto il presidente Associazione nazionale Presidi, Antonello Giannelli, intervenuto alla presentazione rapporto Cittadinanzattiva sulla sicurezza nelle scuole. Giannelli ha spiegato che lo slogan del ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi "mai più dad" è «legato a due questioni. La prima è che è stato eliminato l'obbligo di distanziamento che costringevano molte realtà a ricorrere alla dad». Il secondo è che «le Regioni hanno meno possibilità rispetto allo scorso anno di disporre sospensioni della didattica generalizzata. Ecco perché il ministro ha detto mai più dad, ma il problema della quarantena non è eliminabile. Nessun medico se la sente di dire di stare a casa meno di 7 giorni, anche se vaccinato» ha concluso Giannelli.

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