Oltre 800 roghi in Italia. Il capo della Protezione civile Curcio: “Chi appicca incendi è un criminale”

La maggior parte sono concentrati in Sicilia: il presidente Musumeci ha chiesto l’intervento della Protezione Civile. Dieci squadre dei vigili del fuoco impegnate a Catania 

Sono più di 800 gli interventi svolti dalle squadre dei vigili del fuoco nelle ultime 24 ore per gli incendi boschivi e di vegetazione: il numero maggiore in Sicilia, 250, dove il presidente della Regione Nello Musumeci, ha chiesto al capo del governo nazionale, Mario Draghi, la dichiarazione dello stato di mobilitazione del servizio nazionale di Protezione Civile. Dieci squadre a terra sono attualmente impegnate a Catania per diversi incendi di vegetazione che stanno interessando anche oggi il capoluogo etneo. Oltre 100 gli interventi svolti da ieri. Interessate le zone della Piana di Catania, dove sono presenti aree antropizzate con coltivazioni, sulla costa ionica l'oasi del Simeto e Vaccarizzo, dove al momento sono in bonifica e controllo gli incendi dei lidi e dei villaggi coinvolti ieri dalle fiamme. Proseguono le operazioni di spegnimento nell'entroterra catanese, a contrada Passo Martino, Fossa Creta, via Palermo, Belpasso e Castel di Iudica.

Incendi, brucia la Sicilia: roghi alimentati dal forte caldo

Impegnati nelle operazioni 60 vigili del fuoco con 20 automezzi. In miglioramento in questo momento la situazione nel resto della Sicilia: a Palermo i vigili del fuoco sono in azione con due Canadair e una squadra schierata a protezione delle abitazioni a Polizzi Generosa; nel siracusano tre squadre stanno spegnendo tre incendi di vegetazione a Buscemi, Priolo e Noto; in provincia di Messina una squadra è in azione a Mandanici; a Enna sono quattro gli incendi attivi: a Piazza Armerina, a Barrafranca, ad Assoro e a Valguarnera, dove sono maggiori le criticità e stanno operando due squadre a terra e un Canadair. 

Vasto incendio a Catania: le fiamme vicino alle case

In una conferenza stampa il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio ha fatto il punto sulla situazione incendi in Italia.

Emergenza incendi, Curcio (Protezione Civile): ''In Sicilia arriveranno squadre da terra provenienti da altre regioni''

Le “responsabilità nell'ambito di ciò che si fa contro gli incendi boschivi sono chiare. Le norme prevedono che la lotta attiva sia di competenza delle Regioni. E lotta attiva non è solo spegnimento, ma anche sorveglianza, avvistamento. Allo Stato spetta il coordinamento del concorso aereo quando le Regioni non riescono con i propri mezzi a intervenire”,  ha detto il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio che ha anche condiviso i dati sugli interventi di quest’anno. “Abbiamo avuto nella nostra storia anni difficili per la lotta agli incendi - ha spiegato - Il 2021 con 558 richieste si avvicina pericolosamente al 2012, 2017 e speriamo non al 2007. Di queste 558 richieste di intervento di concorso aereo abbiamo una suddivisione per regioni. Circa il 35% sono avvenute da parte della Sicilia, il 20% dalla Calabria e così a scendere”. Di queste 558 richieste più del 33% - ha spiegato ancora Curcio - sono avvenute nell'ultima settimana. 

Situazione di oggi (aggiornamento alle 18.30). “Abbiamo 30 richieste di concorso aereo e di queste in particolare 12 in Sicilia e 5 in Calabria, poi nelle altre Regioni. La Sicilia ha avviato la procedura di richiesta al dipartimento di protezione civile di attivarsi a supporto delle attività della regione – ha spiegato Curcio – Alle ore 17 abbiamo convocato un'unità di crisi per contestualizzare la richiesta della regione Sicilia che prevederà un decreto del presidente del consiglio che verrà firmato a breve. Abbiamo preso atto delle necessità e invieremo delle squadre da terra, sia con squadre da altre regioni e il raddoppio del turno dei vigili del fuoco”. 

L’appello della protezione civile: segnalate ogni piccolo incendio. “Gli incendi non scoppiano quasi mai da soli  ha sottolineato Curcio. Chi appicca incendi è un criminale –  molti sono colposi: un gesto di distrazione, leggerezza o anche di maleducazione può trovare nella secchezza della vegetazione e nelle condizioni climatiche generali la sua propagazione. Su questo dobbiamo fare un appello importante: segnaliamo ogni piccolo incendio perché può portare situazioni più complicate”.

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