Comunali Milano, Usuelli: “Il medico-candidato Bernardo gira armato in ospedale”. Lui replica: “Non è vero, querelo"

Luca Bernardo

Il consigliere lombardo di +Europa ha accusato il primario di pediatria del Fatebenefratelli, e candidato sindaco del centrodestra, di girare con una pistola in reparto. Lui: «Non sono mai entrato in corsia con un'arma»

L’accusa è di quelle pesanti: girare per le corsie dell’ospedale con un’arma. Michele Usuelli, consigliere regionale di +Europa in un’intervista su Repubblica ha accusato il candidato del centrodestra Luca Bernardo, primario di pediatria dell’ospedale Fatebenefratelli di portare la pistola in ospedale, addirittura in corsia.

«Non è un pettegolezzo: è una cosa nota nel mondo della pediatria milanese», ha assicurato Usuelli, che è anche neonatologo e all’inizio della sua carriera da medico ha lavorato con lo sfidante di Giuseppe Sala. La replica del diretto interessato si è fatta attendere qualche ora ma alla fine è arrivata: «Non sono mai entrato in corsia con un'arma e non ho mai portato un'arma addosso, non ci sono neanche armi giocattolo nel mio reparto. Anche se ci sono i clown che fanno ridere i bambini in terapia, mai nessuno si è vestito da sceriffo», ha spiegato Bernardo. Che non ha però negato di avere «il porto d’armi da difesa da circa dieci anni, come la maggior parte dei medici».

Luca Bernardo ammette: "La pistola? L'ho portata in ospedale perché minacciato, mai in corsia"

Dopo la denuncia di Usuelli sono stati molti i commenti arrivati dal centrosinistra. Lia Quartapelle, deputata milanese del Pd, ha chiesto alla «destra di spiegare perché un medico che entra armato in ospedale renderebbe Milano più sicura», e chiarezza era stata chiesta anche da altri esponenti del Pd, come il consigliere regionale Pietro Bussolati, il consigliere comunale Angelo Turco, mentre da Milano Unita anche Paolo Limonta e Elena Lattuada hanno commentato l’episodio considerandolo «gravissimo».

Commenti che Bernardo ha respinto duramente annunciato una querela per diffamazione: «Trovo che certa sinistra dovrebbe smettere di usare metodi da cortina di ferro, usando la diffamazione come strumento. Per questo ho già dato mandato al mio legale contro la diffamazione». Il pediatra ha poi aggiunto: «Ritengo che la campagna elettorale abbia temi seri da affrontare per la nostra città, dalle nuove povertà alla fragilità di molte fasce sociali, alle case fatiscenti nei quartieri popolari della città, alla mancanza di sicurezza, al lavoro, l'ambiente, la mobilità. Tutti temi importanti. Dobbiamo discutere di Milano e del miglioramento della vita di tutti i nostri concittadini».

Per questo, ha concluso il medico «non dormirò la notte finché vedrò ancora una sola persona dormire per strada, non dormirò la notte finché saprò che i nostri bambini non possono giocare nei cortili delle case in cui vivono o nei parchi, finché gli anziani resteranno chiusi in casa per paura che le loro stesse abitazioni siano occupate abusivamente». E infine, «mi permetto un'ultima cosa: il fatto che finito l'orario di lavoro possa andare a visitare chi ha bisogno di cure è in piena linea con il mandato e la missione di medico. Quindi evidentemente per qualcuno il giuramento di Ippocrate non vale. Per me sì, sempre».

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