Coronavirus, il monitoraggio Gimbe: “Nuovi casi in crescita del 5%, ma calano i decessi”

«L'attività di testing continua ad attestarsi su numeri troppo bassi, con la sottostima dei nuovi casi e un insufficiente tracciamento dei contatti»

ROMA. Sono in crescita, rispetto alla settimana precedente, i casi Covid diagnosticati in Italia. Lo rileva la fondazione Gimbe. L'incremento è di 265 casi: 5.571, contro i 5.306 della settimana scorsa. Una crescita percentuale del 5%. In calo invece i decessi, che passano da 220 a 162, con una diminuzione in percentuale del 26,4%. Così come diminuisce un altro indicatore, quello degli attualmente positivi, che oggi sono 42.579 contro i 52.824 della scorsa settimana.

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Continua il trend col segno meno delle terapie intensive che passano da 270 a 187 (-83), con un calo in percentuale del 30,7%. Così anche i ricoverati con sintomi: erano 1.676 la scorsa settimana e sono 1.271 oggi (- 405), con una diminuzione del 24,2%. Meno anche le persone in isolamento domiciliare: da 50.878 passano a 41.121, con una differenza di 9.757 e una diminuzione percentuale del 19,2%.

«Sul fronte dei nuovi casi settimanali - dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - dopo 15 settimane consecutive di discesa si rileva un incremento del 5% rispetto alla settimana precedente. Anche l'attività di testing, dopo 7 settimane di calo, registra un aumento del 15,5%, continuando tuttavia ad attestarsi su numeri troppo bassi, con conseguente sottostima dei nuovi casi e insufficiente tracciamento dei contatti».

Dalla settimana 5-11 maggio il numero di persone testate settimanalmente si è progressivamente ridotto del 60,3%, passando da 662.549 a 263.213, per poi risalire questa settimana a 303.969. In 11 Regioni si registra un'inversione di tendenza con un incremento percentuale dei nuovi casi rispetto alla settimana precedente, mentre le restanti 10 Regioni si confermano in calo (tabella). I decessi, dopo l'apparente stabilizzazione della scorsa settimana verosimilmente imputabile a ricalcoli, hanno ripreso a scendere attestandosi nell'ultima settimana a 162 con una media di 23 al giorno rispetto ai 31 della settimana precedente. «Il trend dei pazienti ospedalizzati - afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe - prosegue la sua discesa sia in area medica che in terapia intensiva, dove l'occupazione di posti letto da parte dei pazienti Covid si attesta al 2%. Tutte le Regioni registrano valori inferiori al 10% e sono 8 le Regioni che non contano pazienti Covid ricoverati in area critica».

In dettaglio, dal picco del 6 aprile i posti letto occupati in area medica sono scesi da 29.337 a 1.271 (-95,7%) e quelli in terapia intensiva da 3.743 a 187 (-95%). Le persone in isolamento domiciliare, dal picco del 28 marzo, sono passate da 540.855 a 41.121 (-94,2%). «Gli ingressi giornalieri in terapia intensiva - spiega Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione Gimbe - sono in calo da oltre 3 mesi e la media mobile a 7 giorni e' di 5 ingressi al giorno».

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