Roma, deridono un ragazzo autistico e gli lanciano uova, poi si scusano: "Andremo a trovarlo ogni settimana"

A denunciare l'accaduto Sara la mamma di Matteo che dopo la rabbia oggi perdona i bulli e rassicura il figlio: «Dai che ci aspetta il mondo fuori»

«Ripartiamo da qui, alzati Matteo pigrone, dai che ci aspetta il mondo fuori». È una frase piena di amore quella che oggi mamma Sara regala a suo figlio, rassicurandolo Lui, ragazzo autistico che vive alla periferia di Roma, d'ora in poi potrà uscire di casa senza temere niente e nessuno. È ormai lontano il ricordo del bruttissimo episodio accaduto la sera del 2 giugno quando i due stavano camminando sul vialetto di fronte alla loro abitazione al Villaggio Prenestino. Erano poco tempo che Matteo aveva vinto la sua paura del mondo esterno e si era convinto a mettere il naso fuori. Anche se per pochissimi metri. Una prova di fiducia minata all'improvviso da alcuni bulli che, passandogli accanto a bordo di una macchina, gli riversano addosso tutta la loro "piccolezza". Ridono di lui, lo prendono in giro, gli urlano: «Obesooo!»

E non contenti gli lanciano anche delle uova. Sara si mette davanti e lo protegge come solo una mamma sa fare. Come uno scudo su cui far rimbalzare ogni tentativo di ferire il proprio figlio. Poi tornata a casa sfoga tutta la sua rabbia sui social. Raccontando l'accaduto. Che ora però ha avuto un esito inaspettato. La donna, nel suo post di denuncia rilanciato da tantissime persone indignate, aveva sfidato quei balordi che avevano attaccato vigliaccamente il suo Matteo invitandoli «a fare in modo che non si ripeta più» quel gesto ignobile. E loro la ascoltano, ammettono l'errore e vanno personalmente a porgere le loro scuse. Promettendo di andare a trovare la vittima di quegli stupidi, odiosi attacchi, almeno una volta a settimana.

Le scuse 

«Per fortuna questa brutta vicenda ha avuto il suo lieto fine - ha raccontato la donna - oggi (mercoledì 3 giugno, ndr) i ragazzi che ieri sera si sono comportati male nei confronti miei e di Matteo, sono venuti a casa a scusarsi e hanno promesso di dedicare un pochino del loro tempo a Matteo. Sono ragazzi che fortunatamente hanno capito di aver fatto una cosa sbagliata, una ragazzata e spero che questa esperienza sia loro di insegnamento per il futuro, nessun rancore ... nessun rancore. Questi ragazzi hanno avuto il coraggio di chiedere scusa e credo  che sia da apprezzare.Grazie anche alla mamma di uno dei ragazzi che è venuta personalmente a casa nostra. Grazie a tutte le tantissime persone che si sono interessate e preoccupate per noi. Una cosa brutta e spiacevole si è trasformato in qualcosa di positivo»

E oggi, 4 giugno, ecco il post in cui la mamma esorta il suo «soggettone» come lo chiama affettuosamente a uscire dalla tana e gli trasmette tutta la serenità necessaria a oltrepassare le offese e gli episodi negativi e guardare avanti, perdonando l'ignoranza di chi non è consapevole di quanto sia dannosa per sé e per gli altri. 

L'invito è corredato da una dolcissima foto in cui il "dormiglione" appare appisolato. 

Proprio dietro alla madre che indossa una maglietta su cui è scritto "I colori di Matteo". Così si chiama l'associazione che la stessa Sara Fioramanti ha fondato e che si occupa di sport e inclusione per il bene dei ragazzi autistici che vivono nel VI Municipio della Capitale. 

Il messaggio di denuncia

Una sfida sempre aperta e un impegno continuo che ora può continuare ancora con la fiducia nel prossimo. Quella perduta per alcune ore come dimostra il messaggio postato a caldo con la foto dei gusci di uova lanciati: « Appena tornata da una delle tante passeggiate fuori al parcheggio di casa mia - ricorda - una seicento grigia con 3 o forse 4 ragazzi all'interno mi vedono passeggiare con Matteo e girano rapidamente con una inversione a U prima passano ad alta velocità ridono e sghignazzano, poi un'altra e velocissima inversione ci passano davanti e noi quasi arrivati alla strada lanciano con rabbia un uovo mancando Matteo che poi avrebbero preso me perché avevo intuito qualcosa e come sempre mi metto davanti per fare scudo e proteggerlo se avessero avuto un mattone avrebbero tirato quello)». « Non contenti fanno un'altra rapida e velocissima inversione a U e passando tutti contenti gridano "A Obbesooo"! - continua la donna -. Ora non commento la felice e divertente esclamazione perché lo so che mio figlio è obeso e gravemente autistico e indifeso, commento il fatto del coprifuoco, della velocità e dell'uovo lanciato. Purtroppo o per fortuna mi conoscono in molti e vi invito a dire a questi poveri e dementi  ragazzi che ci sono prove di quello che hanno fatto e invito loro a fare in modo che non si ripeta più non perché è successo a me, perché non sapevano neanche che noi saremmo usciti quindi poteva capitare a chiunque. Ditegli che io non scherzo e se mi capita li faccio tornare a casa sulle ginocchia la prossima volta»

Poi il risvolto positivo della vicenda e oggi il messaggio di speranza per tutte le persone discriminate che si conclude con una serie di hashtag che parlano di futuro: #ungiornonuovo, #sorridiallavita #sivolta pagina. 

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