Com’è cambiata la “Radio che rende” con la pandemia: “Più device e ascoltatori smart”

I dati del primo appuntamento in streaming di Radiocompass: «La radio agisce efficacemente sulla conversione per l’eCommerce, con vendite incrementali aumentate di quasi il 30%»

Trentaquattro milioni di ascoltatori ogni giorno e un tempo medio di ascolto di tre ore e mezza. Sono i numeri della radio che non solo ha saputo resistere alla pandemia, ma grazie al calo della mobilità ha incrementato le percentuali di ascolto ridistribuendoli su diversi dispositivi. La radio si è evoluta di fronte alle sfide della pandemia, ripensando alle proprie strategie. Sono le conclusioni del primo appuntamento in streaming di Radiocompass, l’evento di FCP-Assoradio in partnership con Mindshare giunto alla quinta edizione, che questa mattina ha proposto un focus sull’efficacia delle campagne pubblicitarie radiofoniche. Un’ora a titolo “La Radio rende”, incentrata sulle capacità della radio di muovere l’interesse nei consumatori: «Questo periodo ha accelerato la digitalizzazione degli italiani e la radio ha saputo trasformarsi, di fatto, in una piattaforma capace di proporsi su device moderni e diversi – ha raccontato Roberto Binaghi, Chairman & CEO  di Mindshare - Un’offerta per ascoltatori che si sono dimostrati sempre più smart».

L’aumento di ascoltatori sui diversi device e le ricadute pubblicitarie
Il numero di ascoltatori che si sono collegati in radio è aumentato dell’8% sui pc e sugli smartophone. Soltanto un esempio di un settore che non è solo autoradio, ma si è dimostrato capace di intrecciarsi nella quotidianità degli utenti grazie ai loro diversi device. E utile, com’è accaduto per anni per il “Drive to store” finalizzato all’acquisto sui canali tradizionalifino a prima della pandemia, anche per attirare sui canali online. Il fenomeno, ribattezzato “Drive to all”, presenta percentuali molto simili sulla capacità di portare clienti a negozi virtuali. Ed è in particolare sul cluster degli ascoltatori abituali che la molteplicità dei device prende il sopravvento: «La radio si è espansa all’interno di diversi contesti di fruizione, creando così nuove occasioni di consumo nel consumer journey, dove l’attenzione ai contenuti editoriali tende a crescere e a stimolare una risposta immediata». L’utente tipo è più attento e nei casi analizzati di lancio di nuovi prodotti è stata registrato un’esplosione delle ricerche, del singolo prodotto o del brand.

La nuova piattaforma Radio riesce a valorizzare non solo i contenuti editoriali, ma anche la pubblicità che risulta essere sempre più un valido supporto nelle decisioni d’acquisto: «La Radio agisce efficacemente sulla conversione anche per l’eCommerce, con vendite incrementali aumentate di quasi il 30%». E aggiunge: «In definitiva quello che abbiamo visto oggi è che il mezzo Radio ha dimostrato, nel periodo in cui tutta l’attenzione era rivolta a Televisione e Internet, di essere in grado di navigare e adattarsi al nuovo scenario, accompagnando i suoi ascoltatori in tutti i momenti della giornata e supportando le aziende che l’hanno pianificata. Speriamo sia un campanello per tutti coloro che l’hanno disertata».

I prossimi appuntamenti
Il secondo incontro di Radiocompass è previsto per giovedì 6 maggio, sempre nell’orario 10-11, dal titolo “La Radio costruisce”, dedicato al ruolo della radio nel media mix e in particolare a come questo mezzo possa avere un ruolo fondamentale nella costruzione della brand awareness e dell’equity di marca. In chiusura è previsto un panel con alcuni tra i più importanti direttori creativi italiani che daranno testimonianza del loro approccio alla comunicazione radiofonica. L’ultimo appuntamento, “La Radio innova”, sarà giovedì 27 maggio con una sessione preserale dalle 17,30 e le 19. Si parlerà del futuro della radio e in cui verranno celebrate le migliori campagne e le iniziative più interessanti degli ultimi 18 mesi (“La radio premia”). A questo incontro parteciperà anche Erica Farber, Presidente e CEO del Radio Advertising Bureau statunitense.

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