Cts, scuole: tutte in Dad nelle zone rosse

C'è un impatto dei nuovi contagi nelle scuole, ma differenziato. Per questo sarebbe auspicabile una modulazione delle misure a seconda delle zone, variabile in base a Comuni o Province e non soltanto su base regionale. E' quanto emergerebbe da una riunione del Comitato Tecnico Scientifico, che stilerà un verbale dal quale potrebbero arrivare indicazioni che saranno prese in considerazione nel nuovo Dpcm.

Secondo il Cts, con la stabilità dei contagi in zona gialla per 3 settimane consecutive, le attuali disposizioni sulle lezioni in presenza non dovrebbero cambiare. Al verbale sarà allegato uno studio Iss, sul quadro contagi-scuole. 

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Nella riunione del Cts «per definire il protocollo e chiudere il fascicolo scuole» emerge che nelle zone rosse, anche quelle presenti in regioni gialle, la scuola verrà chiusa, mentre per le aree arancioni e gialle dovrebbero restare i protocolli in uso. Nella riunione del Cts la soglia di cui si è parlato si attesta sui 250 contagi settimanali ogni centomila abitanti, numeri che già determinano il passaggio in zona rossa. L'altra ipotesi, che non è stata oggetto della riunione ma riguarda ambienti esterni al Comitato, è di valutare l'incidenza di 100 contagi settimanali su 100mila abitanti e viene supportata da altre componenti.

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Il metodo

Un’altra ipotesi è prevedere lezioni a distanza in tutte le scuole nelle zone rosse regionali o in quelle locali, ma anche oltre il superamento di una determinata soglia di incidenza, a prescindere dal colore. Una delle quote in discussione sarebbe intorno ai 100 casi ogni 100mila abitanti. 

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