Insulti sessisti a tre dirigenti donne: paragonate a "Qui, quo, qua" versione femminile

«Basta alla discriminazione di genere»: le consigliere e i consiglieri della Regione Lazio contro la lettera di un avvocato inviata alle direttrici della Asl di Frosinone

ROMA. «Adesso è ora che la facciano finita, non appena una donna arriva ad un posto di comando gli insulti beceri e sessisti non tardano ad arrivare, ma questo non sarà più tollerato». Non usano mezzi termini le consigliere e i consiglieri di maggioranza della Regione Lazio che si schierano compatti in difesa delle direttrici generali della Asl di Frosinone apostrofate con epiteti misogini da parte di un legale e un sindacalista. I due uomini avevano scritto una lettera all'attenzione delle dirigenti per richiamare la loro attenzione su quelli che ritenevano essere problemi gestionali dell'azienda sanitaria in questione. Ma, invece di concentrarsi sui fatti, avevano deciso di sottolineare l'aspetto «di genere» della struttura, ridicolizzandolo. Rivolgendosi alle tre professioniste, Pier Paola D’Alessandro, Eleonora Di Giulio e Simona Carli, come se fossero dei cartoni animati di Walt Disney, ovvero la versione femminile, in quanto tale ancora meno «considerata», dei famosi nipotini di Paperino. E inserendo la loro immagine a inizio missiva.

La risposta
La risposta da parte della maggioranza in Consiglio Regionale della Pisana guidata da Nicola Zingaretti arriva a stretto giro. Forte e chiara, con tanto di nomi e cognomi per dire «basta alla discriminazione basata sul genere»: «L’avvocato Giuseppe Tomasso, in una richiesta di chiarimenti sulla gestione della Asl di Frosinone, firmata a due mani con il Segretario Fials, Francesco D’angelo - si legge nella nota - ha ben deciso di ridurre il tutto ad una buffonata mettendo ben esposta l’immagine sotto la sua intestazione della versione femminile di “qui, quo e qua” i tre personaggi Disney, al fine di ledere l’onore e la dignità delle tre direttrici della Adl ciociara, la Dott.ssa Pier Paola D’Alessandro, la Dott.ssa Eleonora Di Giulio e la Dott.ssa Simona Carli».

Violenza verbale
«La missiva, indirizzata anche all’Assessore D’Amato, è di una violenza verbale inaudita - continua la comunicazione -. Non paghi della pagliacciata in prima pagina hanno deciso di chiamare le tre direttrici, con un profilo ed una competenza professionale di indubbia specchiatura, apostrofandole «Ely, Emy ed Evy», come i tre personaggi di Paperino. Tutto questo in una lettera inviata a degli organi istituzionali e che meriterebbe un certo livello di serietà».

Quindi viene indicata «la parte peggiore della lettera all’apice del sessismo e della misoginia raggiunta da «Cip e Ciop» per usare un linguaggio consono ai due orgogliosi firmatari».

«Scoprendo le carte il duo drammaticamente comico mette in evidenza il vero problema nei confronti delle tre direttrici - viene precisato -. Il problema di Cip e Ciop è il fatto che si tratti di tre donne. I due infatti scrivono: “Una terna femminile non avrebbe potuto reggere all’urto delle problematiche”. Una terna femminile tutta sola al comando per due misogini e sessisti come loro è indubbiamente difficile da mandare giù».

Le differenze di trattamento
Infine il riferimento alle differenze di trattamento quando la dirigenza è al maschile e quando invece è femminile: «Negli anni, le terne tutte al maschile di direttori Asl non  erano mai state messe in dubbio nelle loro capacità per il solo fatto di essere composte da tre uomini, come hanno fatto i due Signori nella loro ignobile e vergognosa lettera. A questo punto, come maggioranza del Consiglio regionale del Lazio, auspichiamo l’intervento della Presidente del Consiglio Nazionale Forense, avvocato Maria Masi, perché certi toni dispregiativi nei confronti delle donne ledono anche l’Ordine degli Avvocati, oltre alle donne tutte». 

La nota-denuncia è firmata indistintamente dalle Consigliere e i Consiglieri regionali di maggioranza: Leodori, Buschini, Battisti, Vincenzi, Mattia, Bonafoni, Ciani, Ognibene, Capriccioli, Cavallari, Di Biase, Civita, Califano, Tidei, Leonori, Lena,Patanè, Minnucci, Grippo, Panunzi, Refrigeri,La Penna e Forte. Un lungo elenco di cognomi uniti non dal genere ma unicamente dalle idee condivise.

La solidarietà di Zingaretti
In serata arriva la solidarietà del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

«Le parole indirizzate alle tre direttrici della Asl di Frosinone, Pier Paola D'Alessandro, Eleonora Di Giulio e Simona Carli sono inaccettabili - fa sapere il governatore in una nota -. Attaccare in ordine al genere è un intollerabile atto sessista, una vera indecenza. Ridicolizzare, denigrare e insultare delle professioniste non è accettabile e non fa certo onore a chi ha firmato la lettera indirizzata all’assessore D’Amato. Non è questo il modo di esporre il proprio pensiero, non si possono esprimere divergenze con mediocri insulti sessisti. Chi lo ha fatto dimentica che dietro a dei ruoli istituzionali ci sono delle persone, che il rispetto è la regola che dovrebbe sempre guidare qualsiasi tipo di dibattito. Alle tre dirigenti va tutta la mia solidarietà».

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