Coronavirus, come cambiano i colori delle regioni: ecco chi passa in zona arancione

Salgono i contagi e con loro anche l’Rt: peggiorano Emilia Romagna, Campania, Molise e Umbria. La Val d’Aosta non va in zona bianca

ROMA. Salgono i contagi e con loro anche l’Rt e a tingersi di arancione sono soltanto Emilia Romagna, Campania e Molise, mentre Bolzano si conferma rossa e l’Umbria resta arancione, ma solo in parte, perché la provincia di Perugia e sei comuni di quella di Terni sono già in lockdown per decisione della regione.

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A sorpresa resta gialla la Valle d’Aosta che sembrava avesse i numeri per entrare nel paradiso della fascia bianca dove tutto può riaprire. L’insieme dei 21 indicatori del monitoraggio della settimana dall’8 al 14 febbraio hanno invece fatto risalire da basso a moderato il profilo complessivo di rischio che esclude la fascia bianca. Per raggiungere la quale la Vallèe dovrà ora ricominciare da capo, stazionando per tre settimane consecutive nel profilo di rischio minore e con un incidenza di contagi inferiore a 50 casi ogni 100mila in una settimana, mentre oggi è per un pelo sopra a quota 50,39. Dovrà ora essere il ministro Speranza a tradurre i numeri del Monitoraggio appena approvato dalla cabina di regia in una Ordinanza che passa di fascia le regioni.

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L’incidenza a livello nazionale nella settimana di monitoraggio, comunica l’Istituto superiore di sanità, cresce rispetto alla settimana precedente (135,46 per 100.000 abitanti (08/02/2021-14/02/2021) vs 133,13 per 100.000 abitanti (01/02/2021-07/02/2021), dati flusso ISS), lontana da livelli (50 per 100.000) che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. L’incidenza settimanale supera la soglia di 250 casi per 100.000 abitanti in tre regioni/PA: Provincia Autonoma di Bolzano (738,20 per 100.000 abitanti), Provincia Autonoma di Trento (254,66 per 100.000 abitanti) e Umbria (277,07 per 100.000 abitanti).

Nel periodo 27 gennaio – 09 febbraio 2021, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,99 (range 0,95– 1,07), in crescita rispetto alla settimana precedente e con un limite superiore che comprende l’uno.

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Una Regione (Umbria) ha un livello di rischio alto secondo il DM del 30 Aprile 2020. Sono 12 (vs 10 la settimana precedente) le Regioni/PPAA con una classificazione di rischio moderato (di cui sei ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e otto con rischio basso. Dieci Regioni/PPAA hanno un Rt puntuale maggiore di 1 di cui nove anche nel limite inferiore compatibile con uno scenario di tipo 2, in aumento rispetto alla settimana precedente.

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Resta stabile il numero di Regioni e Provincie autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (5 Regioni/PPAA). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale continua ad essere alto ma sotto la soglia critica (24%). Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in lieve diminuzione da 2.143 (09/02/2021) a 2.074 (16/02/2021); il numero di persone ricoverate in aree mediche è anche in lieve diminuzione, passando da 19.512 (09/02/2021) a 18.463 (16/02/2021). Tale tendenza a livello nazionale sottende forti variazioni inter-regionali con alcune regioni dove il numero assoluto dei ricoverati in area critica ed il relativo impatto, uniti all’incidenza impongono comunque misure restrittive.

In diminuzione il numero di Regioni e Provincie autonome dove sono state riportate allerte di resilienza (7 vs 11 la settimana precedente). Anche questa settimana nessuna Regione ha riportato molteplici allerte di resilienza.

Infine aumenta il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione, che passa a 29.196 dai 28.360 della settimana precedente. Scende la percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti (29.8% contro il 31,4% di una settimana fa. Aumenta, anche, la percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (33,7% contro il 32,7% della settimana precedente).

Numeri che indicano una accentuata difficoltà del contact tracing e quindi della capacità di spegnere sul nascere i nuovi focolai.

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Salgono i contagi e con loro anche l’Rt e, da quanto si apprende, a tingersi di arancione dovrebbero soltanto Emilia Romagna, Campania e Molise, mentre Bolzano si conferma rossao.

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Nel periodo 27 gennaio – 09 febbraio 2021, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,99 (range 0,95– 1,07), in crescita rispetto alla settimana precedente e con un limite superiore che comprende l’uno.

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