Covid, primo caso di variante inglese nel Lazio

Riscontrato a Rieti a una donna di 50 anni, ora in quarantena nella sua abitazione. Avviato il tracciamento dei contatti. La regione ora in fascia gialla attende di sapere se tornerà in zona arancione

È stato individuato a Rieti il primo caso di variante inglese del Covid-19 nel Lazio. La conferma da parte dell'Istituto Spallanzani è arrivata nel tardo pomeriggio di oggi giovedì 18 febbraio dopo che la Asl della città laziale, dopo i sospetti delle ultime ore, ha accertato la presenza del contagio sul territorio reatino. «È una donna, ha 50 anni e ora in quarantena a casa - spiega Andrea Bonanni dell'azienda sanitaria reatina contattato da LaStampa.it -. Ora si sta procedendo a tracciare contatti stretti e meno stretti come prevede la procedura sulle varianti».

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Già qualche giorno fa l'assessore alla Salute della Regione Lazio, Alessio D'Amato, aveva annunciato in Commissione Sanità: «Nella nostra regione si è cominciata ad affacciare, con una presenza non importante come in altre regioni, la cosiddetta variante inglese». Oltre alla paziente di Rieti, la cui positività di tipo "internazionale" è stata appena ufficializzata, sotto la lente dei controlli anche una scuola di Acilia, alla periferia di Roma, dove i contagi fra gli studenti si sono propagati in maniera molto veloce.

Zona gialla o arancione

Intanto nella regione i positivi oggi sono in lieve aumento come comunicato dall'assessore nel suo report quotidiano in cui si evidenziano 1.025 contagiati, +154 rispetto a ieri, su oltre 11 mila tamponi (-417) e 18 mila antigenici per un totale di 30 mila test. Con 411 decessi (-14) e 1.953 guariti. Rapporto fra positivi e tamponi all'8%. Nella Capitale si rimane sotto quota 500.

C'è attesa per il responso sulla permanenza o meno nella fascia gialla o il ritorno della regione in zona arancione. D'Amato stamattina si diceva ottimista: «Dai dati in nostro possesso del monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) il Lazio dovrebbe rimanere in zona "gialla" con un valore RT a 0.95, una riduzione del numero dei nuovi focolai, una riduzione del tasso di occupazione dei posti letto totali di terapia intensiva e di quelli in area medica entrambi al di sotto delle soglie di allerta. Inoltre vi è una riduzione dell’incidenza per 100 mila abitanti».

«Come sempre diciamo i colori non sono un concorso a premi, ma il frutto del rispetto da parte dei cittadini delle regole di prevenzione - sottolineava l'assessore -. La zona gialla non è mai un disco verde o un tana libera tutti, anzi aumenta la responsabilità e il rigore. Ovviamente attenderemo le valutazioni finali dell’ISS e del Ministero della Salute».

Al via il vaccino per i docenti 

Oggi hanno preso il via le prenotazioni per il vaccino Astrazeneca per i docenti di scuola e università e gli operatori dei servizi per l'infanzia. La prenotazione sarà scaglionata per fasce di età. Una modalità che non riguarda gli studenti (over 18) che potranno rivolgersi ai medici di medicina generale quando arriverà il loro turno. «Ricordo che verranno eseguiti i controlli incrociati con le banche dati e al momento della somministrazione del vaccino, pertanto invito al rispetto delle categorie. La vaccinazione è rivolta alle persone assistite dal servizio sanitario regionale» tiene a puntualizzare D'Amato che domani venerdì 19 inaugura il nuovo Acceleratore Lineare multienergia in Radioterapia a Tor Vergata.

«Alle 18 (di oggi giovedì 18 febbraio, ndr) sono già oltre 23 mila le prenotazioni per la vaccinazione anti Covid-19 del personale scolastico e delle Università, docente e non docente (non studenti) già effettuate nel Lazio»

fa sapere  l’Unità di Crisi Covid-19 della Regione dove è stata superata la quota delle 295 mila dosi, con oltre 116 mila richiami. Si va verso le 55 mila vaccinazioni over 80, sono 3 mila quelle effettuate a domicilio e 262 mila gli anziani che hanno prenotato il proprio turno. 

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