Manovra, il fondo anti Covid scende di 200 milioni. Per la riforma fiscale: 8 miliardi dal 2022

Tre miliardi per la famiglia dal prossimo anno e istituzione di un fondo da 120 miliardi per l’attuazione del programma del Recovery Fund

Duecento milioni in meno per il fondo di sostegno alle imprese fiaccate dalla pandemia e 75 milioni di euro in tre anni per i caregiver. La manovra del governo giallo rossa è pronta e i suoi 229 articoli sono stati inviati al Quirinale. Nelle maglie degli articoli scende a 3,8 miliardi, per il 2021, il fondo «per il sostegno delle attività produttive maggiormente colpite dall'emergenza epidemiologica». Nelle precedenti bozze l'ammontare era di 4 miliardi. Scopo del fondo è «consentire la tempestiva applicazione delle misure di sostegno alle attività produttive». Il Fondo «è ripartito con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con i Ministri interessati per il rifinanziamento per l'anno 2021 di misure di sostegno economico finanziario già adottate nel corso dell'anno 2020 per fronteggiare le conseguenze economiche derivanti dall'emergenza epidemiologica».

Fondo da 120 miliardi per recovery
Arriva un fondo da 120 miliardi in tre anni per «l'attuazione del Programma Next Generation EU». Il «tesoretto» viene istituito «nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, quale anticipazione rispetto ai contributi provenienti dall'Unione Europea, il «Fondo di rotazione per l'attuazione del Next Generation EU - Italia», con una dotazione di 34.775 milioni di euro per l'anno 2021, 41.305 milioni di euro per l'anno 2022 e 44.573 milioni di euro per l'anno 2023». Con la manovra, dunque, arriva anche la prima cornice normativa per l'attuazione del Recovery Plan italiano. Entro marzo vanno definite dal Mef le «procedure amministrativo-contabili» e «le modalità di rendicontazione» delle spese e con Dpcm le modalità «di rilevazione dei dati» di ogni «singolo progetto», con particolare attenzione a tempi e spese. La Ragioneria metterà a disposizione un «apposito sistema informatico».

Caregiver, 75 milioni in tre anni
Per i "caregiver" familiari dal prossimo anno arrivano da 75 milioni da suddividere nel corso del 2022 e 2023. La novità compare nel testo bollinato della legge di bilancio. La norma prevede l'istituzione presso il ministero del lavoro e delle politiche sociali di un «Fondo destinato alla copertura finanziaria di interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico dell'attività di cura non professionale del caregiver familiare, con una dotazione di 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023».

Riforma fiscale, 8miliardi dal 2022

Nella manovra è previsto anche il fondo per la riforma fiscale con una dotazione di 8 miliardi per l'anno 2022 e 7 miliardi di euro dal 2023, di cui una quota non inferiore a 5 miliardi di euro e non superiore a 6 miliardi dal 2022 destinata all'assegno universale e servizi alla famiglia. Al capotolo della riforma fiscale sono destinate inoltre, dal 2022, «fermo restando il rispetto degli obiettivi programmatici di finanza pubblica, risorse stimate come maggiori entrate permanenti derivanti dal miglioramento dell'adempimento spontaneo».

Famiglia, 3 miliardi dal prossimo anno
ll Fondo assegno universale e servizi alla famiglia è incrementato di 3 miliardi nel 2021. Mentre «una quota non inferiore a 5 miliardi di euro e non superiore a 6 miliardi, a decorrere dall'anno 2022, è destinata all'assegno universale e servizi alla famiglia».

Bonus da 100 euro per abbonamenti a quotidiani
Arriva un bonus da 100 euro per gli abbonamenti a quotidiani, riviste o periodici anche in formato digitale. Lo si legge nel testo della manovra bollinato dalla Ragioneria dello Stato, che LaPresse ha potuto visionare. Il contributo, in via sperimentale per il 2021-2022, spetterà ai nuclei familiari con ISEE inferiore ai 20mila euro euro ammessi al voucher internet e pc e sarà utilizzabile per gli acquisti online o nelle edicole. 

Niente norma cybersicurezza
Nel provvedimento bollinato dalla Ragioneria dello Stato non compare più il lungo articolo dedicato all'istituzione dell'agenzia volta a promuovere e sostenere le competenze e le capacità tecnologiche, industriali e scientifiche nazionali nel campo della sicurezza cibernetica e della protezione informatica e lo sviluppo della digitalizzazione in Italia. Intanto la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama ha stabilito che l’Aula del Senato voterà lo scostamento di bilancio il prossimo 25 novembre. 

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