Coronavirus in Italia, il bollettino: crescono i contagi (1.597), stabile il numero di tamponi. Si riaccendono le speranze sul vaccino

Sono 10 i decessi nelle ultime 24 ore, che hanno visto occupare 58 letti in più nei reparti Covid ordinare e 14 nelle terapie intensive 

Continua la risalita dei casi in Italia, oggi 1.597 contro i 1.434 di eri. Sono 10 i decessi nelle ultime 24 ore, che hanno visto occupare 58 letti in più nei reparti Covid ordinare e 14 nelle terapie intensive. Più o meno stabili i tamponi che passano da 96 a 94mila. Ma con grandi differenze regionali, perché se in Lombardia se ne fanno oltre 17mila, in Campania, dove pure si registrano 180 casi in giornata i tampini si fermano a 7.400.
Sempre saldamente in testa nella poco invidiabile classifica dei nuovi contagi la Lombardia, dove se ne contano 245 contro i 218 di ieri.


Salgono i contagi da coronavirus anche in Veneto, dove si passa da 91 a 147 nuovi casi in 24 ore, che portano il totale a 24.356. Sono tuttavia in diminuzione (-11) gli attuali contagiati, che scendono a 2.926, mentre non si registrano vittime rispetto a ieri. Stabile la situazione nei reparti ospedalieri, con 143 ricoverati (+1) di cui 83 positivi, e nelle terapie intensive, con 18 ricoveri di cui 12 positivi. Raddoppiano invece da 10 a 20 i nuovi contagi nella provincia di Bolzano.


In lieve flessione i nuovi casi nel Lazio, che da 175 passano a 163, dei quali 120 a Roma. Nonostante i numeri restino alti la regione comunica che l’Rt è a 0,52, grazie a una buona capacità di monitoraggio. Che proseguirà anche con strutture mobili che agevolino screening e diagnosi di prossimità. Novità scaturita dopo un incontro tra una delegazione tecnica regionale con il professor Andrea Crisanti.
Nel frattempo salgono ancora da 47 a 63 i nuovi casi in Sardegna, dove si conta anche un decesso e dove iniziano a saturarsi i pochi letti di terapia intensiva.
Scendono da 97 a 70 i contagi in Puglia, dove si contano però tre nuove vittime.

A tirare le somme sull’andamento epidemico nella settimana dal 2 all’8 settembre è il consueto monitoraggio della Fondazione Gimbe, che rispetto alla precedente, registra un incremento dei nuovi casi (9.964 vs 9.015) e dei casi attualmente positivi (33.789 vs 26.754). Aumentano anche i pazienti ricoverati con sintomi (1.760 vs 1.380), quelli in terapia intensiva (143 vs 107) e i decessi (72 vs 46). In dettaglio, rende noto la Fondazione, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni: decessi +26 (+56,5%), terapia intensiva +36 (+33,6%), ricoverati con sintomi +380 (+27,5%), nuovi casi +9.964 (+10,5%), casi attualmente positivi +7.035 (26,3%), casi testati +26.255 (+6,6%), tamponi totali: +38.287 (+6,4%). “Nell'ultima settimana - afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione - crescono i nuovi casi e, soprattutto, le persone attualmente positive, sia per l'incremento dei casi testati, sia per il costante aumento del rapporto positivi/casi testati. Si consolida inoltre il trend in aumento delle ospedalizzazioni con sintomi e dei pazienti in terapia intensiva. Sono tutti segnali che, guardando a quello che sta accadendo Oltralpe, impongono di mantenere molto alta l'attenzione”.

L’Istituto superiore di sanità nel frattempo scende in campo per fare chiarezza sull’indice di contagiosità, l’Rt, di poco superiore a uno per l’Iss, addirittura a tre secondo i calcoli dell’Istituto nazionale di fisica nucleare. Nel calcolo dell'indice di trasmissibilità Rt del Sars - che viene diffuso dall'Iss settimanalmente non vengono conteggiati i pazienti asintomatici perché il loro numero “non dipende dalla trasmissibilita' del virus ma dal numero di analisi effettuate”, chiarisce lo stesso Istituto in una Faq sull'indice pubblicata sul proprio sito. “Il metodo statistico di calcolo di Rt è robusto se viene calcolato su un numero di infezioni individuate secondo criteri sufficientemente stabili nel tempo - spiegano invece gli esperti Iss -. Regione per regione, i criteri con cui vengono individuati i casi sintomatici o i criteri con cui vengono ospedalizzati i casi più gravi sono costanti, e il numero di questo tipo di pazienti è quindi strettamente legato alla trasmissibilita' del virus. Al contrario, l'individuazione delle infezioni asintomatiche dipende molto dalla capacità di effettuare screening da parte dei dipartimenti di prevenzione. Il risultato è che un maggiore o minore aumento dei casi asintomatici trovati non dipende dalla trasmissibilità del virus ma dal numero di analisi effettuate. Per questi motivi, le stime di R0 ed Rt non tengono conto delle infezioni asintomatiche”.

Intanto si riaccendono le speranze sul vaccino. Da Amsterdam, sede dell’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, si dicono certi che “presto si farà chiarezza” sulla sospetta reazione avversa che ha per ora sospeso l’arruolamento di nuovi volontari per la sperimentazione di fase 3 del “vaccino di Oxford”. E ad affermare che il vaccino che Astrazeneca sta sviluppando con l'Università di Oxford potrebbe ancora essere pronto prima della fine dell'anno è lo stesso ceo del gruppo farmaceutico, Pascal Soriot, nel corso di una conferenza online in cui ha cercato di rassicurare gli investitori dopo la sospensione temporanea alla sperimentazione, scattata in seguito all'insorgenza di un'infiammazione spinale in uno dei 50 mila volontari che stanno testando il vaccino.

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