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Guerra Russia-Ucraina, Putin alle madri dei soldati: “Raggiungeremo i nostri obiettivi”, poi l’incontro con il ceceno Kadyrov. Bombe su Kherson, ospedali evacuati

Il Papa: «Popolo di Kiev, il vostro dolore è il mio». Esplosioni anche alla periferia di Zaporizhzhia. In arrivo droni “Gray Eagle”, il 70% delle case senza luce nella capitale. Zelensky: «Limitare a 30 dollari al barile il prezzo del petrolio russo»

A CURA DELLA REDAZIONE
Aggiornato alle 22 minuti di lettura

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«L’informazione è anche un'arma di lotta. E gli attacchi mediatici sono piuttosto efficaci». Vladimir Putin incontra le madri dei soldati russi, e l’occasione è buona per rispondere al presidente ucraino Zelensky. «Non lasceremo mai la Crimea». Intanto, nel 275° giorno di guerra, prosegue l'offensiva russa. L’obiettivo è isolare gli ucraini e lasciarli nella morsa del freddo. Zelensky ha accusato la Russia di «crimini contro l'umanità», affermando che la «formula del terrore» russa ha costretto «milioni di persone a rimanere senza rifornimenti energetici, senza riscaldamento, senza acqua, al freddo sotto lo zero».

A Kiev il 70% delle abitazioni non ha la corrente elettrica. Manca il riscaldamento e l'approvvigionamento di acqua, pur funzionando, presenta problemi. La centrale di Zaporizhia viene invece alimentata con generatori d'emergenza. «Il vostro dolore è il mio», scrive papa Francesco in una lettera al popolo ucraino. 

Russia, Putin incontra le madri dei soldati: "Condividiamo il dolore per la perdita dei vostri figli"


Analisi – Il meeting-messinscena di Putin: tra le “madri dei soldati” spuntano funzionarie governative, donne del suo partito, intellettuali organiche. E una cecena madre di due dei comandanti di Kadyrov
Reportage – Tra le fiamme di Bakhmut: “Nel gelo resistiamo ai russi”
Il caso – Guerra in Ucraina, almeno 500 giornalisti indipendenti russi sono scappati da Mosca per “colpire” da fuori. Obiettivo: “Rendere il Cremlino triste”
La storia – Merkel: “Cercai di fare pressioni su Putin, ma non avevo più l’autorità. Per lui conta solo il potere”

Gli aggiornamenti ora per ora

23.21 – Kiev: iniziata evacuazione civili da Kherson
È partito da Kherson un treno diretto a Khmelnytskyi con i primi 100 residenti di che hanno approfittato dell'evacuazione gratuita prevista dal governo. Lo riporta Unian. Secondo il Ministero per il reinserimento dei territori temporaneamente occupati dell'Ucraina, tra loro ci sono 26 bambini, 7 pazienti costretti a letto e 6 persone con mobilità ridotta.

22.54 – Kiev: 15 morti per bombardamento russo su Kherson
«15 residenti sono stati uccisi e 35 feriti, tra cui un bambino, a causa dei bombardamenti nemici», ha dichiarato Galyna Lugova, esponente del municipio di Kherson. Diverse «case private e grattacieli» sono state danneggiate, ha proseguito. «Gli invasori russi hanno aperto il fuoco su una zona residenziale con i lanciarazzi. Un grande edificio ha preso fuoco», ha aggiunto Yarovslav Yanushovich, capo dell'amministrazione militare di Kherson.

22.20 – Aiea, completata missione di una settimana a Chernobyl. Sul sito esperti di sicurezza e protezione nucleare
Il direttore generale dell'Aiea, Rafael Grossi, ha riferito che l'Agenzia per l'Energia Atomica «ha completato una missione di esperti di sicurezza e protezione nucleare di una settimana a Chernobyl, compresa la zona di esclusione istituita intorno alla centrale dopo l'incidente del 1986». Lo riporta un comunicato sul sito web dell'Aiea. «La missione contribuirà a spianare la strada per aggiornamenti e miglioramenti dei sistemi di sicurezza nucleare dell'impianto. Gli esperti dell'Aiea hanno anche acquisito una migliore comprensione delle esigenze di sicurezza e protezione dell'impianto e hanno fornito consigli e indicazioni sul monitoraggio delle radiazioni», continua la nota.

21.37 – Zelensky: oltre 6 milioni di case colpite da blakout
«Stasera i blackout continuano nella maggior parte delle regioni e a Kiev. Più di sei milioni di famiglie in totale», sono state colpite. A dichiararlo, a due giorni dai massicci attacchi russi contro il paese, è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nel suo intervento quotidiano. Le zone più interessate dai blackout, ha precisato Zelensky, sono la regione di Kiev - con le sue 600mila abitazioni private questa sera di corrente - e le province di Odessa, Leopoli, Vinnytsia e Dnipropetrovsk. Zelensky ha esortato i concittadini che si trovano nelle aree in cui la corrente è stata ripristinata a risparmiare elettricità.

21.33 – Baltici, Polonia e Romania per rafforzamento Nato. Conferenza presidenti in Lituania con Zelensky e von der Leyen
I presidenti di Lettonia, Lituania, Polonia e Romania si sono incontrati oggi nella città lituana di Kaunas a una conferenza alla quale hanno partecipato in videoconferenza anche la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Al centro del dibattito, l'aggressione russa all'Ucraina e questioni legate alla sicurezza della regione. I presidenti si sono detti convinti della necessità di continuare l'appoggio attivo all'Ucraina e dare esecuzione al nono pacchetto di sanzioni contro la Russia. Unanime anche la decisione di assicurare la Russia alla giustizia tramite la creazione di un Tribunale internazionale per i crimini commessi in Ucraina. I presidenti hanno inoltre sottolineato l'esigenza di rafforzare la lotta alla disinformazione anche attraverso la stesura di resoconti che «mettano al centro i fatti» e li opponga «alle menzogne del Cremlino». Al termine dell'incontro, i quattro hanno sottoscritto una risoluzione comune sulla sicurezza regionale e l'integrazione euroatlantica. In essa, ampio spazio è dato alla necessità di irrobustire ulteriormente la difesa della frontiera orientale della NATO e dare sostegno al processo di integrazione europea di Ucraina e Moldova.

21.28 – La presidente ungherese Novak andrà in visita a Kiev
La presidente ungherese Katalin Novak si recherà in visita a Kiev diventando così il più alto rappresentante di uno Stato confinante a visitare l'Ucraina dall'inizio dell'invasione russa. Lo rendono noto i media di Budapest.

21.21 – Ministero della Giustizia di Mosca include Meta tra le organizzazioni estremiste
Il ministero della Giustizia russo ha annunciato oggi che la società Meta - che controlla le piattaforme Facebook, Instagram e WhatsApp - è stata inclusa nell'elenco delle organizzazioni «estremiste». Meta - hanno sostenuto le autorità russe - avrebbe consentito la diffusione di appelli alla violenza contro i cittadini russi, secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa TASS. Una corte russa aveva già dichiarato Meta organizzazione estremista a fine marzo, decisione ratificata dopo l'appello del colosso americano. La Russia da mesi perseguita Meta e le sue attività, accusando la società di aver consentito che i social che controlla diffondessero false informazioni e «propaganda terroristica».

21.08 – Mosca: ostile dichiarazione Parlamento europeo su stato sponsor del terrorismo
Le autorità russe hanno definito la decisione del Parlamento europeo di dichiarare la Russia stato sponsor del terrorismo un «passo poco amichevole» e accusano l'Ucraina di essere stata «pioniera» nel diffondere una retorica che considerano «ingiusta». Le autorità ucraine, ha affermato in una conferenza stampa il viceministro degli Esteri russo, Oleg Siromolotov, hanno lanciato queste accuse «molto prima» della guerra iniziata a febbraio: nel 2014, nell'ambito del conflitto nel Donbass, Kiev ha bollato la sua «operazione punitiva» nella parte orientale del Paese come antiterrorismo. Simorolotov si è quindi rammaricato che la decisione adottata dal Parlamento europeo mercoledì scorso segua il filone di «una campagna informativa e politica» promossa dall'Occidente e che «non ha nulla a che fare con la reale situazione della lotta al terrorismo internazionale». «Se i singoli paesi o il Parlamento europeo vogliono cercare veri terroristi, suggeriamo di dare un'occhiata più da vicino ed arrivare ad una comprensione più profonda di ciò che è accaduto non molto tempo fa nel Mar Baltico e nel Mar Nero, e di non unirsi alla serie di risoluzioni fasulle», ha affermato.

20.13 – Putin: operazione speciale frutto colpo di stato a Kiev nel 2014
«Se non ci fosse stato un colpo di stato in Ucraina nel 2014, non ci sarebbero ostilità ora». Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin parlando con le madri dei militari russi. Lo riporta Ria Novosti. «Siamo finiti in questa situazione perché loro hanno portato a questo», ha aggiunto. Secondo la propaganda russa, infatti, dietro alla rivolta che ha fatto cadere l'allora presidente filorusso Viktor Yanukovych c'erano neonazisti e agenti stranieri occidentali. Per l'Ucraina invece Euromaidan è stata una ribellione in difesa della democrazia.

20.06 – Ucraina, presidenza Ue: prepararsi ad aumento profughi guerra
Nella riunione del Consiglio straordinario Ue Affari interni «i ministri hanno sottolineato l'importanza di continuare a migliorare la pianificazione generale di emergenza nei singoli Stati membri e a livello dell'Unione per affrontare l'aumento del flusso di rifugiati verso l'Unione europea quale conseguenza della guerra di aggressione illegale, non provocata e ingiustificata della Russia contro Ucraina, anche attraverso sufficienti fonti di finanziamento». È quanto si legge nel documento conclusivo della riunione redatto dalla presidenza ceca del Consiglio Ue. «Con circa 4 milioni di rifugiati ucraini che finora hanno ricevuto la protezione temporanea nell'Unione europea, i sistemi nazionali di asilo e accoglienza degli Stati membri si trovano sotto pressione», si precisa nel documento.

19.49 – Eliseo: colloquio con Putin non in agenda prima della visita di Macron in Usa
Emmanuel Macron non prevede un colloquio con il presidente russo Vladimir Putin prima della sua visita negli Stati Uniti la prossima settimana. A renderlo noto è l'Eliseo. «Il presidente non ha un colloquio con il presidente Putin in agenda prima della visita negli Stati Uniti», ha dichiarato ai giornalisti un consigliere del presidente. «Le sue conversazioni con il presidente Putin non sono indicizzate a quelle che potrebbe avere con il presidente Biden», ha commentato. Macron arriverà martedì sera a Washington per una visita di Stato. Il consigliere ha assicurato che un colloquio si svolgerà «abbastanza presto» pur precisando che non è stata ancora fissata una data. A metà novembre, l'Eliseo aveva indicato che Macron avrebbe chiamato Putin dopo il G20, che si è svolto il 15 e 16 novembre in Indonesia.

19.32 – Cremlino: Putin e Kadyrov hanno discusso di compiti unità cecene
Nel loro incontro di lavoro il presidente russo Vladimir Putin e il capo della Cecenia, Ramzan Kadyrov, «hanno discusso dei compiti delle unità cecene durante l'operazione militare speciale». Lo ha reso noto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Lo riporta Ria Novosti.

19.29 – Kiev: missili S-300 russi nella regione di Kharkiv
Le truppe russe hanno lanciato missili S-300 nel distretto di Chuhuiv nella regione di Kharkiv. Lo riferisce Ukrinform, precisando che al momento non vi sono notizie di vittime. «Gli occupanti russi hanno lanciato missili S-300 contro il distretto di Chuhuiv», ha scritto su Telegram Oleg Synegubov, governatore militare regionale di Kharkiv.

19.12 – Aiea: 4 centrali nucleari riconnesse a rete elettrica
L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) ha confermato che quattro centrali nucleari in Ucraina sono state ricollegate alla rete elettrica dopo le interruzioni all'inizio della settimana a causa dei bombardamenti russi. Secondo quanto riferito da Kiev, si tratta degli impianti di Rivne, Ucraina Sud e Khmelnytskyi, insieme a quello di Chernobyl.

19.00 – Tajani sente Stoltenberg: “Rafforzeremo il contributo alla Nato”
«Telefonata positiva con Jens Stoltenberg. Ho sottolineato l'impegno dell'Italia a difesa dei valori occidentali. Grato ai nostri militari impegnati in Kosovo e in tutte le missioni Nato. Rafforzeremo il nostro contributo per l'alleanza atlantica. Insieme per difendere l'Ucraina». Lo scrive su Twitter il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

18.50 – Media ungheresi: la presidente Novak a Kiev
La presidente dell'Ungheria, Katalin Novak, si sta recando in Ucraina su invito del suo omologo ucraino, Volodymyr Zelensky. Lo riferisce il portale d'informazione ungherese index.hu. È la prima visita di alto livello da parte di un rappresentante ungherese ad aver luogo in Ucraina dall'inizio dell'invasione russa del Paese.

18.30 – Zelensky a Von der Leyen: “Bene il lavoro sul nono pacchetto di sanzioni”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reso noto di «aver discusso l'iniziativa sull'export di cereali con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen». In un tweet il leader ucraino ha precisato di avere «ringraziato l'Ue per l'enorme assistenza finanziaria», come anche «per il lavoro avviato sul nono pacchetto di sanzioni» e ha sottolineato che «il prezzo massimo per il petrolio russo dovrebbe essere efficace». Zelensky ha infine annunciato che è stata discussa anche la cooperazione per garantire all'Ucraina una stabilità energetica".

18.00 – Salgono a 15 i morti dei raid russi a Kherson
È salito a 15 morti e 35 feriti, tra cui un bambino, il bilancio degli attacchi russi nella città ucraina di Kherson. Lo ha annunciato il capo dell'Amministrazione militare Halyna Luhova, citata da Ukrinform. «Quindici residenti di Kherson sono stati uccisi e 35, compreso un bambino, sono rimasti feriti negli attacchi russi», ha precisato Luhova, sottolineando che oggi sono stati registrati 78 raid. Secondo la stessa fonte case private e condomini sono stati danneggiati dal massiccio attacco nemico di ieri con le autorità che hanno dovuto evacuare con urgenza 58 residenti di Kherson, compresi 22 bambini.

17.40 – Kiev: “Non c’è una sola centrale che non sia stata colpita dai russi”
«Ad oggi, non c'è una sola centrale termica o centrale idroelettrica in Ucraina che non sia stata colpita dal nemico. Nonostante ciò i produttori di elettricità forniscono una copertura del 70% del fabbisogno». Lo ha assicurato il primo ministro ucraino Denys Shmyhal durante la riunione del gabinetto, riporta Ukrinform. Il capo del governo ha precisato che quasi tutte le infrastrutture critiche del Paese sono state collegate alla rete elettrica. L'infrastruttura ad alta tensione funziona, ma permangono problemi nelle reti di distribuzione delle società energetiche regionali in tutto il Paese.

17.30 – Putin incontra il comandante ceceno Kadyrov
Il presidente russo Vladimir Putin ha in programma oggi un incontro con il comandante ceceno Ramzan Kadyrov. Lo ha annunciato il capo del Cremlino a una delegazione di madri di soldati russi impegnati in Ucraina. «Devo incontrare adesso Ramzan Akhmatovich, ho una riunione di lavoro con lui», ha detto Putin, citato dall'agenzia Ria Novosti. Il presidente russo ha anche accolto la richiesta di una delle madri, Zharadat Aguyeva, di portare i suoi saluti al comandante ceceno.

17.00 – Putin: “La Russia raggiungerà suoi obiettivi in Ucraina”
La Russia «raggiungerà i suoi obiettivi» in Ucraina. Lo ha detto il presidente Vladimir Putin incontrando le madri di alcuni dei soldati impegnati nell'operazione militare.

16.35 – Putin: “Avremmo evitato le perdite se avessimo anticipato la riunificazione del Donbass”
Il presidente russo Vladimir Putin ha espresso il suo rammarico per non aver anticipato la riunificazione del Donbass evitando così «tante perdite tra i civili». Putin, come riporta Ria Novosti, ha parlato durante l'incontro con le madri dei soldati impegnati nella guerra in Ucraina. «Nel 2014 per il Donbass pensavamo sarebbe stato possibile raggiungere un accordo. Ma non abbiamo capito appieno l'umore della gente. È evidente che questa riunificazione sarebbe dovuta avvenire prima, forse non ci sarebbero state così tante perdite tra i civili, non ci sarebbero stati così tanti bambini morti», ha detto Putin.

16.30 – Aiea: “Tutte le centrali ucraine sono riallacciate alla rete” 
Tutte le centrali nucleari ucraine sono riallacciate al sistema elettrico nazionale dopo il completo blackout causato dai bombardamenti russi dei giorni scorsi. Lo afferma il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), Raphael Mariano Grossi, spiegando che l'Ucraina ha confermato che le centrali nucleari di Rivne, Yuzhno-Ukrainian e Khmelnytsky sono state ricollegate alla rete e stanno lavorando per generare elettricità per le esigenze del paese. L'alimentazione elettrica è stata ripristinata anche alla centrale nucleare di Chernobyl. Il collegamento esterno della centrale nucleare ucraina di Zaporizhia (ZAEP) alla rete elettrica è stato ripristinato il giorno dopo la sua disconnessione.

16.20 – Kiev: “Il furto della Crimea è un reato senza termine di prescrizione”
Il «furto» della Crimea da parte delle forze di Mosca è «un reato penale senza termine di prescrizione». A dichiararlo è Mykhaylo Podolyak, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un messaggio su Twitter. «Il diritto internazionale è inesorabile: la Crimea è territorio dell'Ucraina. E qualsiasi tentativo da parte del ladro russo di chiamare “alienazione” la restituzione di un oggetto rubato al proprietario ucraino è legalmente nullo. La Russia dovrà perdere per rendersi conto che il furto di territori è un reato penale. Nessun termine di prescrizione...», ha twittato il consigliere ucraino.

15.34 – Zelensky, limitare prezzo petrolio russo a 30 dollari al barile
«La dipendenza del continente Europa dalle risorse energetiche russe ha iniziato a diminuire. E deve scomparire del tutto». Lo ha affermato il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky durante un discorso al simposio internazionale 'The European Idea' a Kaunas, citato da Unian. «L'Europa e il mondo hanno già iniziato a parlare dell'introduzione dei massimali di prezzo, cioè del limite forzato del prezzo del petrolio russo. Si parla di un livello di presunti 60 o 70 dollari - ha aggiunto Zelensky -. Sono grato ai nostri colleghi polacchi e baltici per i loro suggerimenti, abbastanza validi. Limitare il prezzo a 30 dollari al barile sembra essere una proposta più valida».

15.12 – Papa: “Il dolore del popolo di Kiev è il mio”
«Il vostro dolore è anche il mio»: così papa Francesco si è rivolto in una lettera al popolo di Kiev, che ha definito «un popolo audace, che non si è mai arreso». «Vorrei unire le mie lacrime alle vostre e dirvi che non c'è giorno in cui non vi sia vicino e non vi porti nel mio cuore e nella mia preghiera».

14.24 – Kherson è tornata sotto il fuoco russo, vittime tra civili
Le forze russe hanno nuovamente bombardato oggi la città ucraina di Kherson e sono state segnalate vittime tra la popolazione civile. Lo rende noto il vicepresidente del consiglio regionale Yuriy Sobolevsky, come riporta Ukrinform. "Kherson è stata nuovamente bombardata", ha scritto Sobolevsky. Ieri le forze russe hanno bombardato il territorio della regione di Kherson 49 volte, uccidendo almeno 10 persone e ferendone altre 54. Evacuati diversi malati dagli ospedali. 

14.09 – Onu: “Milioni di persone in estremo disagio per gli attacchi russi”
Almeno 77 persone sono morte, e milioni di persone vivono in condizioni di estremo disagio, a causa degli attacchi russi lanciati da ottobre contro le infrastrutture civili ucraine: lo ha detto l'Alto Commissario per i Diritti umani dell'Onu, Volker Turk, come riporta il Guardian. Dall'inizio di ottobre, le forze russe hanno lanciato missili circa una volta alla settimana con l'obiettivo di distruggere la rete energetica ucraina, paralizzando la fornitura di energia elettrica e termica del Paese, ha affermato Turk. "Milioni di persone sono state ridotte in condizioni di estremo disagio e in condizioni di vita spaventose a causa di questi attacchi - ha detto -. Nel complesso, ciò solleva seri problemi ai sensi del diritto umanitario internazionale, che richiede un vantaggio militare concreto e diretto per ogni obiettivo attaccato".

14.04 – Putin: “Non credete alle  fake news online”
Il presidente russo, Vladimir Putin, in un incontro con le madri dei soldati impegnati nell'operazione militare in Ucraina ha esortato a non fidarsi delle informazioni sugli eventi in corso che appaiono su Internet. "La vita è più complicata e diversificata di quella che viene mostrata sugli schermi televisivi, e ancora di più su Internet. Non potete fidarvi di nulla lì, ci sono molte fake, inganni, bugie", ha detto Putin all'inizio dell'incontro. "L'informazione è anche un'arma di lotta. E gli attacchi mediatici sono piuttosto efficaci", ha sottolineato il capo dello Stato spiegando la decisione di tenere un simile incontro proprio per il fatto che voleva avere informazioni di prima mano dalle madri dei militari e ascoltare le loro valutazioni.

13.47 – Putin alle madri dei soldati: “Per voi ansia e preoccupazione”
"Per voi che avete i figli nella zona di combattimento la festa della mamma è associata con un sentimento di ansia e preoccupazione". Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin incontrando una delegazione di madri di soldati impegnati nell'operazione militare in Ucraina, secondo quanto riferisce l'agenzia Ria Novosti. L'incontro è avvenuto alla vigilia della festa della mamma, che in Russia si celebra domani.

13.18 – La Polonia ordina due navi-spia alla svedese Saab per 620 milioni di euro
Il gruppo svedese di armamenti Saab ha annunciato un contratto del valore di 620 milioni di euro per la fornitura di due navi di intelligence militare alla Polonia, nel contesto delle crescenti tensioni nel Baltico con la Russia. Le consegne sono previste "nel corso del 2027". Le due navi sono specializzate nell'intelligence di origine elettromagnetica e nell'intercettazione di segnali ("signal intelligence" o SIGINT); "vengono utilizzate per consentire l'ottenimento di dati utilizzando l'intero spettro dell'intelligence navale", spiega il gruppo svedese. Saab sara' l'operatore principale del contratto per progettazione e produzione delle navi, che saranno fabbricate in Polonia in un sito del subappaltatore Remontowa Shipbuilding. L'ordine arriva in un contesto di crescenti tensioni nel Mar Baltico dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, in particolare intorno all'enclave russa di Kaliningrad, area altamente militarizzata tra Polonia e Lituania; anche il sabotaggio sottomarino dei gasdotti Nord Stream 1 e 2 ha aumentato le tensioni. Quando le richieste di adesione alla Nato di Svezia e Finlandia saranno convalidate, tutti gli Stati confinanti diventeranno membri.

12.51 – Mosca: “Nato complice dei crimini di Kiev”
"La Nato è complice dei crimini del regime di Kiev". Lo ha scritto su Telegram la portavoce del ministro russo degli Esteri, Maria Zakharova, in risposta alle dichiarazioni di supporto all'Ucraina del segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg.

12.38 – Energia elettrica ripristinata al 70%
I produttori di elettricità hanno ripristinato l'approviggionamento dell'energia elettrica al 70%. Lo riporta l'operatore energetico Ukrenergo, citato da Ukrinform. "Questa mattina, i produttori di elettricità avevano fornito oltre il 70% del fabbisogno di consumo del paese", si legge nel messaggio di Ukrenergo, "l'energia è stata fornita alle infrastrutture critiche in tutte le regioni: hanno avuto la priorità caldaie, stazioni di distribuzione del gas, servizi idrici, impianti di trattamento delle acque reflue. In alcune regioni il trasporto pubblico elettrico è in funzione"

12.34 – Kiev prevede di acquistare elettricità dall'Europa per almeno 500MW
L'Ucraina prevede di acquistare elettricità dall'Europa, una decisione che richiede un meccanismo speciale attualmente in fase di sviluppo: lo ha reso noto Volodymyr Kudrytskyi , presidente del consiglio di amministrazione di NEC Ukrenergo, il gestore della rete elettrica nazionale. Lo riporta Espreso tv. Ukrenergo, ha detto Kudrytskyi , offrirà l'opportunità di importare elettricità dall'Europa per almeno 500MW. "Questo è importante per la nostra sicurezza. Il sistema energetico dell'Unione Europea è in grado di aiutarci nei momenti di bisogno e lo sta facendo. Per quanto riguarda le importazioni commerciali, è tecnicamente possibile, Ukrenergo prevede la possibilità di tali importazioni per una quantità di 500MW e persino 600MW. Sono necessari meccanismi speciali per garantire questa importazione, perché il prezzo dell'elettricità in Europa è più alto che in Ucraina", ha spiegato Kudrytskyi.

12.29 – Berlino, preso atto che Varsavia ritenga Patriot non necessari
L'offerta dei Patriot a Varsavia da parte della Germania è stata fatta pensando "all'esposizione della sua posizione geografica, posta al confine esterno della Nato", e naturalmente alla luce del missile ucraino caduto recentemente sul territorio polacco al confine. Lo ha spiegato un portavoce del governo tedesco, rispondendo a Berlino in conferenza stampa a una domanda sulla reazione di Varsavia, che ha rifiutato chiedendo che il sistema sia messo a disposizione dell'Ucraina. "Abbiamo preso atto con interesse che non viene considerato necessario", ha affermato la portavoce di Olaf Scholz, Christiane Hoffmann.

12.22 – Stoltenbger: “Sviluppi al tavolo negoziale dipendo da quanto accaduto sul campo di battaglia”
"La maggior parte delle guerre terminano con negoziati, ma quello che avviene al tavolo negoziale dipende da quello che è accaduto sul campo di battaglia. Quindi la cosa migliore per aumentare le possibilità di una soluzione pacifica è sostenere l'Ucraina. Non ci tireremo indietro", ha affermato il Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in una conferenza stampa a Bruxelles in anticipo sulla riunione dei ministri degli Esteri dei Paesi alleati a Bucarest martedì e mercoledì della prossima settimana. "I Paesi alleati forniscono (a Kiev, ndr) sostegno militare senza precedenti e mi aspetto che i ministri degli Esteri si impegneranno per aumentare il loro supporto di equipaggiamenti non letali. Alla riunione di Bucarest chiederò più contributi. Sul tempo più lungo, aiuteremo l'Ucraina alla transizione da sistemi d'arma di epoca sovietica a standard Nato e incontreremo Dmytro Kuleba per discutere delle necessità più urgenti e del sostegno a lungo termine", ha quindi anticipato Stoltenberg. "Putin sta fallendo in Ucraina e risponde con più brutalità. Ondate di attacchi missilistici diretti contro cittadini e infrastrutture civili privano gli ucraini di riscaldamento, luce e acqua. Sono tempi duri anche per il resto dell'Europa e per il resto del mondo, stiamo tutti pagando un prezzo per la guerra della Russia in Ucraina. Ma per noi il prezzo è in denaro, per gli ucraini è con il sangue. Se consentiamo a Putin di vincere, tutti noi pagheremo un prezzo più alto negli anni a venire. Se Putin, o altri leader autoritari, vede che l'uso della forza è premiato, la userà ancora per raggiungere i suo obiettivi. E' quindi nei nostri interessi di sicurezza sostenere l'Ucraina. Bisogna ricordare che la Russia è l'aggressore, l'Ucraina è vittima di una aggressione e l'Ucraina ha il diritto di difendersi e noi la aiutiamo a farlo".

12.09 – Violenza sulle donne. Kiev: “La comunità internazionale punisca i crimini russi contro le ucraine”
In occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, il ministero degli Affari esteri dell'Ucraina ha rilasciato una dichiarazione in cui sottolinea l'importanza di mobilitare la comunità internazionale per punire l'esercito russo, in particolare per le violenza sessuali commesse in Ucraina. "Insieme ai nostri partner, continueremo a lavorare attivamente con la Corte penale internazionale. Dobbiamo garantire che la dignità di ogni ucraino, in particolare di coloro che hanno subito violenze da parte degli occupanti, sia protetta", si legge nella dichiarazione. In Ucraina sono stati aperti più di 40 procedimenti penali per reati sessuali commessi dall'esercito russo. I difensori dei diritti umani hanno ripetutamente affermato che molti crimini passano inosservati alle forze dell'ordine a causa del rifiuto delle vittime di denunciare pubblicamente le violenze commesse contro di loro.

11.58 – Ukrenergo: “Centrali nucleari ricollegate alla rete elettrica”
Tutte le centrali nucleari nella parte controllata dal governo ucraino sono di nuovo funzionanti e collegate alla rete elettrica principale. Lo ha affermato Volodymyr Kudrytskyi, amministratore delegato dell'operatore energetico Ukrenergo, come riporta Ukrinform. Kudrytskyi ha aggiunto che, se non ci saranno altri problemi, si potranno sospendere le interruzioni di corrente di emergenza e tornare a quelle programmate. "Ora il sistema energetico è completamente integrato, tutte le regioni sono connesse. È di nuovo collegato al sistema energetico dell'Unione europea... Tutte e tre le centrali nucleari situate nel territorio non occupato funzionano... In uno o due giorni raggiungeranno la loro normale capacità pianificata e prevediamo che sarà possibile tornare alle interruzioni di corrente programmate anziché a quelle di emergenza", ha detto Kudrytskyi.

11.27 – Cremlino: “L'Ucraina non riconquisterà la Crimea”
La Russia esclude che l'Ucraina possa riconquistare la Crimea. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dalla Tass, rispondendo a quanto affermato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

11.23 – Zelensky, pronto a valutare liberazione non militare della Crimea. “Nessun accordo senza il ritiro della Russia da tutti territori occupati”
Volodymyr Zelensky è pronto a prendere in considerazione opzioni per la liberazione non militare della Crimea, ma esorta a non perdere tempo con soluzioni che non comportino la restituzione di tutti i territori occupati: lo ha detto lo stesso presidente ucraino in un'intervista al Financial Times pubblicata oggi. "Capisco che tutti sono confusi dalla situazione e da cosa succederà alla Crimea. Se qualcuno è pronto ad offrirci una via per liberare la Crimea in modo non militare, non potrò che essere favorevole", ha detto Zelensky definendo il conflitto in corso una "guerra di forza e resilienza". Ma finché la Russia non si ritirerà da tutti i territori occupati non può esserci una soluzione durevole al conflitto. "Dobbiamo riavere tutti i territori... perché credo che il campo di battaglia sia la strada (da seguire) quando non c'é la diplomazia", ha affermato: "Se non possiamo riprenderci tutta la terra, la guerra viene semplicemente congelata. E' una questione di tempo prima che ricominci". L'Ft ricorda che mercoledì la Russia ha lanciato 70 missili contro le infrastrutture ucraine, lasciando l'80% del Paese al buio e senza acqua. Tutti e 15 i reattori nucleari ucraini, inoltre, sono stati scollegati dalla rete perché la fornitura di elettricità era diventata instabile. "E' stato il tipo di incidente che non succedeva da non so quanti anni, forse 80-90 anni - ha commentato Zelensky -Un Paese nel continente europeo completamente senza luce".

11.21 – Putin incontra le madri dei soldati in guerra
Il presidente russo Vladimir Putin incontrerà oggi le madri dei soldati russi che stanno combattendo "nell'operazione militare speciale" in Ucraina. Lo ha annunciato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, come riporta la Tass. Peskov ha assicurato che le madri potranno parlare con il leader del Cremlino in modo "libero e approfondito", "senza un ordine del giorno specifico". L'incontro è stato deciso a pochi giorni dalla Festa della mamma che in Russia si festeggia l'ultima domenica del mese di novembre e che quest'anno cade il 27 novembre.

11.12 – Salgono a 11 i morti nell’attacco russo a Kherson
Sono 11 i morti e 46 i feriti nell'attacco russo che ieri ha colpito la città ucraina di Kherson. Lo rende noto il capo dell'ufficio di presidenza ucraino, Kyrylo Tymoschenko, su Telegram. Dopo le "aggressioni armate" russe nella giornata di ieri la regione di Donetsk conta 3 feriti, si registra 1 ferito nella regione di Zaporizhzhia e 2 persone sono state ferite da una mina nella regione di Kharkiv. 

10.49 – Stoltenberg: “Porta della Nato è aperta”
"La porta della Nato è aperta". Così il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha esordito nella risposta a una domanda relativa alla richiesta di adesione dell'Ucraina, nel corso della conferenza stampa di presentazione della ministeriale Esteri della Nato che si terrà il 29 e 30 novembre a Bucarest. "Certamente il percorso affinché l'Ucraina si muova per diventare membro prevede che ci muoviamo con loro dando sostegno anche pratico", ha detto ancora Stoltenberg, aggiungendo che "adesso il focus più urgente è fornire sostegno all'Ucraina, anche sostegno militare per garantire che Putin non vinca la guerra e che gli ucraini siano capaci di liberare i territori".

10.24 – Bombe russe sull’ospedale di Zaporizhzhia
Un ospedale di Zaporizhzhia è stato danneggiato la notte scorsa da un attacco missilistico delle forze russe: lo riferisce su Telegram il governatore della regione, Oleksandr Starukh, come riporta il Guardian. "Il nemico ha nuovamente attaccato la periferia di Zaporizhzhia. Questa volta i missili sono caduti vicino all'ospedale. Fortunatamente le persone non sono rimaste ferite, ma non si può dire lo stesso dell'edificio. Decine di finestre rotte", ha precisato Starukh.

9.52 – Tolstoj (Duma): “Rispediremo Kiev nel 18° secolo”
"A voi occidentali manca il senso della storia", dichiara al Corriere il vice presidente della Duma russa Pjotr Tolstoj, trisnipote del grande scrittore, vicepresidente della Duma e sostenitore della linea più dura contro Kiev. "Basta guardare ai conflitti dei secoli scorsi tra Russia ed Europa per capire", afferma il leader ultranazionalista. "Nell'Ottocento eravamo a Parigi, nel Novecento a Berlino. Quindi, l'unico punto di mediazione è la nostra bandiera su Kiev. Poi vedremo". Quanto alle difficoltà russe sul campo, "questo è un film che si sta facendo l'Occidente - dice Tolstoj - In qualsiasi guerra si verificano periodi di vittorie, momenti di arretramenti e di ridislocazione delle forze prima dell'inverno. La verità è che siamo solo agli inizi. Ma arriveremo ad annientare il nemico, con la nostra strategia, che mi sembra efficace e lecita. Abbattendo ogni sua infrastruttura, rispediremo l'Ucraina nel diciottesimo secolo". Il ritiro da Kherson, prosegue Tolstoj, "non è stato un trionfo dell'Ucraina, come è stato presentato, bensì una nostra tattica per raccogliere le forze e non consentire eccessive vittime. Ma secondo la Costituzione russa Kherson è parte della Federazione Russa e non ho dubbi che tornerà ad esserlo. Come molte altre città della ex Ucraina. Quando tutto sarà finito, credo che nascerà un sistema di sicurezza internazionale diverso. I miti occidentali sulla vittoria definitiva nella Guerra fredda e l'espansione della Nato faranno parte del passato. Sono abbastanza sicuro del fatto che a decidere gli assetti futuri sarà la prossima generazione di politici. Tutti gli attuali leader dell'Europa verranno accantonati, dopo che la loro posizione nel conflitto ha portato un enorme degrado economico ai loro Paesi".

9.33 – Gb: “Riservisti russi male equipaggiati inviati a morire”
I riservisti russi non sono adeguatamente addestrati ed equipaggiati e un gran numero di loro ha perso la vita al fronte nel Donbass: lo scrive il ministero della Difesa britannico nel suo aggiornamento quotidiano dell'intelligence sulla situazione nel Paese. Il rapporto, pubblicato su Twitter, sottolinea inoltre che c'è ancora molta confusione sull'idoneità al servizio dei riservisti in quanto alcuni di loro soffrono di "gravi condizioni di salute croniche". È probabile, proseguono gli esperti britannici, che molti di loro siano morti mentre scavavano "ambiziosi" sistemi di trincee vicino alla città di Svatove, nella regione di Lugansk (est), sotto il fuoco dell'artiglieria pesante ucraina. Un gran numero di riservisti russi, inoltre, è stato ucciso in assalti frontali in aree ucraine ben difese vicino a Bakhmut, nella regione di Donetsk (est). In questo scenario, conclude l'intelligence, il Cremlino è probabilmente preoccupato perchè un crescente numero di famiglie dei riservisti è pronto a rischiare l'arresto pur di protestare per le condizioni in cui versano i loro cari.

8.49 – Aiea: “Oltre a Zaporizhzhia supporto in loco ad altre 4 centrali”
L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) ha iniziato a fornire supporto in loco ad altre quattro centrali nucleari in Ucraina rispondendo alle richieste di assistenza del paese. Lo ha dichiarato il direttore generale Rafael Mariano Grossi. I quattro impianti aggiuntivi sono Rivne, Khmelnytskyi, South Ukraine e Chernobyl. Da settembre, gli esperti dell'Aiea hanno fornito supporto in loco a Zaporizhzhia, la più grande centrale nucleare d'Europa, occupata dalle forze russe. A seguito degli attacchi russi alle infrastrutture energetiche ucraine, le centrali nucleari operative ucraine di Zaporizhzhia, Rivne, Ucraina meridionale e Khmelnytskyi sono state disconnesse dalla rete e "costrette a fare affidamento su generatori diesel di emergenza per l'elettricità di cui avevano bisogno per garantire la loro sicurezza e protezione continue", ha detto Grossi, aggiungendo che "questa situazione senza precedenti sarebbe stata inimmaginabile solo pochi mesi fa. È profondamente preoccupante". "Dobbiamo fare di tutto per prevenire un incidente nucleare in uno qualsiasi di questi impianti nucleari - ha aggiunto il direttore generale - il che non farebbe che aumentare le terribili sofferenze a cui stiamo già assistendo in Ucraina. Il momento di agire è ora".

8.18 – First lady ucraina: “Pronti ad affrontare l’inverno. Abbiamo affrontato sfide peggiori”
La first lady ucraina Olena Zelenska ha detto alla Bbc che l'Ucraina resisterà il prossimo inverno nonostante il freddo e i blackout causati dai missili russi, e continuerà a combattere quella che descrive come una guerra di visioni del mondo, perché "senza vittoria non può esserci pace". "Siamo pronti a sopportare questo", afferma Olena. "Abbiamo avuto così tante terribili sfide, visto così tante vittime, così tanta distruzione, che i blackout non sono la cosa peggiore che ci possa capitare". Poi, la first lady cita un recente sondaggio in cui il 90% degli ucraini ha affermato di essere pronto a vivere con la carenza di elettricità per due o tre anni se vedesse la prospettiva di aderire all'Unione europea. Questo, aggiunge, di fronte al fatto che "è facile correre una maratona quando sai quanti chilometri ci sono". Però, gli ucraini non conoscono la distanza che devono percorrere. "A volte può essere molto difficile, ma ci sono alcune nuove emozioni che ci aiutano a resistere." Quanto alla vita in famiglia e al fatto che veda poco il marito, il presidente Zelensky, la first lady aggiunge che incontrarsi "è molto raro oggi. Molto raro. Vivo separatamente con i miei figli e mio marito vive al lavoro", spiega. "Soprattutto, ci mancano le cose semplici: stare seduti, senza guardare l'ora, tutto il tempo che vogliamo".

8.09 – Difese aeree russe in funzione ad Armyansk in Crimea
"Cari residenti della città di Armyansk, per favore, mantenete la calma. Il sistema di difesa aerea funziona". E' quanto scrive su Telegram Vasily Telizhenko, capo dell'amministrazione comunale della città della Crimea settentrionale senza fornire ulteriori dettagli.

8.02 – Oltre 15 mila persone scomparse in Ucraina dall’inizio della guerra
Oltre 15.000 persone sono scomparse in Ucraina dall'inizio dell'invasione russa il 24 febbraio scorso: lo ha reso noto un funzionario della Commissione internazionale per le persone scomparse (Icmp), come riporta l'agenzia di stampa Reuters sul suo sito web. Non è chiaro al momento quante persone siano state trasferite con la forza, siano detenute in Russia, siano vive e separate dai loro familiari o siano morte, ha precisato il direttore del programma dell'Icmp per l'Europa, Matthew Holliday. In ogni caso, la ricerca dei dispersi durerà anni, anche dopo la fine dei combattimenti, ha aggiunto Holliday sottolineando che la cifra di 15.000 è prudente se si considera che nella sola città portuale di Mariupol le autorità stimano fino a 25.000 persone morte o disperse. "I numeri sono enormi e le sfide che l'Ucraina deve affrontare sono vaste", ha commentato Holliday.

7.53 – Missili sulla periferia di Zaporizhzhia
I russi "hanno lanciato un razzo contro la periferia di Zaporizhzhia per la seconda volta in un giorno. Le circostanze sono in via di chiarimento". Lo scrive su Telegram il capo dell'amministrazione regionale subordinata alle autorità ucraine Oleksandr Starukh. La città ha già attivato un allarme antiaereo. 

7.38 – Senatori chiedono invio a Kiev di droni “Gray Eagle”
Un gruppo bipartisan di senatori sta spingendo l'amministrazione Biden a trasferire in Ucraina i droni "Gray Eagle" in grado di portare missili Hellfire. Sedici senatori Repubblicani e Democratici, molti dei quali fanno parte della commissione Servizi armati, hanno inviato una lettera al segretario alla Difesa Lloyd Austin in cui criticano il Pentagono per non aver ancora autorizzato la consegna dei “super droni” a Kiev. "Questo particolare sistema - scrivono - accrescerà le possibilità ucraine nel breve periodo e merita di essere riconsiderato". Il gruppo dei firmatari e' guidato dal repubblicano Joni Ernst, rappresentante dell'Iowa, e il democratico centrista Joe Manchin, della West Virginia.

7.07 – Forbes: “La Russia ha speso 82 miliardi di dollari dall’inizio della guerra”
Durante i nove mesi di invasione dell'Ucraina, la Russia ha speso 82 miliardi di dollari in guerra. E' l'analisi effettuata da Forbes, nella sua edizione ucraina, in cui sono stati inclusi i costi diretti necessari per sostenere le operazioni militari ma non la spesa per la difesa stabile e le perdite legate all'economia. Nel 2021 - spiega la testata - tutte le entrate di bilancio della Russia ammontavano a 340 miliardi di dollari: dunque la Federazione Russa ha già speso un quarto delle entrate dello scorso anno in operazioni militari.

00.53 – Zelensky: “Qualsiasi opzione che non comprende la Crimea è una perdita di  tempo”
Il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky, in un'intervista al Financial Times ha definito una «perdita di tempo» qualsiasi opzione per mettere fine alla guerra che non comporti la liberazione della Crimea. «Se qualcuno è pronto a offrirci un modo per liberare la Crimea non tramite mezzi militari sarò sicuramente favorevole», ha spiegato. Mentre chi teorizza un accordo con la Crimea territorio della Federazione Russa «non dovrebbe sprecare il suo tempo in questo».

00.44 – Corrente elettrica a Kiev ridotta a 2-3 ore al giorno
L'elettricità per i residenti di Kiev sarà ridotta a 2-3 ore al giorno fino al completo ripristino dell'energia elettrica nella città. Lo riporta Kyiv Independent citando la società energetica privata ucraina Dtek. La stessa società ha reso noto che l'elettricità è stata ripristinata per circa il 30% dei residenti di Kiev.

00.16 – 7 morti e 20 feriti dopo i raid a Kherson
È salito a sette il numero dei morti dopo i bombardamenti russi ieri su Kherson. Lo ha reso noto il governatore regionale Yaroslav Yanushevych. Circa 20 i feriti nella città del sud dell'Ucraina ritornata sotto il controllo di Kiev, ma che i russi hanno ripreso ad attaccare con artiglieria e lanciarazzi multipli dalla sponda opposta del Dnepr, è stato riferito.

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