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Energia, il Cdm dà il via libera a 8 impianti per rinnovabili. Novità anche per i contratti in Sanità e l’accesso al pubblico impiego

Aggiornato alle 2 minuti di lettura

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(ansa)

ROMA. Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Draghi, ha deliberato l'approvazione del giudizio positivo di compatibilità ambientale per otto progetti di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili (energia eolica, fotovoltaica e geotermica), per una potenza complessiva pari a circa 314 megawatt. Nel dettaglio, si tratta di tre progetti da realizzare in Puglia, tre in Basilicata e due in Toscana.  

Le deliberazioni adottate sostituiscono a ogni effetto il provvedimento di valutazione d'impatto ambientale (VIA). I progetti in questione riguardano un impianto eolico nei Comuni di San Mauro Forte, Salandra e Garaguso (Matera), per una potenza di 72,8 megawatt, quello di «Venusia» nei Comuni di Venosa e Maschito, in provincia di Potenza, da 36 megawatt, e due in provincia di Foggia: quello nei comuni di San Paolo di Civitate località Masseria Difensola, e Poggio Imperiale località La Colonnella (31,35 megawatt), e quello di «Serra Palino» nei Comuni di Sant'Agata di Puglia e Candela (48 megawatt). Ha ricevuto il via libera anche il progetto per l'impianto agri-ovi-fotovoltaico «Copertino» nei Comuni di Copertino e Galatina, in provincia di Lecce, da 60 megawatt. Sono stati deliberati poi il permesso di ricerca finalizzato all'impianto pilota geotermico «Cortolla», nel Comune di Montecatini Val di Cecina (Pisa), da 5 megawatt elettrici; la proroga del termine di validità del provvedimento di valutazione di impatto ambientale per la realizzazione dell'impianto eolico nei comuni di Muro Lucano, Bella e Balvano, in provincia di Potenza, da 55,8 megawatt; e l'impianto pilota geotermico «Castelnuovo».

Sanità
Il Consiglio dei ministri ha inoltre autorizzato il ministro per la pubblica amministrazione, Renato Brunetta, a esprimere il parere favorevole del Governo sull'ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro del personale del comparto Sanità triennio 2019-2021, sottoscritta il 15 giugno 2022 dall'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e dalle confederazioni e organizzazioni sindacali rappresentative. Il contratto si applica a tutto il personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e a tempo determinato dipendente da tutte le aziende ed enti del comparto indicati all'articolo 6 del Contratto collettivo nazionale quadro (CCNQ) sulla definizione dei comparti del 3 agosto 2021 (es: aziende sanitarie, ospedaliere del Servizio sanitario nazionale).

Il Consiglio dei ministri ha inoltre approvato, sempre su proposta del ministro Brunetta e in esame preliminare, un regolamento che introduce modifiche al decreto del presidente della Repubblica 9 maggio 1994, riguardo alle norme sull'accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi, dei concorsi unici e delle altre forme di assunzione nei pubblici impieghi. Il testo stabilisce che l'assunzione a tempo determinato e indeterminato nelle amministrazioni pubbliche avviene mediante concorsi pubblici, «orientati alla massima partecipazione, che si svolgono con modalità che ne garantiscano l'imparzialità, l'economicità e la celerità di espletamento, ricorrendo, ove necessario, all'ausilio di sistemi automatizzati diretti anche a realizzare forme di preselezione e selezioni decentrate per circoscrizione territoriali».

Pubblico impiego
Si stabiliscono i requisiti generali per l'accesso al pubblico impiego e, rispetto alla normativa precedente, si introduce la previsione che ai concorsi possano partecipare i titolari dello status di rifugiato o di protezione sussidiaria e i cittadini di Paesi terzi che siano in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, di un'adeguata conoscenza della lingua italiana, del godimento dei diritti civili e politici negli Stati di appartenenza o di provenienza e di tutti gli altri requisiti previsti per i cittadini italiani. Inoltre, al fine di garantire l'equilibrio di genere nelle pubbliche amministrazioni, si prevede che il bando contenga, per ciascuna delle qualifiche messe a concorso, la percentuale di rappresentatività dei generi nell'amministrazione che lo bandisce. Qualora il differenziale tra i generi sia superiore al 30%, a parità di titoli e di merito, si applica il titolo di preferenza in favore del genere meno rappresentato.

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