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Lombardia, Moratti attacca Fontana: “Mi è stato promesso un passaggio di testimone”. Il governatore: “Chiarisca, con noi o contro di noi”

La vicepresidente: «In campo con una lista civica»

Francesco Moscatelli
Aggiornato 2 minuti di lettura

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MILANO. Cresce la tensione in Lombardia in vista delle regionali del prossimo anno, che sono sempre più legate agli equilibri post-voto interni al centrodestra e alla nascita del nuovo governo. La Lega, uscita indebolita dalla urne e sempre più nervosa, dopo due mesi di schermaglie con la vice-presidente e assessore al Welfare Letizia Moratti, arriva a chiederne brutalmente le dimissioni. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’intervista rilasciata dall’ex sindaco di Milano a Marco Damilano durante la trasmissione “Il cavallo e la torre”.

Letizia Moratti, che a giugno ha annunciato di essere a disposizione del centrodestra per succedere al leghista Attilio Fontana al trentacinquesimo piano di Palazzo Lombardia (mentre la Lega continua a invocare un bis per il “suo” governatore), ha infatti detto in tv quello che ripete da mesi: “Io sono in campo con una rete civica ma coerentemente aspetto una decisione da parte della intera coalizione del centrodestra. Sono stata chiamata dal presidente Fontana in un momento difficile e ho accettato per responsabilità e amore per la mia regione, con l'impegno parallelo di un passaggio di testimone a fine legislatura”. Quindi ha detto il suo No definitivo all’ipotesi di un trasferimento a Roma: “Un incarico ministeriale? Sarei onorata ma non accetterei. Penso di poter dare un maggior valore aggiunto qui nella mia regione”.

Dura la reazione del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana: «A questo punto sono io a chiedere un chiarimento netto e definitivo, già dalle prossime ore, a Letizia Moratti: perché una cosa è far politica, un’altra giocare sull’onorabilità delle persone e amministrare senza sapere da che parte si voglia stare: con noi o contro di noi». «Contrariamente a quanto da lei affermato, non ho mai promesso a nessuno un passaggio di testimone al termine del mio mandato. È una prerogativa dei partiti, allora come oggi. Non era né allora né oggi nella mia disponibilità», ha incalzato Fontana.

La reazione ufficiale del Carroccio è affidata al coordinatore lombardo Fabrizio Cecchetti: “C’è stupore e sconcerto per un assessore come Letizia Moratti che ha lavorato e sta lavorando in una giunta di centrodestra, ma che da mesi annuncia di volersi candidare con altri partiti, appoggiata magari anche dalla sinistra. Con coerenza, ne tragga subito le conseguenze. Con tutte le sfide che attendono Regione Lombardia nei prossimi mesi, non abbiamo tempo da perdere con dubbi, polemiche o ambizioni personali. Avanti con Attilio Fontana e la sua squadra, premiata da oltre il 50% dei voti anche domenica scorsa. Se qualcuno ha cambiato idea o squadra si faccia da parte”.

Il braccio di ferro in realtà si trascina da tempo ed è stato al centro anche della campagna elettorale. I dirigenti lombardi di Fratelli d’Italia, a cominciare da Ignazio La Russa e Daniela Santanchè, del resto, hanno sempre lasciato aperto uno spiraglio alla Moratti, usando anche la Lombardia come arma per replicare agli attacchi di Salvini. Senza contare che il Terzo Polo, nella persona di Carlo Calenda, addirittura dalla primavera ha manifestato il suo interesse per sostenere un’eventuale candidatura Moratti. La partita, oggi più che mai, è nelle mani di Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Senza contare che, qualunque decisione prendano, dovranno comunque mettere in conto la “variabile Moratti”.

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