Azeglio Vicini, il ct che seppe farsi amare senza stare in prima fila

Per farsi sentire non aveva bisogno di alzar la voce, “solo” terzo al Mondiale di casa, quello delle Notti magiche ma la responsabilità non fu sua. Lasciò per colpa di un palo in Unione Sovietica ma dopo non ha mai recriminato su niente. Quel modo di esserci senza invadere la scena, rivisto oggi è una grande lezione

Risotto alle pere, prosciutto croccante e robiola di capra

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