Rivoluzione McDonald's, il futuro del panino 'verde made in Italy' è già tracciato

Rivoluzione McDonald's, il futuro del panino 'verde made in Italy' è già tracciato
Dal primo cheesburger mangiato a Roma, nel locale aperto in piazza di Spagna nel 1996, fino agli attuali menu Dop, ai bar 'all'italiana' e alle ricette 'speciali' in cantiere
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Era il 20 marzo 1996 quando McDonald’s aprì il suo primo ristorante in Italia, a Roma in piazza di Spagna. Molti dei grandi classici della catena, come il Big Mac, il Cheesburger e il McChicken erano già presenti sul menu, così come l’Happy Meal, le patatine e i gelati. Ma da allora a oggi il colosso americano in Italia ha avuto il coraggio e la lungimiranza di apportare cambiamenti enormi al suo percorso, all’insegna dell’italianità. Un processo che continua, come spiega Raffaele Daloiso, responsabile marketing di McDonald’s Italia: "da molti anni ci siamo dati l’obiettivo di lavorare sempre di più con aziende italiane.

E il processo di innovazione che da sempre ci contraddistingue ha portato anche a modificare e perfezionare le tecniche di cottura e i processi di preparazione dei panini. L’ultima novità è il processo Best Burger, introdotto in Italia lo scorso autunno. Una nuova modalità di preparazione volta a valorizzare il sapore e la qualità di ciascuno degli ingredienti: dal pane più morbido e caldo, all’insalata più fresca e croccante, all’hamburger più succoso e saporito".

 

La rivoluzione McDonald’s è passata anche attraverso i panini a edizione limitata, ricette ideate ad hoc per occasioni speciali. Come il '280gr', il primo panino McDonald’s ad avere tra gli ingredienti un prodotto DOP tra i più apprezzati sulle tavole italiane: il Parmigiano Reggiano. Un tassello importante nel percorso di italianità di McDonald’s, che, con il suo debutto, sancì l’inizio della collaborazione con i Consorzi di tutela italiani.

"Inizialmente questo legame fece gridare allo scandalo – racconta Daloiso- il re dei prodotti italiani da McDonald’s! Poi un po’ alla volta le cose cambiarono, le persone capirono che dietro a un marchio americano c’era molto di più e quel panino, chiamato '280gr', fu riproposto anche nel 2015 in occasione di EXPO, a testimonianza del grande successo riscosso tra i consumatori». I consensi a quella operazione sono diventati la solida base di 'My Selection' , che ha esordito nel 2018, accolta subito in maniera estremamente positiva.

 

"Questa proposta limitata nel tempo realizzata insieme a Joe Bastianich, -continua Daloiso- rappresenta la massima espressione della collaborazione tra McDonald’s e i Consorzi di tutela: i protagonisti di queste ricette sono, infatti, i prodotti di eccellenza delle filiere DOP e IGP come lo Speck Alto Adige IGP, la Fontina DOP della Valle d’Aosta, la Cipolla di Tropea Calabria IGP, l’Aceto balsamico di Modena IGP, l’Asiago DOP, il Montasio DOP, e Pecorino Toscano DOP. È un’occasione unica e preziosa per portare al grande pubblico la qualità delle nostre eccellenze".

 

 

I consumatori hanno accolto con grande entusiasmo la “rivoluzione di sapori” che vede andare a braccetto McDonald’s e i Consorzi di tutela: dalla prima edizione di My Selection sono stati infatti venduti 65 milioni di panini. Un numero che non lascia spazio a dubbi.

 

Situazione analoga per le McChicken Variation, ricette nate nel 2019 dall’incontro di McDonald’s con GialloZafferano, che hanno visto arrivare nei menu della catena panini con prodotti fortemente connotati come italiani: salsa ai pomodori gialli campani, maionese al basilico italiano, toma con latte 100% italiano, salsa ai pomodori secchi della Puglia. Una scelta di cambiamento vincente visto che sono stati venduti 20 milioni di panini.

 

Ed è un panino 'locale' anche quello che ha scritto un’altra pagina di successo 'italiano' dell’azienda: il Crispy McBacon introdotto nel 2000 nei menu, migliorando una ricetta base che McDonald’s Italia aveva ereditato con l’acquisizione di Burghy, "ha una schiera nutritissima di fan fedelissimi, è uno dei più amati", dice Daloiso.

 

La rivoluzionaria scelta di sposare la qualità italiana è passata anche dalla scelta dei fornitori per i McCafé, lo spazio interno ai ristoranti dedicato alla prima colazione, alla merenda e ai momenti di pausa. "È un vero e proprio bar all’italiana dove è possibile trovare bevande e dolci della nostra tradizione come caffè, cappuccino, spremute fresche, croissant e torte, tutta l’offerta proviene da fornitori italiani: Ottolina per il caffè, Centrale del Latte di Brescia per il latte, Bindi e Cupiello (Napoli) per torte, brioche e prodotti da forno, e Oranfrizer (Catania) per le arance per le spremute, che in stagione, sono Arance Rosse di Sicilia IGP".


La rivoluzione McDonald’s in futuro passerà anche da proposte per chi ha fatto la scelta di non mangiare carne: "Sono certo che un panino vegetariano entrerà stabilmente nel nostro menu quando avremo la certezza di poter offrire un prodotto capace di soddisfare aspettative di gusto e qualità di chi ci viene a trovare. Siamo sempre molto attenti alle abitudini dei consumatori, perciò sappiamo bene che molti di loro guardano con interesse alle alternative vegetali. Ci stiamo lavorando", precisa Raffaele Daloiso sottolineando anche che per le sue insalate, in menu dal 2004, McDonald’s Italia già acquista esclusivamente da produttori italiani 2.400 tonnellate di verdura fresca all’anno. Il percorso 'made in Italy' del futuro panino 'verde' è già tracciato.