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A Bologna le materie prime al centro: Dop, grandi vini e l’avventura della pasta italiana

Il San Daniele è tra i cibi protagonisti a Bologna
Il San Daniele è tra i cibi protagonisti a Bologna 
Tante storie da ascoltare dalla Mozzarella di Bufala Campana, al prosciutto di San Daniele. Tra le masterclass da non perdere anche le cucine del futuro: la vegetale e l’ayurvedica
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Non si può fare un Festival dedicato al cibo, al vino e ai viaggi di Gusto senza assaggiare, mangiare, degustare. Usare insomma il senso del gusto, magari unito all’olfatto e al tatto alla sua massima potenza. «C’è più gusto a Bologna», la due giorni a Palazzo Re Enzo organizzata dal content hub del gruppo Gedi, ha deciso che le materie prime italiane, le dop, i vini doc, erano fondamentali quanto le parole di oltre quaranta speaker che si aleterneranno sui vari palcoscenici. Quindi gli assaggi saranno tantissimi e continui. Pochi quelli gratis, perché quando il cibo è frutto del lavoro e della fatica degli artigiani non lo si regala, ma ogni euro incassato dalle masterclass o dai pranzi e dalle cene servite dalle Cesarine sarà devoluto alla fondazione «Specchio d’Italia» per sostenere la mensa dei profughi costruita a Leopoli.

Le Cesarine saranno protagoniste nella loro Bologna
Le Cesarine saranno protagoniste nella loro Bologna 

Mangiare è sempre un atto politico, ma imparare a goderne è puro comfort food. Così, nella sala del Podestà, il cuore dell’evento, le Cesarine proporranno a ciclo continuo i piatti simbolo della tradizione italiana, in particolare la pasta nell’ambito di un progetto realizzato in collaborazione con Coop. Nei due giorni, su prenotazione al sito ilgusto.it, si assaggeranno gli spaghetti ad archetto arte antica Gragnano al pomodoro; gli spaghettoni pasta 3 grani alla Carbonara; le mitiche tagliatelle alla Bolognese; gli altrettanto mitici tortellini alla crema di parmigiano; i paccheri Gragnano con ragù napoletano; le mezze maniche 3 grani alla Norma; i bucatini trafilati bronzo all’amatriciana; la pasta mista tre grani con i fagioli; il salame al cioccolato e i cannoli siciliani. Non si tratta di piatti realizzati da un ristorante ma il frutto della tradizione irripetibile delle casalinghe italiane.

Il Forno Brisa, un'eccellenza bolognese
Il Forno Brisa, un'eccellenza bolognese 

Bologna è la città giusta per questa cucina, una delle città che più amano godere della semplicità sublime. Nasce proprio a Bologna, alcuni anni fa, uno degli esperimenti imprenditoriali più saggi e fortunati, quello di Forno Brisa. Non potevano mancare a «C’è più Gusto» i loro assaggi, in un discorso interamente dedicato al lato più dolce del pane, lo stesso che si imparerà a panificare (e ad assaggiare) con Fulvio Marino che dialogherà con Martina Liverani sul palco del 5 novembre. Identità sotto forma di cibo, esattamente quello che accade per i tortellini in degustazione (in collaborazione con l’Associazione di volontariato La San Nicola di Castelfranco Emilia) negli stand del settore dedicato alle lezioni di cucina e al mercato, ovvero al libero e curioso scambio di idee con gli artigiani che espongono all’interno del festival. Il formaggio è uno dei capisaldi della cultura italiana, da nord a sud. E sarà anche uno dei cibi più assaggiati del festival. A partire dalla Mozzarella di Bufala Campana Dop, provata tanto in degustazione con pregiati Champagne quanto in numerosi e divertenti laboratori lungo i due giorni.

Massimo Bottura
Massimo Bottura 

E sarà anche la volta dello Storico Ribelle (o Bitto Storico), dalla Lombardia insieme ai formaggi piemontesi di Des Martin, che delizierà palati con il suo raro Castelmagno d’Alpeggio. Perché le piccole produzioni, come le piccole imprese, erano e restano il cuore dell’Italia e del Made in Italy. E siccome il cibo è contaminazione e fratellanza, ecco che i formaggi svizzeri mostreranno tutto il loro gusto, a partire dalle forme vincitrici di un importante concorso nazionale. Il tutto, magari, andando a braccetto con il San Daniele, altra grande eccellenza italiana e altro grande protagonista assoluto di C’è più gusto, con la collaborazione del Consorzio di Tutela di riferimento. Perché, e di questo si parlerà approfonditamente con Francesco Pizzagalli, presidente dell'Istituto Valorizzazione Salumi Italiani, formaggi e salumi identificano non soltanto il nostro Paese nel mondo come unità compatta, ma ne raccontano le lingue, le sfumature caratteriali, gli orizzonti di ogni regione. 

 

Ci saranno le lezioni di carne frollata, quella selezionata da Simone Pantano (appuntamento irripetibile della domenica pomeriggio) e grigliata dallo chef asador Roberto Pintadu si potranno assaggiare carni con una frollatura particolarmente lunga per ora praticamente introvabili in Italia. Ci saranno anche, praticamente in contemporanea in un’altra zona del Palazzo, le lezioni di cucina vegetale con «Altatto» una delle più interessanti realtà italiane con un ristorante a Milano che fa amare il vegetale al palato in maniera unica.

 

Sara Nicolosi, Cinzia De Lauri e Caterina Perazzi con il garden designer David Zonta racconteranno la versione più urbana della loro cucina. E ci sarà anche la cucina ayurvedica, raccontata da Ilaria Palmas e da Rajesh Shrivadtava che sveleranno alcuni piatti facili per scoprire a casa una tradizione millenaria. Il gusto è globale e per due giorni a Bologna lo scoprirete in tutte le sue forme.