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Cinque vini di montagna per i piatti di questa settimana

Il filo conduttore degli abbinamenti è rappresentato dalla provenienza delle bottiglie, da vigneti in alta quota

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Per abbinare i piatti che compongono il me­nù di questa settimana, abbiamo selezionato cinque etichette nate da vigneti situati in alta quota. Senza scomodare la cosiddetta viticoltura estrema od eroica, va precisato che in Italia esistono numerose realtà produttive di montagna e, in linea generale, possiamo dire che proprio in questi territori nascono vini di grande purezza ed eleganza. La notevole escursione termica tra il giorno e la notte, infatti, garantisce alle uve una perfetta integrità sotto il profilo organolettico.

Cominciamo con un bell'antipasto a base di involtini di cavolo verza, couscous e aromi. Un piatto profumato, salutare, di semplice realizzazione e a basso contenuto calorico. Il note­vole apporto aromatico dato dalle spezie è un invito a nozze per gli amanti dei vini altrettanto profumati. Perfetto, dunque, un calice di Chardonnay dell'azienda valdostana Les Crêtes. Al naso il fiore inizialmente percepito evolve in sentori di frutta matura, mentre in bocca la sottile minera­lità accompagna un sor­so di estrema freschezza.

Continuando con un mor­bido risotto al radicchio e Gorgonzola, ecco una preparazione che crea un bel contrasto tra tenden­za amarognola e piccantezza. Senza dubbio si tratta di una pietanza che ha carattere, ma noi per non farci trovare impreparati puntiamo tutto sull'eleganza del Trentodoc, stappando una fresca bottiglia di Perle Rosé Riserva, spumante Metodo classico prodotto dalla storica azienda Ferrari. Per descriverlo bastano due termini: elegante ed intenso. Il resto fa parte di quel baga­glio di sensazioni personali che, nell’immaginario di ognuno di noi, identifica la piacevolezza.

Il percorso gastronomico prosegue con un secondo piatto tipico del centro America come i tacos di pollo. L'elemento a cui prestare particolare attenzione per l'abbina­mento perfetto è ancora una volta la piccantezza, caratteristica che riguarda soprat­tutto la versione italiana di questa popolare ricetta. È giunto il momento di gioca­re la carta del Sauvignon Sanct Valentin, vino di punta della Cantina Produttori San Mi­chele Appiano. Fruttato, raf­finato, incredibilmente morbi­do e persistente.

Proseguen­do con un contorno nerboru­to come la salsiccia con la verza, sappiamo di met­tere in tavola un piatto tipi­co della tradizione contadina del nord Italia. Per azzeccare il giusto abbi­namento, cambiamo re­gistro e puntiamo sull'esu­beranza del frutto che ca­ratterizza l'Etna Rosso dell'azienda Planeta. Nerello mascalese in purezza, regala un sorso morbido, quasi vellutato ma non troppo" impegnativo", ideale per creare un perfetto accor­do con gli aromi del piatto.

Il menù si conclude con una ghiotta cheesecake con carote e noci pecan, molto amata negli Usa e qui proposta in versione light (ma non troppo). Trattando­si di un dessert fresco, asse­condiamone le caratteri­stiche abbinandolo ad un calice di Chardis, Moscato dolce Metodo charmat prodotto in Trentino dall'azienda La Vis. Naso dai sentori di frutta tropicale, sorso bello fresco dalla morbidezza discreta, praticamente un passe­-partout.